L’importanza della ricerca per vincere la sfida contro la SLA

«Quest’anno la Giornata Mondiale sulla SLA (sclerosi laterale amiotrofica) ha assunto ancora più valore in un contesto segnato dalla pandemia, che ha accentuato la fragilità delle persone che convivono con la malattia e allo stesso tempo l’importanza di sostenere la ricerca per dare loro risposte concrete sul fronte terapeutico. Crediamo infatti che un mondo senza la SLA sia possibile e tutti possiamo contribuire a realizzarlo»: lo ha dichiarato Mario Melazzini, presidente della Fondazione ARISLA, che in dieci anni ha investito oltre 12,4 milioni di euro in attività di ricerca sulla SLA

Malato di SLA con assistente informatico

Una persona con la SLA (sclerosi laterale amiotrofica), insieme a un assistente informatico

«Quest’anno la Giornata Mondiale sulla SLA ha assunto ancora più valore in un contesto segnato dalla pandemia del Covid-19, che ha accentuato la fragilità delle persone che convivono con la malattia e allo stesso tempo l’importanza di sostenere la ricerca scientifica per dare loro risposte concrete sul fronte terapeutico. Dal nostro osservatorio rileviamo che la comunità scientifica italiana vuole mettersi in gioco per vincere la sfida contro la SLA: ne sono testimonianza le oltre cento proposte presentate al nostro Bando 2020. Il nostro impegno è tradurre questa vivacità in risultati per i pazienti, dando continuità e consentendo ai progetti più di validi e innovativi di essere sviluppati perché si arrivi presto ad una terapia efficace. Crediamo che un mondo senza la malattia sia possibile e tutti possiamo contribuire a realizzarlo».
Lo ha dichiarato Mario Melazzini, presidente dell’ARISLA (Fondazione Italiana di Ricerca per la SLA), in occasione della recente Giornata Mondiale sulla SLA (sclerosi laterale amiotrofica) del 21 giugno, evento da noi già presentato a suo tempo.

Da dieci anni a questa parte, l’ARISLA ha investito oltre 12,4 milioni di euro in attività di ricerca, finanziando 78 progetti, di cui 16 in corso, in diversi àmbiti di studio (ricerca di base, preclinica e traslazionale, clinica e tecnologica); il tutto supportando 130 ricercatori che hanno portato a 250 pubblicazioni scientifiche.
Tra i traguardi raggiunti, da segnalare il contributo alla scoperta di sei geni coinvolti nell’insorgenza della malattia, il finanziamento di otto studi clinici, di cui quattro di tipo interventistico e l’apporto dato alla creazione di un network di 25 Centri Clinici che operano su tutto il territorio nazionale.

Dai dati raccolti dall’ARISLA, emerge che i laboratori di ricerca che hanno ricevuto un finanziamento da tale Fondazione sono distribuiti su tutto il territorio nazionale. Le analisi mostrano inoltre un’ottima produttività scientifica da parte dei ricercatori titolari di progetti di ARISLA e il riconoscimento della comunità internazionale sul valore dei risultati conseguiti, che hanno contribuito ad aumentare la conoscenza scientifica, fornendo la base ad altri studi. (S.B.)

Per ulteriori informazioni e approfondimenti: Ufficio Stampa ARISLA (Tiziana Zaffino), tiziana.zaffino@arisla.org.

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