«Mi ispirano gli atleti di Special Olympics»: parola dell’astronauta Parmitano

«La forza e il coraggio degli atleti di Special Olympics mi danno ispirazione nelle sfide di ogni giorno»: a dirlo è stato l’’astronauta Luca Parmitano, durante il meeting online organizzato in collaborazione con l’Osservatorio Astronomico di Roma da Special Olympics Italia, il movimento dello sport praticato da persone con disabilità intellettive, nell’àmbito dell’iniziativa “To the Moon and Back” (“Sulla luna e ritorno”), viaggio virtuale di 768.806 chilometri, che costituiscono appunto la distanza dalla terra alla luna e ritorno, cui tutti possono partecipare

Luca Parmitano

L’astronauta ESA Luca Parmitano

«È una gioia e un onore essere qui, sono un appassionato delle sfide, perché lo ritengo l’unico modo per evolversi, migliorarsi; l’unica vera sfida è quell’ostacolo che si ritiene impossibile e studiare il modo di superarlo. In questo senso, ringrazio gli atleti di Special Olympics, ai quali posso guardare con ispirazione e ammirazione: la loro forza e il loro coraggio mi danno ispirazione nelle mie sfide di ogni giorno. Prendo parte con grande piacere alla vostra iniziativa e vi aggiornerò sulle distanze che percorrerò, correndo oppure in bici, durante i miei allenamenti».
Lo ha dichiarato l’astronauta ESA Luca Parmitano, durante la sua partecipazione al meeting online organizzato in collaborazione con l’Osservatorio Astronomico di Roma da Special Olympics Italia, il movimento dello sport praticato da persone con disabilità intellettive, nell’àmbito dell’iniziativa To the Moon and Back (“Sulla luna e ritorno”), da noi presentata nei giorni scorsi.
Si tratta, lo ricordiamo, di un viaggio virtuale di 768.806 chilometri, che costituiscono appunto la distanza dalla terra alla luna e ritorno, e per compierlo, gli atleti, i familiari, i volontari e tutto il movimento di Special Olympics hanno già chiamato a raccolta la propria rete di amici e conoscenti: ognuno, infatti, può portare il proprio contributo, scaricando da Google Play Store e/o iOS App Store, l’applicazione Adidas Running, ove è necessario creare un profilo utente, registrandosi con il proprio indirizzo e-mail oppure tramite il proprio profilo Facebook, unendosi al gruppo Special Olympics #TotheMoonAndBack. Prima quindi di iniziare l’attività, bisogna impostare l’allenamento e attivare l’applicazione cliccando su inizia. Dal canto suo Adidas Running registra la distanza del percorso di ogni utente, mediante camminata, corsa, bicicletta, tapis-roulant o altro ancora, creando automaticamente una classifica (visionabile a questa voce della stessa app), con tanto di premi e non solo per chi percorrerà più chilometri.

Parmitano, dunque, si è intrattenuto per circa un’ora, rispondendo a tante domande degli atleti e raccontando delle esperienze vissute nello spazio.
Arricchito dall’intervento del direttore dell’Osservatorio di Roma Lucio Angelo Antonelli, il meeting si è tenuto esattamente a cinquantun anni di distanza dal primo passo sulla superficie lunare compiuto da Neil Armstrong, ed è stato seguito da migliaia di atleti con e senza disabilità intellettiva, collegati attraverso i canali ufficiali di Special Olympics Italia. Il viaggio virtuale sulla luna, andata e ritorno, è entrato così nel vivo e sono già stati 60.000 i chilometri finora percorsi.
«Il lockdown – sottolineano da Special Olympics Italia – ci ha costretto a rivedere le nostre abitudini, ma allo stesso tempo ci ha insegnato a trovare, nelle difficoltà, nuove opportunità, ad intraprendere, con forza e coraggio, nuovi percorsi per raggiungere obiettivi e mete che non avremmo mai immaginato. Pertanto, la volontà di andare oltre, rappresentata anche dai recenti Smart Games, non si è esaurita, ma ha assunto proporzioni ancora più grandi, tali da immaginare questa nuova sfida che ha preso ufficialmente il via il primo di luglio». (S.B.)

Per ulteriori informazioni e approfondimenti: stampa@specialolympics.it (Giampiero Casale).

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