Le donne con disabilità sono state lasciate indietro durante l’emergenza?

Nell’Unione Europea sono il 60% di una popolazione di 100 milioni di persone con disabilità, ovvero circa 60 milioni di donne e ragazze con disabilità, equivalente dell’intera popolazione italiana. Ma in quale misura sono state lasciate indietro durante l’emergenza coronavirus? Se ne parlerà durante il seminario online organizzato per il 19 giugno dall’EDF, il Forum Europeo sulla Disabilità, discutendo anche con gli attori e i partner dell’Unione Europea, comprese le organizzazioni femminili, su come lavorare insieme per salvaguardare i diritti di tutte le donne

«Le donne con disabilità sono state lasciate indietro durante l’emergenza Covid-19?»: a questo interrogativo tenterà di rispondere l’interessante seminario online organizzato dall’EDF, il Forum Europeo sulla Disabilità, per il pomeriggio del 19 giugno prossimo (ore 14-15.30).
«Le donne con disabilità – si legge nella pagina di presentazione dell’evento che sarà moderato da Ana Peláez Narváez, vicepresidente dell’EDF – costituiscono il 16% della popolazione femminile dell’Unione Europea. Esse rappresentano il 60% di una popolazione di 100 milioni di persone con disabilità. Che corrisponde a circa 60 milioni di donne e ragazze con disabilità, l’equivalente dell’intera popolazione italiana. La pandemia Covid-19 ha aggravato la discriminazione, gli abusi e le violazioni dei diritti umani nei confronti di donne e ragazze con disabilità, costrette ad affrontare discriminazioni multiple ed intersezionali in tutti gli àmbiti della vita: svantaggi socioeconomici, isolamento sociale, violenza contro le donne, sterilizzazione e aborto forzati, mancanza di accesso ai servizi della comunità, alloggi di bassa qualità, istituzionalizzazione, assistenza sanitaria inadeguata e negazione dell’opportunità di contribuire e impegnarsi attivamente nella società. Esse hanno anche da due a cinque volte più probabilità di subire violenze rispetto alle altre donne».

A partire dunque da questo quadro generale, il Forum si è posto le seguenti domande: «Quali sono i problemi specifici che le donne e le ragazze con disabilità hanno dovuto affrontare durante la pandemia? Come possiamo garantire che l’intersezionalità sia una componente obbligatoria della risposta alla pandemia per assicurarsi che nessuna donna e ragazza rimanga indietro?».
Da questi interrogativi scaturiscono i seguenti obiettivi del seminario: individuare le questioni specifiche che le donne e le ragazze con disabilità hanno dovuto affrontare durante la pandemia; discutere con gli attori e i partner dell’Unione Europea, comprese le organizzazioni femminili, su come lavorare insieme per salvaguardare i diritti di tutte le donne durante e dopo la pandemia; e infine, condividere buone pratiche e conoscenze su come garantire che le risposte alla pandemia includano anche le donne e le ragazze con disabilità.

L’apertura dei lavori e l’introduzione ai temi del seminario saranno affidati alla citata Ana Peláez Narváez, mentre Luisella Bosisio Fazzi, componente del Consiglio Direttivo e del Comitato delle Donne dell’EDF, esporrà gli aggiornamenti sulla situazione delle donne e delle ragazze con disabilità.
Delle buone pratiche sulle azioni intraprese durante la pandemia si occuperà invece la CERMI Women Foundation, dopodiché Joanna Maycock, segretaria generale della Lobby Europea delle Donne, riferirà in merito alla risposta alla pandemia del movimento femminile europeo.
Sono invece ancora da confermare la presenza dell’Istituto Europeo per l’Uguaglianza di Genere, che dovrebbe trattare il tema della raccolta di dati sulle donne con disabilità, dell’Unità per l’Uguaglianza di Genere della Commissione Europea, chiamata a esporre sull’impatto della pandemia sull’attuazione della strategia per l’uguaglianza di genere, di Evelyn Regner, presidente della commissione FEMM del Parlamento Europeo e dell’Ufficio di collegamento delle Donne delle Nazioni Unite presso l’Unione Europea. (Simona Lancioni)

Il seminario online del 19 giugno sarà supportato dai servizi di interpretariato nella lingua internazionale dei segni e di sottotitolazione in tempo reale (in inglese). Verrà inoltre registrato e messo successivamente a disposizione di coloro che non potranno partecipare. Accedere a questo link per iscriversi. Per informazioni o domande sui contenuti, contattare Marine Uldry (marine.uldry@edf-feph.org). Per problemi tecnici, contattare Raquel Riaza (raquel.riaza@edf-feph.org).
Il presente testo è già apparso nel sito di Informare un’H-Centro Gabriele e Lorenzo Giuntinelli di Peccioli (Pisa) e viene qui ripreso, con alcuni riadattamenti al diverso contenitore, per gentile concessione.
Per approfondire il tema Donne e disabilità, si può fare riferimento al lungo elenco di testi da noi pubblicati, presente a questo link, nella colonnina a destra dell’articolo intitolato Voci di donne ancora sovrastate, se non zittite, oltreché alla Sezione Donne con disabilità, nel sito del Centro Informare un’h.

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