Pandemia e malattie fibrosanti del polmone: pazienti ad alto rischio

Nelle forme più gravi, l’infezione da coronavirus può causare una malattia classificabile tra le cosiddette interstiziopatie, e nello specifico la polmonite interstiziale. Questo rende molto alto, in caso di contagio, il rischio per le persone con rare malattie polmonari fibrosanti, quali la fibrosi polmonare idiopatica o la sclerosi sistemica, che già soffrono di una grave compromissione delle funzioni polmonari. Sarà incentrato in particolare su tale tema un seminario in rete (webinar) promosso per il 7 ottobre dall’OMAR (Osservatorio Malattie Rare)

Locandina del webinar sulle malattie fibrosanti del polmone (OMAR, 7 ottobre 2020)«Il polmone – spiegano dall’OMAR (Osservatorio Malattie Rare) – è un organo elastico che contraendosi permette l’ossigenazione attraverso un continuo scambio di gas tra il corpo e l’ambiente esterno. Diverse patologie, però, possono minare questa sua capacità, causando la sostituzione del normale tessuto polmonare con tessuto cicatriziale o fibrotico, la cui rigidità impedisce il normale funzionamento. Sono varie le Malattie Rare che possono causare questo tipo di patologie, dette fibrosanti, tra le quali la fibrosi polmonare idiopatica, di cui non si conosce ancora la causa o la sclerosi sistemica, malattia autoimmune che può comportare in alcuni casi una manifestazione polmonare di tipo fibrotico».
Proprio alla fibrosi polmonare idiopatica e alla sclerosi sistemica sarà dedicato il seminario in rete (webinar) intitolato appunto Le malattie fibrosanti del polmone. Dalla fibrosi polmonare idiopatica alla sclerosi sistemica polmonare: gestire i pazienti a rischio durante la pandemia causata dal COVID-19 ed oltre, promosso dall’OMAR per la mattinata di mercoledì 7 ottobre (10-12.30) e a partecipazione gratuita (tramite questo link).

«Si parla – sottolineano ancora dall’OMAR – di due patologie differenti, ma i cui gravissimi effetti sono simili: una perdita della capacità del polmone di espandersi correttamente in relazione alla perdita di elasticità e a una ridotta capacità di scambiare ossigeno e anidride carbonica. I sintomi, non specifici e per questo a volte difficili da riconoscere, sono la sensazione di “fame d’aria”, cioè la mancanza di fiato (dispnea) nell’effettuare gli sforzi fisici, che può progredire fino al punto di rendere necessario un uso costante dell’ossigeno. In entrambi i casi la malattia, se non viene effettuato un trapianto o se non si interviene precocemente con terapie adeguate, rifuce significativamente l’aspettativa di vita».

Come poi evidenziato dal titolo stesso dell’incontro, è previsto segnatamente un collegamento, da parte dei vari specialisti che interverranno, con l’infezione da coronavirus. «Anche quest’ultima – precisano infatti dall’OMAR – può causare, nelle forme più gravi, una malattia classificabile tra le interstiziopatie, e nello specifico la polmonite interstiziale, ciò che si verifica più spesso nei pazienti con malattie respiratorie croniche, cardiopolmonari, diabete e più in generale con patologie che indeboliscono il sistema immunitario. Sia le persone con fibrosi polmonare idiopatica che quelle affette da sclerosi sistemica sono dunque soggette a un livello di rischio molto alto, giacché contrarre il virus li espone a una maggiore probabilità di avere una forma grave e inoltre, un evento simile, avrebbe effetti gravissimi sulle loro capacità respiratorie già danneggiate dalla malattia. Da questa constatazione, dunque, è nata la volontà di realizzare l’evento informativo del 7 ottobre, con l’obiettivo di accendere una luce sia sulla condizione e gestione di quei pazienti durante la pandemia, sia sui percorsi diagnostici, terapeutici e assistenziali che erano e torneranno ad essere per loro la normalità una volta che l’allarme presente sarà, come ci si auspica, cessato». (S.B.)

A questo link è disponibile il programma completo del webinar del 7 ottobre. Per ulteriori informazioni e approfondimenti: info@osservatoriomalattierare.it.

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