La Corte Costituzionale sentenzia: non si può vivere con 285 euro al mese

«L’attuale importo delle pensioni di invalidità è inadeguato a garantire i mezzi necessari per vivere. Un importo così basso, infatti (285,66 euro al mese), vìola il diritto al mantenimento che l’articolo 38 della Costituzione garantisce agli inabili al lavoro sprovvisti di mezzi necessari per vivere»: così si è pronunciata la Corte Costituzionale, esaminando la questione di legittimità delle pensioni di invalidità civile totale, sollevata dalla Corte d’Appello di Torino. Diamo spazio ai commenti dell’ANMIC (Associazione Nazionale Mutilati e Invalidi Civili) e dell’Associazione Luca Coscioni

Prima parte dell'articolo 38 della Costituzione

La prima parte dell’articolo 38 della Costituzione, violato, secondo la Conssulta, dall’attuale importo delle pensioni di invalidità civile totale

«Vivere con soli 285,66 euro al mese è praticamente impossibile, soprattutto per una persona totalmente inabile al lavoro per effetto di gravi disabilità e riconosciuta invalida al cento per cento»: così si è espressa la Corte Costituzionale, esaminando ieri, 23 giugno, la questione di legittimità delle pensioni di invalidità civile totale, sollevata dalla Corte d’Appello di Torino.
La Consulta, dunque, in attesa di depositare nelle prossime settimane le motivazioni della Sentenza, ha ritenuto l’attuale importo delle pensioni di invalidità «inadeguato a garantire i mezzi necessari per vivere», evidenziando che un importo così basso «vìola il diritto al mantenimento che l’articolo 38 della Costituzione garantisce agli inabili al lavoro sprovvisti di mezzi necessari per vivere».

Soddisfazione viene espressa da Nazaro Pagano, presidente dell’ANMIC (Associazione Nazionale Mutilati e Invalidi Civili), che ricorda come «già nel 2008 raccogliemmo più di 300.000 firme per promuovere in Parlamento una legge di iniziativa popolare che innalzasse queste “pensioni da fame”, di gran lunga inferiori ai minimi pensionistici e che superasse questa vergognosa disparità di trattamento fra pensionati. Ora il pronunciamento della Corte Costituzionale recepisce totalmente il contenuto della nostra proposta di iniziativa legislativa».

È lo stesso Pagano a spiegare le conseguenze giuridiche di tale Sentenza, basandosi su una nota prodotta dalla Consulta: «È stato affermato che il cosiddetto “incremento al milione” (pari a 516,46 euro) da tempo riconosciuto per vari trattamenti pensionistici dall’articolo 38 della legge n. 448 del 2001, debba essere assicurato agli invalidi civili totali, di cui parla l’articolo 12, primo comma, della legge 118 del 1971, senza attendere il raggiungimento del sessantesimo anno di età, attualmente previsto dalla legge. Conseguentemente, questo incremento dovrà d’ora in poi essere erogato a tutti gli invalidi civili totali che abbiano compiuto i 18 anni e che non godano, in particolare, di redditi su base annua pari o superiori a 6.713,98 euro».

Per altro «resta ferma – così come conclude il pronunciamento della Consulta – la possibilità per il Legislatore di rimodulare la disciplina delle misure assistenziali vigenti, purché idonee a garantire agli invalidi civili totali l’effettività dei diritti loro riconosciuti dalla Costituzione».

Nel ricordare che sullo stesso tema è in corso anche un’indagine presso la Commissione Straordinaria per la promozione dei Diritti Umani del Senato, anche l’Associazione Luca Coscioni commenta la Sentenza, tramite le parole di Filomena Gallo e Rocco Berardo, rispettivamente segretario nazionale e coordinatore delle Iniziative sulla Disabilità di tale organizzazione. «Bene l’intervento della Consulta – dichiarano – a favore della lotta alle discriminazioni. La necessità, tuttavia, è di non fermarsi a sovvenzionare i tanti casi che certamente hanno bisogno di un aiuto dello Stato, ma avere una visione più ampia del problema e prevedere gli investimenti promessi durante i recenti Stati Generali dell’Economia, per restituire alle persone con disabilità la loro libertà di movimento, di partecipazione, di lavoro, di vita indipendente. Questo è tanto più urgente e necessario anche in ragione dell’avanzamento della vita media delle persone». (S.B.)

Per ulteriori informazioni: Ufficio Stampa ANMIC (Bernadette Golisano), tempinuovi.bg@tiscali.it; Ufficio Stampa Associazione Luca Coscioni (Fabio Miceli), fabio.miceli@associazionelucacoscioni.it.

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