Un progetto europeo che punta a una reale mobilità per tutti

Si chiama “Trips” ed è un progetto europeo che punta a mettere in atto misure pratiche per affrontare e prevenire la discriminazione dei cittadini con disabilità a causa delle barriere e delle difficoltà di fruizione del trasporto pubblico urbano, guardando a tutti i tipi di barriere, legate all’età e alla salute, o anche alle barriere linguistiche. Numerose le città coinvolte, tra le quali, in Italia, anche Bologna, con il coordinamento della Fondazione per lo Sport Silvia Rinaldi, ove tra le Associazioni partecipanti vi è la UILDM locale (Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare)

Autobus bolognese attrezzato per il trasporto di persone a ridotta mobilità

Un autobus bolognese attrezzato per il trasporto di persone con ridotta mobilità. Secondo la UILDM di Bologna, però, «non sempre le pedane di questi mezzi sono funzionanti»

«C’è bisogno di lavorare sul trasporto della città di Bologna. In questo momento stiamo facendo un’analisi della situazione: i mezzi urbani spesso non sono accessibili, le pedane non sempre funzionanti, i taxi accessibili sono pochi in città, insufficienti a rispondere alle esigenze delle persone con limitate capacità motorie. Abbiamo quindi deciso di partecipare a questo progetto, perché crediamo che un percorso condiviso per l’abbattimento delle barriere e il miglioramento della mobilità possa diventare patrimonio per la città. È importante impegnarsi per fare cultura: mobilità per tutti significa creare maggiori opportunità di lavoro, studio e vita di relazione».
Sono parole di Alice Greco, presidente della UILDM di Bologna (Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare), riportate nel sito della UILDM Nazionale, a commento della partecipazione della propria Associazione, insieme ad altre organizzazioni impegnate sul fronte della disabilità, al progetto Trips (A New Approach to Designing Transport Systems Free of Mobility Barriers), iniziativa europea che punta a mettere in atto misure pratiche per affrontare e prevenire la discriminazione dei cittadini con disabilità a causa delle barriere e delle difficoltà di fruizione del trasporto pubblico urbano, guardando a tutti i tipi di barriere, legate all’età e alla salute, o anche alle barriere linguistiche.
Oltre a Bologna, il progetto coinvolgerà fino al 2022 le città di Bruxelles, Cagliari, Lisbona, Sofia e Stoccolma, con il coordinamento, per il capoluogo emiliano, della Fondazione per lo Sport Silvia Rinaldi.

«Sono anche altri – viene sottolineato nel sito della UILDM Nazionale – i progetti che in questo 2020 concorrono a rendere Bologna un vero e proprio laboratorio sull’accessibilità e la mobilità. Dal canto suo, anche Trips offrirà quindi il proprio contributo a supportare la candidatura dedlla città al premio europeo Access City Award 2021».
Quest’ultimo, lo ricordiamo, è stato lanciato nel 2010 dalla Commissione Europea, in partnership con l’EDF, il Forum Europeo sulla Disabilità, allo scopo di dare visibilità e di premiare quelle città che abbiano preso iniziative esemplari, per migliorare l’accessibilità nell’ambiente urbano alle persone con disabilità, e in un contesto di popolazione in età sempre più avanzata. Il nostro giornale ne ha seguito via via le vicende, nel corso degli anni, segnalando di volta in volta le città vincitrici, che sono state rispettivamente Ávila (Spagna), Salisburgo (Austria), Berlino (Germania), Göteborg (Svezia), Borås (Svezia), Milano (unica città italiana finora aggiudicatasi il premio principale), Chester (Inghilterra), Lione (Francia), Breda (Olanda) e Varsavia (Polonia). (S.B.)

Ringraziamo per la collaborazione l’Ufficio Stampa della UILDM Nazionale (Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare).

Per ulteriori informazioni e approfondimenti: info@uildmbo.org.

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