L’importanza di un assistente all’autonomia e alla comunicazione

«A scuola – scrive Stella Di Domenico, rivolgendosi alla ministra dell’Istruzione Azzolina – la mia bambina con gravissima disabilità non verbale utilizza la CAA (Comunicazione Aumentativa Alternativa) e dovrebbe quindi essere costantemente seguita da un assistente all’autonomia e alla comunicazione, che ora, però, viene assegnato solo per dieci ore alla settimana. Per le ore restanti, dunque, a mia figlia viene letteralmente messo un bavaglio. È arrivato quindi il momento, anche in questo àmbito, di dare un segnale forte a famiglie già ricoperte di problemi e dolori inimmaginabili»

Pagina di un quaderno basato sulla CAA (Comunicazione Aumentativa Alternativa)

La pagina di un quaderno basato sulla CAA (Comunicazione Aumentativa Alternativa)

Gentile Ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina, sono la mamma di una bambina con gravissima disabilità non verbale che il prossimo anno frequenterà la terza elementare. Lei è perfettamente integrata nel gruppo classe, ma… c’è un grande ma.
Come dicevo, la mia bimba, per comunicare, non può utilizzare la voce e al suo posto utilizza la CAA (Comunicazione Aumentativa Alternativa). L’approccio a questo tipo di comunicazione è arrivato dopo un percorso lungo e sfiancante, ma anche ricco di soddisfazioni perché siamo riusciti a eliminare da mia figlia quello stato di profonda frustrazione di non essere compresa e di non poter farsi comprendere. Ora è felice, può chiedere un bicchiere d’acqua se ha bisogno e può esprimere le proprie emozioni. a scuola, però, non ci sono mamma e papà che la aiutano ad esprimersi e questo per una bambina con le sue difficoltà non solo verbali, ma anche motorie e cognitive costituisce un problema gravissimo.
La nostra Regione le passa soltanto dieci ore settimanali di assistenza alla comunicazione e questo significa che per le restanti ore a mia figlia viene letteralmente messo un bavaglio.
Si immagini dunque cosa vuol dire per la bambina, per noi familiari, sapere che ogni giorno ad una bimba viene impedito di comunicare perché non le viene fornito un mediatore comunicativo per tutte le ore di permanenza in classe.
Recentemente è stato proposto un Disegno di Legge per l’internalizzazione degli assistenti alla comunicazione nell’organico del Ministero dell’Istruzione e le chiedo di farlo suo, perché è arrivato il momento di dare un segnale forte alle famiglie che già sono ricoperte di problemi e dolori inimmaginabili. Ascolti per favore la voce di chi voce non ha e ci aiuti.

Presidente dell’Associazione UniPhelan di Roma.

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