Pari diritti anche nel lavoro, per le persone con dislessia e altri DSA

L’AID (Associazione Italiana Dislessia) auspica la rapida approvazione di un emendamento presentato durante la discussione per la conversione in legge del cosiddetto “Decreto Agosto”, il quale prevede che nei concorsi pubblici sia concesso ai candidati con DSA (disturbi specifici dell’apprendimento) l’utilizzo dei necessari strumenti compensativi e sia permesso di sostenere un colloquio orale invece di un esame scritto. Lo stesso emendamento prevede anche che i lavoratori con DSA del pubblico impiego dispongano degli strumenti utili a svolgere al meglio le proprie mansioni

Giovane studente universitario con DSA

Un giovane studente universitario con DSA (disturbo specifico di apprendimento)

Favore e anche l’auspicio di una rapida approvazione da parte del Parlamento, viene espresso in una nota dall’AID (Associazione Italiana Dislessia), per un emendamento presentato dalla vicepresidente del Senato Anna Rossomando al cosiddetto “Decreto Agosto” (Decreto Legge 104/20) il quale prevede che nei concorsi pubblici nazionali, regionali e comunali sia concesso ai candidati con DSA (disturbi specifici dell’apprendimento), dotati di opportuna certificazione, l’utilizzo degli strumenti compensativi adatti a ciascuno e sia permesso di sostenere un colloquio orale invece di un esame scritto. L’emendamento stesso prevede anche che vengano garantiti, ai lavoratori con DSA del pubblico impiego, tutti gli strumenti utili a svolgere al meglio il proprio lavoro, permettendo loro di esprimere appieno la propria professionalità.
«In realtà – sottolineano dall’AID – queste due tutele sono già presenti nella Proposta di Legge destinata al mondo degli adulti con DSA, presentata dalla stessa senatrice Rossomando il 25 luglio 2018 (Disegno di Legge n. 712) e assegnata in sede redigente all’11^ Commissione Permanente del Senato (Lavoro e Previdenza Sociale), per la cui approvazione la nostra Associazione si batte da diversi anni».

«Si calcola – proseguono dall’AID – che ogni anno circa 12.000 adulti con DSA si affaccino al mondo del lavoro, ma essi, al momento, non godono di alcuna forma di tutela, al contrario di quanto avviene nei Paesi anglosassoni. Si tratta di persone con enormi potenzialità, che spesso, tuttavia, per ostacoli dovuti al loro disturbo, non riescono ad emergere. Per questo talvolta svolgono impieghi o mansioni al di sotto delle proprie capacità. Si tratta per altro di difficoltà che rischiano di essere accentuate in un periodo delicato e complesso come l’emergenza sanitaria dovuta al Covid, per cui è particolarmente importante che le nuove norme entrino in vigore al più presto. Al fine, quindi, della piena realizzazione di ciascuno, chiediamo che le persone con DSA, circa due milioni in Italia tra bambini, ragazzi e adulti (il 3,5 per cento della popolazione), possano avere pari diritti e opportunità. Per questo, accanto all’approvazione del citato emendamento, auspichiamo anche una rapida approvazione della Proposta di Legge n. 712 che oltre al tema dei concorsi pubblici, affronta il problema della discriminazione nei posti di lavoro, prevede l’uso degli strumenti negli esami per l’accesso agli Ordini Professionali, per i test d’ingresso dell’università e per l’esame teorico della patente di guida».

«Si tratta di conquiste altrettanto importanti della Legge 170/10 (Nuove norme in materia di disturbi specifici di apprendimento in àmbito scolastico), per i diritti degli studenti con DSA in àmbito scolastico – concludono dall’Associazione -, che il prossimo 8 ottobre festeggerà i dieci anni di vita». (S.B.)

Per ulteriori informazioni e approfondimenti: a.morabito@gruppolife.com (Anna Morabito); comunicazione@aiditalia.org (Gabriele Brinchilin).

La dislessia e gli altri DSA (disturbi specifici dell’apprendimento)
Il più diffuso DSA (disturbo specifico di apprendimento) è la dislessia, cioè il disturbo specifico della lettura, che si manifesta e si evolve in concomitanza dell’inizio dell’attività scolastica, quando emergono le prime difficoltà nell’attivare in maniera fluente e senza affaticamento tutte quelle operazioni mentali necessarie per leggere, quali riconoscere le lettere singole, le sillabe e quindi le parole, associandole ai suoni corrispondenti. Frequenza degli errori e lentezza nella decodifica ne sono i tipici aspetti: il bambino può, per esempio, presentare difficoltà nel riconoscere, scambiandoli tra loro, grafemi che differiscono visivamente per piccoli particolari quali: “m” con “n”, “c” con “e”, “f” con “t”, “a” con “e”.
La persona con disortografia, invece, evidenzia la difficoltà a tradurre correttamente le parole in simboli grafici e a confondere il suono delle lettere (per esempio “f/v”, “t/d”, “p/b”, “c/g”, “l/r”).
Un terzo disturbo che impedisce alla persona di esprimersi nella scrittura in modo fluido è la disgrafia, caratterizzata da una grafia spesso illeggibile, da una pressione eccessiva sul foglio e dallo scarso rispetto degli spazi sul foglio.
C’è infine la difficoltà a comprendere simboli numerici e a svolgere calcoli matematici, conosciuta con il nome di discalculia. Stando ai dati, circa il 3% della popolazione studentesca è affetta da tale disturbo, che complica la lettura e la scrittura dei numeri e soprattutto l’elaborazione delle quantità. Gli errori collegati a questa problematica molto spesso non vengono riconosciuti nell’immediato. Diversi, infatti, sono i casi di discalculia erroneamente diagnosticati come dislessia.

L’AID (Associazione Italiana Dislessia)
È nata con la volontà di fare crescere la consapevolezza e la sensibilità in particolare verso il disturbo della dislessia evolutiva, che in Italia si stima riguardi circa 2 milioni di persone.
L’Associazione conta oltre 18.000 soci e 98 Sezioni attive distribuite su tutto il territorio nazionale. Essa lavora per approfondire la conoscenza dei DSA e promuovere la ricerca, accrescere gli strumenti e migliorare le metodologie nella scuola, affrontare e risolvere le problematiche sociali legate a questi disturbi. È aperta ai genitori e familiari di bambini con DSA, alle persone adulte con DSA, agli insegnanti e ai tecnici (logopedisti, psicologi, medici).

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