Ma per chi suona la campanella?

«Qualche mese fa – scrivono Umberto Emberti Gialloreti ed Elena Improta – era stata pubblicizzata con grande enfasi la creazione di una Task Force del Comune di Roma sulla scuola, nella quale, però, non ci risulta che ci fosse qualcuno ad occuparsi delle problematiche relative all’utenza fragile, ragazzi e ragazze con disabilità inclusi. Ora, all’avvio della scuola, i problemi non mancano di certo, riguardo agli insegnanti di sostegno, agli assistenti all’autonomia e alla comunicazione, ai trasporti e all’eventuale didattica a distanza…»

Campanella di scuolaGianluigi, 9 anni, arriva a scuola ieri mattina, 14 settembre, puntuale e felice. Ma a Roma, in zona Torrevecchia, presso l’Istituto Pio La Torre, la campanella per lui non suona, deve tornare a casa: l’insegnante di sostegno è ancora una “chimera”, ma soprattutto l’assistente OEPA, ex AEC [assistente all’autonomia e alla comunicazione, N.d.R.], si dovrà dividere tra la scuola elementare e una scuola media!
Vabbè che c’è l’autonomia scolastica, ma in una fase emergenziale come questa, pensiamo sarebbe stato opportuno una regia unica! Con grande enfasi era stata pubblicizzata qualche mese fa la creazione di una Task Force capitolina, con, a sentir loro, tantissimi esperti eccetera eccetera…
Si legga a tal proposito nel portale di Roma Capitale: «Fase 2. Campidoglio, al lavoro con Task Force per la Scuola – 15 maggio 2020. Roma Capitale ha messo in campo una Task Force per la Scuola, che coinvolge personale interno ai servizi ma anche professionisti esterni, per contribuire a ridisegnare insieme all’Amministrazione i servizi educativi e scolastici capitolini nella fase 2. L’obiettivo è definire nel dettaglio i tempi, modi e temi della riapertura, in osservanza delle disposizioni e delle linee guida del Governo. La chiusura del documento scientifico è prevista entro gli inizi di giugno.
“Siamo pronti ad attivare ogni percorso possibile, anche con soluzioni innovative, per riattivare in sicurezza i percorsi educativi e scolastici capitolini. I nidi e le scuole dell’infanzia del Comune rappresentano un importante ambiente pedagogico e di socializzazione, che vogliamo sia pronto a ripartire in sicurezza, in accordo con le linee guida nazionali e le singole famiglie”, dichiara la Sindaca di Roma Virginia Raggi.
“Ringrazio quindi – prosegue la Sindaca – per essere entrati nella squadra Nice Terzi, Emma Baumgartner, Fabio Bocci, Anna Lia Galardini, Diana Penso, Franco De Luca, Luigi Ferrucci, Alda Bonetti, Elena Giacopini, Isabella Di Giandomenico, Valeria Sentili, Daniela Monaco, Barbara Riccardi, Cinzia Coratti, Paolo Mai, Federica Cozzi e Vincenzo Puro. Il loro contributo si unisce ai membri della task force interni all’Amministrazione, Mauro Ferroni, Sabrina Lombardozzi, Bruno Palma, Luisa Marcucci, Emanuela Martellucci, Stefania Bossini, Maria Pia Rosso, Anna Paola Bologna e Carla Piazza, che ringrazio per l’impegno messo in questo delicato e fondamentale lavoro di programmazione”.
I membri della task force mettono a disposizione la propria professionalità in modo gratuito, in videoconferenza. La squadra è in costante coordinamento con l’Assessorato alla Persona, Scuola e Comunità Solidale di Roma Capitale, che coadiuverà la valutazione dei documenti prodotti insieme alla presidente della commissione capitolina Scuola Teresa Maria Zotta.
“Già nella fase 1 abbiamo voluto attivare la didattica a distanza anche nei nidi e nelle scuole dell’infanzia capitoline, per offrire ai più piccoli la massima continuità nel percorso educativo e scolastico. Con l’istituzione della Task Force capitolina per la Scuola, vogliamo accompagnare la fase 2 e la progressiva riapertura di nidi e scuole dell’infanzia, che dovrà avvenire puntando sempre alla massima qualità dell’offerta educativa e in totale sicurezza”, dichiara l’assessora alla Persona, Scuola e Comunità Solidale di Roma Capitale Veronica Mammì.
Il documento scientifico prodotto dalla task force sarà condiviso con le parti sociali e i rappresentanti della comunità scolastica».

