Perché non posso svegliarmi un mattino e decidere di andare al mare in treno?

«Perché le persone in carrozzina, come tutti gli altri, non hanno il diritto, la libertà di svegliarsi un bel mattino d’estate e decidere di andare al mare in treno?»: lo scrive Anna Maria Gioria, plaudendo all’iniziativa del Forum Europeo sulla Disabilità, volta a fare abolire l’obbligo di prenotazione dell’assistenza nelle stazioni, per salire e scendere da un treno, considerandolo un elemento di discriminazione nei confronti dei passeggeri con disabilità

Persona in carrozzina in una stazioneNegli ultimi mesi l’EDF, il Forum Europeo sulla Disabilità, è stato impegnato in una nuova battaglia contro la discriminazione delle persone con disabilità, raccogliendo in poco tempo oltre 60.000 firme per la petizione Train travel for all (“Viaggi in treno per tutti”), finalizzata a garantire una migliore assistenza nelle stazioni ferroviarie ai passeggeri con una mobilità ridotta [se ne legga già ampiamente anche sulle nostre pagine, N.d.R.].
In particolare per i 100 milioni di viaggiatori con disabilità europei (1 su 5) si vuole abolire l’obbligo di prenotazione dell’assistenza nelle stazione per la salita e la discesa dal treno entro le 48 ore prima della partenza*. Questo vincolo è considerato infatti un elemento di discriminazione per i passeggeri con disabilità rispetto alle altre persone che possono decidere da un momento all’altro di partire in treno.
Inoltre, c’è anche una discriminazione a livello economico: dovendo prenotare l’assistenza in anticipo, i viaggiatori con disabilità sono costretti ad acquistare il biglietto molti giorni prima, e non possono usufruire delle offerte last minute.

I promotori dell’istanza hanno inviato le firme raccolte all’europarlamentare Bogusław Liberadzki, colui che dovrà negoziare le riforme al Regolamento Europeo relativo ai diritti e agli obblighi dei passeggeri nel trasporto ferroviario.
«Il preavviso per l’assistenza e la mancata accessibilità alle stazioni – ha scritto Yannis Vardakastanis, presidente dell’EDF, nella lettera inviata a Liberadzki – rappresenta una chiara, sistematica discriminazione contro le persone con disabilità. L’Unione Europea ha l’obbligo di correggere questa situazione, dal momento che ha ratificato la Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità».

Nel concreto le persone con disabilità chiedono semplicemente di potersi presentare ai binari come tutti gli altri cittadini e prendere il treno senza dover prenotare l’assistenza entro le 48 ore prima della partenza.
Da persona con una disabilità motoria, vivo questa limitazione della libertà personale. Ho una vita molto attiva e mi è capitato non di rado di decidere all’improvviso di prendere un treno, imbattendomi nel problema di non avere prenotato in tempo l’assistenza. Essendo autonoma, pur con delle difficoltà, in particolare per il trasporto del bagaglio, me la sono comunque cavata. In questi casi, però, mi sono sempre messa nei panni delle persone in carrozzina. Perché anche loro, come tutti gli altri, non hanno il diritto, la libertà di svegliarsi un bel mattino d’estate e decidere di andare al mare?

*In realtà nel nostro Paese Rete Ferroviaria Italiana prevede un preavviso non di 48, ma di 24 ore. Se ne legga a questo link. Da ricordare inoltre che l’iniziativa del Forum Europeo sulla Disabilità punta non solo a fare eliminare il preavviso per l’assistenza, ma anche ad avere più stazioni accessibili in tutta Europa.

Il presente testo è già apparso in “InVisibili”, blog del «Corriere della Sera.it» (con il titolo “Treni e assistenza: quelle 48 ore di anticipo che ci tolgono la libertà di andare al mare”) e viene qui ripreso – con alcuni riadattamenti al diverso contenitore – per gentile concessione.

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