Le Linee Guida del nuovo Piano Educativo Individualizzato che fanno discutere

A proposito delle critiche di queste settimane alle Linee Guida per il nuovo PEI (Piano Educativo Individualizzato), che il Ministero dell’Istruzione si appresta a varare, «sembra che – scrive Salvatore Nocera -, il Ministero abbia accolto le pressanti richieste della Federazione FISH e delle Associazioni ad essa aderenti, riguardanti la piena titolarità di partecipazione delle famiglie ai GLO (Gruppi di Lavori Operativi per l’Inclusione), sia in persona dei genitori che degli alunni con disabilità, secondo le indicazioni della Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità»

Bimbo alla lavagna con aria corrucciataLeggo in «Superando.it» «il timore e l’allarme» espresso dal Gruppo Caregiver Familiari Comma 255, per l’adozione del nuovo PEI (Piano Educativo Individualizzato) riguardante gli alunni e le alunne con disabilità, con le relative Linee Guida. A parere di tale Gruppo, esso si rifarebbe a «un modello che non riconosce la giusta centralità e importanza al volere dell’alunno/a con disabilità e della sua famiglia» [si legga in “I Caregiver Familiari Gruppo 255 sul nuovo Piano Educativo Individualizzato”, N.d.R.].
Su tale materia mi permetto di intervenire a titolo personale, avendo seguito i lavori dell’Osservatorio Ministeriale Permanente sull’Inclusione Scolastica.

A seguito di insistenti richieste delle Associazioni, conseguenti all’ultima riunione dell’Osservatorio, tenutasi il 29 agosto scorso e relativa appunto alle Linee Guida sul nuovo Piano Educativo Individualizzato, sembra che il Ministero abbia accolto le pressanti richieste della FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap), relative alla piena titolarità di partecipazione delle famiglie ai GLO (Gruppi di Lavori Operativi per l’Inclusione), sia in persona dei genitori che degli alunni con disabilità, secondo le indicazioni della Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità.
Questo dopo avere già accolto la richiesta di eliminazione del passaggio in cui si prevedeva che gli alunni con disabilità del primo ciclo di istruzione potessero conseguire il diploma di terza media anche se esonerati dallo studio e dall’esame di qualche disciplina, norma già prevista dall’articolo 11, comma 13 del Decreto Legislativo 62/17 per gli alunni con DSA (disturbi specifici dell’apprendimento), e sempre criticata dalla FISH.

Quanto alle tabelle allegate alle Linee Guida, esse hanno, a mio avviso, un valore indicativo e non imperativo; se fosse infatti imperativo, sarebbe in contrasto con la Sentenza 80/10 della Corte Costituzionale, secondo la quale proprio il numero delle ore di sostegno non può essere ridotto dall’Ufficio Scolastico Regionale a causa di motivi di bilancio.
E in ogni caso una valutazione più appropriata potrà essere fatta quando verranno pubblicati ufficialmente i testi definitivi.

Sul tema delle Linee Guida per il nuovo PEI (piano Educativo Individualizzato) si è pronunciato in questi giorni anche il CoorDown (Coordinamento Nazionale Associazioni delle Persone con Sindrome di Down), esprimendo il proprio parere negativo in una lettera inviata al Presidente della Repubblica, a quello del Consiglio e alla Ministra dell’Istruzione, con la richiesta di un incontro, «per esporre direttamente tutte le incertezze e le riserve che tali nuove regole, se così approvate, apporteranno alla delicatissima materia dell’inclusione scolastica dei propri figli».
«Il rischio di queste nuove regole – hanno ulteriormente aggiunto dal CoorDown – è che la voce degli studenti con sindrome di Down e delle loro famiglie sia messa a tacere, escludendoli dalle decisioni che riguardano direttamente le loro vite» (a questo link è disponibile il testo integrale del comunicato diffuso dal CoorDown).

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