Serve di più sui bambini e le bambine con disabilità

Nel documento “educAzioni: cinque passi per contrastare la povertà educativa e promuovere i diritti delle bambine, dei bambini e degli e delle adolescenti”, presentato da nove reti della società civile, vi è anche un riferimento agli alunni con disabilità, ma secondo Luisella Bosisio Fazzi, componente tra l’altro del Direttivo del Forum Europeo sulla Disabilità, avrebbe dovuto esserci di più, a partire dalla perdita del diritto allo studio, sofferta in questi mesi dagli alunni e dalle alunne con disabilità, «un tema necessario – sottolinea – in un contesto ove si parla di povertà educativa»

#Bambino in carrozzina insieme a bambini non disabiliViene presentato in questi giorni il documento intitolato #educAzioni: cinque passi per contrastare la povertà educativa e promuovere i diritti delle bambine, dei bambini e degli e delle adolescenti (disponibile integralmente a questo link), prodotto da nove reti della società civile (se ne legga l’elenco nel box in calce), che verrà anche inviato al presidente del Consiglio Conte, accompagnato da una lettera sottoscritta anch’essa dagli organismi promotori dell’iniziativa.

In tale testo vi è anche un esplicito riferimento agli alunni con disabilità, ove si scrive: «Tra i più colpiti dall’emergenza vi sono gli alunni con disabilità e i loro genitori, che hanno spesso subito un grave isolamento sociale. È indispensabile interrompere questo isolamento, assicurando un forte sostegno sociale ed educativo».
Si tratta di un unico passaggio, ritenuto tuttavia insufficiente da Luisella Bosisio Fazzi, componente del Direttivo del Forum Europeo sulla Disabilità (EDF), oltreché di quello del FID (Forum Italiano sulla Disabilità) e della Giunta Nazionale della FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap).
«Manca innanzitutto – dichiara Bosisio Fazzi – la trattazione riguardante la perdita del diritto allo studio, da parte degli alunni e delle alunne con disabilità, che sarebbe certamente stata necessaria in un contesto ove si parla di povertà educativa. Ed è anche assente il richiamo a un’altra questione potenzialmente molto importante, ovvero quella relativa ai bimbi e alle bimbe con disabilità testimoni di violenza o di femminicidio. Proprio nei giorni scorsi, infatti, il Tribunale dei Minori di Milano, rispetto a casi del genere, ha dichiarato l’aumento del 50% dei provvedimenti di tutela verso i minori. E tra questi minori testimoni di violenza o addirittura vittime della stessa, non ci saranno anche dei minori con disabilità?». (S.B.)

Il documento #educAzioni: cinque passi per contrastare la povertà educativa e promuovere i diritti delle bambine, dei bambini e degli e delle adolescenti (che, ricordiamo ancora, è disponibile integralmente a questo link), è stato sottoscritto da: Appello della società civile per la ricostruzione di un welfare a misura di tutte le misure e dei territori; Alleanza per l’Infanzia; ASviS (Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile); CNCA (Coordinamento Nazionale Comunità di Accoglienza); Forum DD (Disuguaglianze e Diversità); Forum Education; Gruppo CRC; #giustaitalia patto per la ripartenza; Tavolo Saltamuri.
Il Gruppo CRC, ricordiamo, è attivo sin dalla fine del 2000, per svolgere un’azione di monitoraggio sul rispetto dei princìpi sanciti dalla Convenzione ONU sui Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza (CRC), entrata in vigore il 2 settembre 1990 e ratificata dall’Italia il 27 maggio 1991 con la Legge 176/91.

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