Quanto sono rispettati i diritti per i quali lottò Rosanna Benzi?

«Molti – scrive Maria Pia Amico – ricorderanno Rosanna Benzi, la donna vissuta per tanti anni dentro un polmone d’acciaio, dopo che una grave forma di poliomielite l’aveva colpita all’età di 14 anni. Durante la sua vita lottò sempre per i diritti delle persone con disabilità. Ma quanto è rimasto delle sue lotte sociali? Certamente molte cose sono cambiate, si è acquisito il diritto allo studio, al lavoro, al tempo libero, ad avere una vita sociale e affettiva. Ma quanto sono effettivamente rispettati questi diritti?»

Rosanna Benzi

Una nota immagine di Rosanna Benzi all’Ospedale San Martino di Genova

Molti ricorderanno Rosanna Benzi*, la donna vissuta per tanti anni dentro un polmone d’acciaio, dopo che una grave forma di poliomielite l’aveva colpita all’età di 14 anni. Durante la sua vita lottò sempre per i diritti delle persone con disabilità. Il suo “vizio di vivere” [Il riferimento è a “Il vizio di vivere. Vent’anni nel polmone d’acciaio”, una delle pubblicazioni più note di Rosanna Benzi, N.d.R.] le fece scrivere libri e articoli sulla necessità di un cambiamento radicale del pensiero e della visuale sulle persone con problemi fisici o psichici.
Per Rosanna i suddetti soggetti devono essere visti come tutti gli altri, capaci di amare, lavorare, viaggiare e inquadrati in un’ottica di rispetto, inserimento e accoglienza.

Oggi questi princìpi sembrano ovvi e naturali, ma in realtà quanto è rimasto delle lotte sociali della Benzi? Certamente molte cose sono cambiate, si è acquisito il diritto allo studio, al lavoro, al tempo libero, ad avere una vita sociale e affettiva. Ma quanto sono effettivamente rispettati questi diritti?
Prendiamo l’esempio della scuola. Puntualmente, all’inizio di ogni anno scolastico, si presenta il problema degli insegnanti di sostegno e della loro assegnazione. Puntualmente questa questione viene fuori a percorso didattico inoltrato e i bambini/e o ragazzi/e con disabilità si ritrovano senza avere un insegnante di sostegno anche per mesi o se lo vedono cambiare senza motivo, incrementando il disagio psicofisico. Dove sta il rispetto delle norme e del benessere degli studenti più svantaggiati?

Un altro esempio lampante di diritto calpestato sistematicamente è quello del parcheggio riservato, che viene quasi sempre occupato da persone non aventi diritto. Si sa che il problema dei posti-auto è endemico, soprattutto nelle grandi città, tuttavia ciò non toglie che bisognerebbe avere più senso civico e meno egoismo da parte dei cittadini senza problemi di salute. Purtroppo non è così e questa piaga si ripete puntualmente, creando disagi e malcontento.

Ci sarebbero molti altri casi di diritti negati, ma c’è da chiedersi perché nel 2020 continuano a ripetersi. Forse non si è fatto ancora abbastanza per far cambiare la società? O forse è insito nell’uomo un certo menefreghismo e una certa intolleranza verso molti aspetti sociali? Chissà.

*«Rosanna Benzi è stata una pietra miliare della coscienza culturale del movimento di emancipazione delle persone con disabilità in Italia». A scriverlo su queste stesse pagine, qualche tempo fa, è stato Giampiero Griffo (a questo link), in corrispondenza con l’uscita del libro di Lavinia D’Errico (La femme-machine. Vita di Rosanna Benzi nel polmone d’acciaio, Milano, Meltemi, 2018).

Stampa questo articolo