Naturalmente per le problematiche relative all’utenza fragile, ragazzi e ragazze con disabilità inclusi, non risulta ci fosse qualcuno ad occuparsene. In ogni caso il risultato di questo lavoro, almeno noi che facciamo riferimento alla Consulta Cittadina H di Roma, non lo conosciamo. Quello che sappiamo per certo è che nella mattinata di ieri, 14 settembre, sette Municipi di Roma su tredici (Ostia aprirà le scuole forse il 24 settembre) hanno aperto le porte delle scuole a circa 700 studenti con disabilità e che le Cooperative accreditate per l’assistenza scolastica hanno garantito circa 350 assistenti OEPA (rapporto 2:1); nessun disservizio al momento è stato registrato in questi sette Municipi e tuttavia la situazione appare quella descritta qui di seguito.
Mancano insegnanti di sostegno, assistenti o OEPA, ex AEC, assistenti o OEPA che alle classi superiori si chiamano semplicemente assistenti, specialisti della comunicazione. Le competenze delle forniture di questi specialisti sono al solito variegate. Alcune municipali, come ora, ovvero gli OEPA fino alla media inferiore. Alla media superiore gli assistenti sono invece di competenza regionale, ex Provincia. Infine, gli specialisti di ogni ordine e grado per la comunicazione – tipo insegnanti e tecnici per ciechi ipovedenti, insegnanti per sordi, comunicazione aumentativa per intellettivi e relazionali eccetera eccetera – sono di competenza regionale per le scuole di ogni ordine e grado.
Su tutto poi c’è il problema del trasporto. Le famiglie, al momento della richiesta del trasporto, firmano un vero e proprio “patto leonino” con l’Amministrazione. Quest’ultima, infatti, garantisce la sola andata e non il rientro durante il periodo dell’orario provvisorio delle scuole. L’orario provvisorio è ovviamente di competenza scolastica e può durare a seconda delle scuole romane da qualche giorno fino ad addirittura qualche mese specialmente nelle zone più disagiate. Cioè quelle che hanno maggior bisogno di un servizio di trasporto. La motivazione principale del perché non si riesca ad operare anche nella fase provvisoria è che gli ingressi sono unici e le uscite sono variegate.
Ora però questo problema non c’è in un momento di emergenza sanitaria, perché gli orari delle uscite sono stabiliti a priori. Eppure questo problema sembra sussistere comunque.
Non parliamo poi della questione dell’eventuale distanziamento nella vettura per percorsi superiori ai 15 minuti. Immaginate trasporti anche per bambini in sedia a rotelle che in un quarto d’ora vengono prelevati e portati: è davvero terrificante.
Altro tema, ancora, è quello del doppio turno e/o complementarietà con la DAD (didattica a distanza). È già problematica per i “normotipici”, figurarsi per i ragazzi e le ragazze con disabilità. Nessuna rassicurazione e tranquillità c’è tra gli operatori e le famiglie, per poter avere comunque un’assistenza degli OEPA a casa. Ammesso, naturalmente, che si disponga di mezzi tecnici e connessioni per poter interagire. Insomma, nella migliore delle ipotesi si ricreeranno in presenza classi differenziate e a casa di isolamento totale.

Cara Sindaca Virginia Raggi, siamo felici che lei si sia dedicata alla sfilata di moda di Biagiotti in Campidoglio; ringraziamo tutti, anche Lavinia Biagiotti, per il suo impegno per Roma. E tuttavia nonostante avesse messo le mani avanti nelle sue dichiarazioni dello scorso 28 agosto («Siate clementi. L’anno scolastico imminente farà affiorare tante criticità, visto che nella Capitale c’è un numero molto alto di istituti…»), ci avrebbe fatto piacere vederla accompagnare in incognito l’ingresso a scuola di uno dei nostri studenti con disabilità! Che ne direbbe di accompagnare lei, oggi o domani, proprio Gianluigi a scuola?

Umberto Emberti Gialloreti è presidente emerito della Consulta Cittadina Permanente di Roma sui problemi delle persone handicappate; Elena Improta è presidente dell’Associazione romana Oltre lo Sguardo.

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