Ancora aperto il sondaggio su coronavirus e persone con sindrome di Down

È ancora aperta la possibilità di partecipare allo studio internazionale sull’impatto che il contagio del coronavirus ha avuto, e sta ancora avendo, sulle persone con sindrome di Down, iniziativa promossa per il nostro Paese da alcuni medici e ricercatori che fanno parte dell’organizzazione internazionale T21RS (Trisomy 21 Research Society). Lo possono fare sia le famiglie di persone con sindrome di Down ove queste ultime abbiano avuto il Covid-19 accertato o sospetto, sia quelle in cui le persone non siano state contagiate

Giovane con sindrome di DownCome segnala l’AIPD (Associazione Italiana Persone Down), è ancora aperta la possibilità di partecipare allo studio internazionale che consentirà di realizzare una “fotografia epidemiologica” sull’impatto che il contagio del coronavirus ha avuto, e sta ancora avendo, sulle persone con sindrome di Down.
L’iniziativa – di cui avevamo dato notizia poco meno di un mese fa – è promossa per il nostro Paese da un gruppo di medici e studiosi che fanno parte dell’organizzazione internazionale di ricercatori sulla sindrome di Down T21RS (Trisomy 21 Research Society) e si basa su un semplice questionario completamente anonimo (disponibile a questo link), rivolto sia alle famiglie in cui una persona con sindrome di Down abbia avuto il Covid-19 accertato o sospetto (in questo caso il questionario andrà interamente compilato), sia a tutti i familiari di persone con sindrome di Down che vogliano far conoscere che i propri cari non hanno avuto il Covid-19 (in questo caso, naturalmente, si tralasceranno le domande specifiche sul virus).
È anche disponibile (a questo link) un video curato da Diletta Valentini, pediatra all’Ospedale Bambino Gesù di Roma, che oltre a spiegare in voce la modalità di compilazione del questionario, fornisce alcuni dati emersi dall’analisi parziale dei contributi finora ricevuti. (S.B.)

Ringraziamo l’AIPD (Associazione Italiana Persone Down) per la segnalazione

Ricordiamo ancora il link al quale è disponibile il questionario promosso dall’organizzazione T21RS.

Stampa questo articolo