Andiamo on-line: le tecnologie digitali a supporto delle persone con disabilità

Si chiama così il progetto promosso dall’AIAS di Bologna (Associazione Italiana Assistenza Spastici), al centro anche di una raccolta fondi in rete, che servirà a raccogliere le risorse utili a finanziare l’apertura di un luogo di formazione aperto alle persone con fragilità e disabilità di tipo fisico, cognitivo, relazionale e comportamentale di tutte le età, in cui potranno imparare e sperimentare l’uso delle tecnologie di base e più avanzate e nello stesso tempo creare un luogo di socialità

Persona con disabilità motoria al lavoro su un tabletSi chiama Andiamo on-line: le tecnologie digitali a supporto delle persone con disabilità, il progetto promosso dall’AIAS di Bologna (Associazione Italiana Assistenza Spastici), al centro anche di una raccolta fondi in rete (crowdfunding), che servirà a raccogliere le risorse utili a finanziare l’apertura di un luogo di formazione aperto alle persone con fragilità e disabilità di tipo fisico, cognitivo, relazionale e comportamentale di tutte le età, in cui potranno imparare e sperimentare l’uso delle tecnologie di base e più avanzate e nello stesso tempo creare un luogo di socialità. Più precisamente sarà un’aula multimediale che verrà collocata presso il Centro Diurno dell’Associazione Principe Emilio, nel quartiere Navile del capoluogo emiliano.

«Sarà uno spazio – spiegano dall’AIAS di Bologna – dotato di PC, webcam, tablet e altri strumenti e dispositivi di ultima generazione, dove le persone con disabilità potranno prendere consapevolezza delle opportunità di interazione con il web, ma anche dei possibili rischi e limiti, maturare uno sguardo attento, e un pensiero critico e autonomo. Questo progetto, infatti, è stato ideato per usare al meglio le potenzialità della tecnologia, offrendo alle persone più fragili nuove opportunità di partecipare attivamente alla società, nel pieno rispetto e valorizzazione dei loro diritti. L’idea, per altro, è quella di coinvolgere non solo le persone con disabilità, ma anche tutte le persone in condizioni di fragilità del quartiere, gli anziani e perfino i giovani che vorranno mettere a disposizione le proprie competenze per supportare le persone più in difficoltà».

Le postazioni dell’aula multimediale verranno naturalmente impostate nel pieno rispetto delle normative anti-Covid-19 e va anche ricordato che al raggiungimento del 50% della raccolta fondi (fissata in 10.000 euro), sarà la Fondazione Cassa di Risparmio di Bologna a cofinanziare l’iniziativa con 5.000 euro propri. (S.B.)

Ringraziamo il Forum del Terzo Settore Emilia Romagna per la collaborazione.

Per conoscere nel dettaglio il progetto di cui si parla nella presente nota, accedere a questo link. Per ulteriori informazioni: info@aiasbo.it.

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