Gli Stati Generali dell’Economia, la FISH e le politiche per un nuovo welfare

«Ci troviamo all’inizio di un percorso che sarà lungo e che investirà molti aspetti della vita quotidiana di milioni di persone e anche quindi delle persone con disabilità e dei loro familiari. Il risultato politico vero è il fatto che le nostre organizzazioni sono attivamente all’interno di questo confronto e di questa elaborazione»: a dirlo è Vincenzo Falabella, presidente della Federazione FISH, dopo avere partecipato agli Stati Generali dell’Economia promossi dal Governo, per delineare le strategie e le linee di rilancio del Paese dopo la Fase 1 dell’emergenza coronavirus

Vincenzo Falabella agli Stati Generali dell'Economia, 20 giugno 2020

Il presidente della FISH Vincenzo Falabella (a sinistra), durante il suo intervento agli Stati Generali dell’Economia

Come anticipato anche dal nostro giornale, il 20 giugno scorso la FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap) ha partecipato agli Stati Generali dell’Economia promossi dal Governo nell’intento di delineare le strategie e le linee per il rilancio del Paese dopo la Fase 1 dell’emergenza coronavirus. Nei confronti di natura principalmente economica, infatti, l’Esecutivo ha voluto ascoltare anche le organizzazioni delle persone con disabilità. A nome e in rappresentanza della Federazione ha partecipato al confronto il presidente della stessa Vincenzo Falabella e l’occasione è stata propizia anche per presentare il documento Le politiche future per la disabilità: un nuovo welfare per tutti (disponibile integralmente a questo link), condiviso dalla FISH con la FAND (Federazione tra le Associazioni Nazionali delle Persone con Disabilità).

«Le due notizie più enfatizzate dalla stampa – commenta Falabella – e anche da parte di alcune organizzazioni, sono quelle relative a un ipotizzato aumento delle pensioni di invalidità e all’impegno del Presidente del Consiglio ad elaborare quanto prima un Codice sulla Disabilità che non solo metta ordine nella materia, ma ne innovi i contenuti e le direttrici nei principi della Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità, ma anche nella logica del rilancio che tutti stiamo cercando dopo l’emergenza Covid. E tuttavia, per restituire completezza ai contenuti del confronto, preme precisare innanzitutto che tale occasione non è stata una “partita” da cui portare a casa risultati politici o attribuzioni di qualche tipo. Si deve comprendere infatti che ci troviamo all’inizio di un percorso che sarà lungo e che investirà molti aspetti della vita quotidiana di milioni di persone e anche quindi delle persone con disabilità e dei loro familiari. Il risultato politico vero è il fatto che le nostre organizzazioni sono attivamente all’interno di questo confronto e di questa elaborazione. E gli esiti, i successi o gli insuccessi li valuteremo poi o li giudicherà la storia».

«Oggi – prosegue il Presidente della FISH – il nostro dovere morale è profondere impegno, capacità di analisi, mantenere attenzione in una delicatissima fase di ripensamento delle regole dello stare assieme e delle strategie che possono rendere il Paese più equo, giusto, inclusivo e solidale. Se sbagliamo, rischiamo di lasciare nel Paese sacche di ingiustizia, povertà, esclusione, discriminazione. Ridurre dunque quell’incontro solo all’aumento delle pensioni, scenario comunque importante e rilevante, o alla mera compilazione di nuovi testi di legge, significa non avere compreso la portata del momento storico, della qualità dei confronti, della mole di risorse potenzialmente disponibili».
Al lungo incontro, va ricordato a tal proposito, non era presente solo il Presidente del Consiglio, ma anche i rappresentanti dei principali Ministeri con i quali normalmente la FISH si confronta, vale a dire il Dicastero dell’Economia e della Finanza, quelli del Lavoro, della Famiglia, della Salute, dell’Istruzione e dell’Università, nonché il Ministro per gli Affari Regionali e le Autonomie. «Pur in tempi ristretti – sottolinea Falabella – è emersa una quantità di elementi tale da impegnare in imponenti confronti successivi, che però non ci spaventano».

«Non è un caso – conclude il Presidente della FISH – che abbiamo sottolineato l’importanza di usare quelle che sono riflessioni e considerazioni mature e compiute che il movimento delle persone con disabilità ha elaborato negli ultimi anni e su cui si è già confrontato con le Istituzioni e le Amministrazioni, primo fra tutti il Secondo Programma di Azione biennale per la promozione dei diritti e l’integrazione delle persone con disabilità, che risale alla fine del 2017, ma è ancora in larga misura lettera morta. È l’occasione per usarlo, implementarlo, farne la leva a lungo braccio dell’inclusione, della coesione, dell’innovazione sociale e quindi dell’effettivo rilancio delle politiche per le persone con disabilità e dell’intero welfare italiano. La FISH è pronta!». (S.B.)

Per ulteriori informazioni e approfondimenti: ufficiostampa@fishonlus.it.

Stampa questo articolo