Una “scivolata” nello stigma verso le persone con autismo

Il titolo di quell’articolo dello psichiatra e scrittore Paolo Crepet (“Da Colleferro a Lecce, la nostra gioventù affetta da ‘autismo emotivo’”) è diventato successivamente “Da Colleferro a Lecce, la nostra gioventù affetta dall’indifferenza”, pur mantenendo i termini “autismo emotivo” all’interno del testo. Sono inoltre arrivate le scuse da parte dell’Autore. E tuttavia Roberto Speziale, presidente dell’ANFFAS, esprime ugualmente una dura presa di posizione sui rischi di «alimentare ancora una volta stigma e pregiudizio nei confronti delle persone con autismo»

Foto in bianco e nero di uomo che riflette«Rimaniamo allibiti di fronte a quanto scritto in quell’articolo, che ancora una volta alimenta stigma e pregiudizio verso le persone con autismo»: è dura la presa di posizione espressa in una nota da Roberto Speziale, presidente nazionale dell’ANFFAS (Associazione Nazionale Famiglie di Persone con Disabilità Intellettiva e/o Relazionale), a proposito dell’articolo Da Colleferro a Lecce, la nostra gioventù affetta da autismo emotivo”, apparso qualche giorno fa nel sito dell’«Huffington Post» a firma dello psichiatra e scrittore Paolo Crepet. Una presa di posizione che Speziale ha voluto ugualmente diffondere, nonostante quell’articolo sia poi stato rimosso dal sito, modificandone il titolo in Da Colleferro a Lecce, la nostra gioventù affetta dall’indifferenza.

«Pur essendo certi – ha dichiarato Speziale – che chi ha prima immaginato questo accostamento e poi messo nero su bianco questa improvvida definizione lo abbia fatto senza alcuna altra finalità se non quella di suffragare il proprio pensiero, tendente a descrivere e far comprendere una condizione di disagio che certamente alberga all’interno della nostra società e delle giovani generazioni, probabilmente nello scrivere non si è reso conto che avrebbe potuto confondere i lettori su ciò che realmente è il disturbo dello spettro autistico, e che lo stesso non ha e non può avere, neppure lontanamente, alcun accostamento ad altro, diverso e più profondo disagio alla base di comportamenti quali quelli indicati nell’articolo in discorso. Per questo si spera che si tratti solo di un’imperdonabile leggerezza e che si ponga immediato riparo».

«Nonostante questo – ha proseguito Speziale -, non ci possiamo esimere dal sottolineare che collegare gli eventi e i protagonisti di quanto accaduto a Colleferro e a Lecce è segno non solo di una totale mancanza di rispetto di tutte le persone con autismo e dei loro familiari, ma anche di una mancanza di conoscenza degli stessi disturbi dello spettro autistico e delle loro caratteristiche. In tal senso, è avvilente vedere come nel nostro Paese la concezione della disabilità, in particolare intellettiva, sia ancora ad un livello così basso anche da parte di chi, in teoria, dovrebbe essere un “esperto del settore”».

«Non posso dunque che esprimere – ha concluso Speziale -, a nome di tutte le persone con disabilità intellettive e dei loro familiari, sdegno e rabbia nel vedere ancora, nel 2020, così poca cura nel parlare di autismo e di disabilità intellettive in generale, ciò che continua a portare avanti stereotipi sulle persone con autismo presso l’opinione pubblica, andando a vanificare anni di durissimo lavoro del movimento delle persone con disabilità intellettive, volto a scardinare concetti e idee errati, che hanno portato a discriminazione, negazioni di diritti e isolamento dei cittadini con disabilità intellettive, alla faccia di quanto sancito dalla Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità, che ricordo ancora una volta essere Legge nel nostro Paese dal 2009 [Legge 18/09, N.d.R.]. Ci auguriamo davvero che quanto accaduto non si ripeta e che si prenda atto e consapevolezza del grave errore che è stato fatto e che purtroppo dimostra che c’è ancora tanto da fare e tanta strada da percorrere in questo Paese, per radere al suolo stereotipi, pregiudizi e stigma e arrivare a pari diritti e opportunità».

Come leggiamo in un testo pubblicato dall’agenzia «Redattore Sociale», lo psichiatra Crepet ha replicato alle osservazioni di una mamma, che gli aveva manifestato il proprio disappunto in una mail, scrivendo: «Sapesse quanto sono dispiaciuto per la polemica e per le offese che ho ricevuto per quell’articolo. Il titolo non lo scrive mai chi ha fatto il pezzo ma la redazione, tanto è vero che il direttore, Mattia Feltri, mi ha chiesto scusa, proprio come io faccio ora con lei se una mia frase in virgolettato (che in italiano si suole chiamare traslato) ha indotto dolore e sgomento. Lungi da me accostare l’autismo, come forma clinica, a due o più assassini, ma come lei ha ben letto mi riferivo all’indifferenza e mancanza di sensibilità che aleggia tra molti giovani di oggi. La prego di far pervenire queste mi scuse alle persone che si sono sentite offese da ciò che non penso».
Bene, dunque, per questo messaggio di scuse e tuttavia, come pure rileva «Redattore Sociale», se dal titolo dell’articolo «è scomparso l’autismo emotivo», divenuto, come detto, Da Colleferro a Lecce, la nostra gioventù affetta dall’indifferenza, esso però «rimane nel testo, come sinonimo, appunto, di “indifferenza”». (S.B.)

Per ulteriori informazioni e approfondimenti: comunicazione@anffas.net.

Stampa questo articolo