Mantenere gli impegni sul Servizio Civile Universale

«Ci associamo all’allarme lanciato dalla Portavoce del Forum Nazionale del Terzo Settore – dichiarano dalla CNESC (Conferenza Nazionale Enti Servizio Civile) -, sul rischio che nel “Decreto Rilancio” non siano confermati gli impegni presi dal Governo per la coesione sociale e la valorizzazione dell’impegno dei giovani attraverso il sostegno alle organizzazioni del Terzo Settore e al Servizio Civile Universale. Altrimenti, cosa potremo dire, ad esempio, agli 84.000 giovani che hanno presentato domanda di partecipazione al Servizio Civile Universale nel 2019?»

Giovane in Servizio Civile e persona con disabilità

Un giovane in Servizio Civile insieme a una persona con disabilità

«Ci associamo all’allarme lanciato dalla Portavoce del Forum Nazionale del Terzo Settore [ripreso anche su queste pagine, N.d.R.] sul rischio che nel “Decreto Rilancio” non siano confermati gli impegni presi dal Governo per la coesione sociale e la valorizzazione dell’impegno dei giovani attraverso il sostegno alle organizzazioni del Terzo Settore e al Servizio Civile Universale»: lo si legge in una nota diffusa dalla CNESC, la Conferenza Nazionale Enti Servizio Civile, che sottolinea come «il potenziamento del Servizio Civile Universale, cui fa esplicito riferimento il testo con cui il Governo si è presentato agli Stati Generali dell’Economia, e che ha visto il sostegno di tante componenti sociali, della Commissione Colao, l’appello della Rappresentanza degli operatori volontari che ha mobilitato centinaia di Associazioni e persone, è al momento fermo ai 20 milioni aggiuntivi ai 193 già disponibili, ben lontani dai 300 milioni necessari per quel contingente annuo di almeno 50.000 posizioni indicato dal ministro per le Politiche Giovanili Vincenzo Spadafora. Dalla cifra, dunque, assolutamente insufficiente, fissata all’avvio della discussione sul “Decreto Rilancio”, all’emendamento – imperfetto ma perfettibile – poi però ritirato, fino alle residue speranze poste in subemendamenti accantonati. questo è il quadro desolante che si presenta».

«Che dire, quindi – proseguono dalla CNESC – agli 84.000 giovani che hanno presentato domanda di partecipazione al Servizio Civile Universale nel 2019? Che dire alle organizzazioni di Terzo Settore e agli Enti Pubblici che hanno depositato a fine maggio programmi e progetti per 63.000 posti? Perché paventare crisi sociali, quando, in tempo utile, non si fanno le scelte che concorrono a prevenirle, rafforzando le reti sociali che si sono dimostrate essenziali in tutti questi anni?».

«Chiediamo dunque al Governo e alla Camera – concludono dalla Conferenza – di stanziare con il “Decreto Rilancio” i fondi necessari a far vivere a 50.000 giovani, attraverso l’azione delle organizzazioni accreditate, un anno di impegno civico, di crescita personale e di sostegno alle comunità». (S.B.)

Per ulteriori informazioni e approfondimenti: Paola Scarsi (paolascarsi.ufficiostampa@gmail.com).

CNESC (Conferenza Nazionale Enti Servizio Civile)
Raggruppa alcuni dei principali Enti accreditati con il Dipartimento per le Politiche Giovanili e il Servizio Civile. Le sue sedi sono presenti in 3.557 Comuni, 108 Province e 101 Stati esteri. Rappresenta 7.171 organizzazioni senza scopo di lucro e 247 Enti Pubblici, con 17.859 sedi di attuazione. Vi aderiscono: ACLI, AISM, ANPAS, ANSPI, ARCI Servizio Civile, Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII, AVIS nazionale, Caritas Italiana, CESC Project, CNCA, Commissione Sinodale per la Diaconia, Confederazione Nazionale Misericordie d’Italia, Cong. P.S.D.P. Istituto don Calabria, Federazione SCS/CNOS Salesiani per il Sociale, Federsolidarietà/CCI, FOCSIV, INAC, Legacoop, MCL (Movimento Cristiano Lavoratori), Shalom, Telefono Azzurro, UILDM, Unitalsi, Unicef, UNPLI, Vides Italia.
Osservatori: CESC, Movimento Nonviolento.

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