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L’impatto del coronavirus sulle persone con sindrome di Down

Giovane con sindrome di DownArriva dall’AIPD (Associazione Italiana Persone Down) l’invito a partecipare a uno studio internazionale sull’impatto che il contagio del coronavirus ha avuto, e sta ancora avendo, sulle persone con sindrome di Down, iniziativa promossa per il nostro Paese da un gruppo di medici e studiosi (Stefania Bargagna, Angelo Carfi, Giuseppina Sgandurra, Diletta Valentini), che fanno parte dell’organizzazione internazionale di ricercatori sulla sindrome di Down T21RS.

Il sondaggio – già in corso in Inghilterra, Spagna e Stati Uniti e in fase d’avvio anche in altri Paesi – si basa su un semplice questionario completamente anonimo (disponibile a questo link), rivolto sia alle famiglie in cui una persona con sindrome di Down abbia avuto il Covid-19 accertato o sospetto (in questo caso il questionario andrà interamente compilato), sia a tutti i familiari di persone con sindrome di Down che vogliano far conoscere che i propri cari non hanno avuto il Covid-19 (in questo caso, naturalmente, si tralasceranno le domande specifiche sul virus).

In parallelo, poi, al sondaggio rivolto alle famiglie, il gruppo di lavoro ne sta disseminando uno analogo tra i medici che si occupano di sindrome di Down o che durante la pandemia hanno accudito persone con sindrome di Down. (S.B.)

Ringraziamo l’AIPD (Associazione Italiana Persone Down) per la segnalazione

Ricordiamo ancora il link al quale è disponibile il questionario promosso dall’organizzazione T21RS.