Piloti e navigatori con disabilità? E perché no!

Competizione diffusa sul territorio nazionale, che vuole da un lato far conoscere e ridare slancio al mondo del rally e dall’altro andare a caccia dei piloti e dei navigatori del futuro, il “Rally Italia Talent” conta oggi su ben cento partecipanti con disabilità, già misuratisi in una serie di gare. Le prove si svolgono su un tracciato da kart o su uno delimitato da gomme su cui sono inseriti gli ostacoli tipici di una competizione di rally. La persona con disabilità siede accanto a un pilota professionista che di volta in volta fa da navigatore o da driver e ne valuta le capacità

Persone con disabilità a fianco di Suzuki Swift con comandi speciali

Persone con disabilità a fianco della Suzuki Swift con comandi speciali, che consente loro di partecipare al “Rally Italia Talent”

Pilota di rally per un giorno. O forse per tutta la vita. Se dipendesse solo dal talento, molte persone con disabilità sarebbero già scese in pista per mettersi alla prova. Gli impedimenti sono tanti: dalla mancanza di vetture adattate all’assenza di norme, senza contare le barriere culturali, le più ostiche da superare. Ma gli uomini sono bestie strane, che non si limitano a prendere consapevolezza dei limiti, ma osano andare oltre… fino a spiccare il volo. La nostra storia è fatta proprio di queste piccole e grandi conquiste.

Trovate una barriera e lì vi troverete anche dieci uomini pronti alla sfida. E nel mondo delle competizioni rallystiche uno di questi visionari è Renzo Magnani, ex pilota e ora patron del Rally Italia Talent.
Darne una definizione è complesso, è una competizione diffusa sul territorio nazionale che vuole da un lato far conoscere e ridare slancio al mondo del rally e dall’altro va a caccia dei piloti e dei navigatori del futuro. Come nacque lo lasciamo descrivere a Magnani: «Nel 2013, mese di giugno, il presidente dell’Automobile Club d’Italia (ACI), Angelo Sticchi Damiani, al telefono mi chiese qualche idea innovativa per dare nuovo slancio al settore del rally. Risposi di non averne, poi, chiusa la telefonata, facendo zapping vidi il casting per un talent canoro e mi chiesi se non fosse il caso di fare un talent nei rally per aiutare i giovani ad entrare nel Motorsport. A dicembre 2013 aprii dunque le iscrizioni online per la prima edizione 2014 e in 24 ore ottenni 946 iscritti…».

Fin da subito poterono partecipare i patentati speciali, ma solo con vetture proprie. Circa quindici a ogni edizione. Poi, a partire dal 2020, grazie a Suzuki Italia e Handytech, l’organizzazione ha avuto a disposizione una Suzuki Swift con comandi speciali, con cui far correre le persone con mobilità ridotta. E il numero di partecipanti con esigenze speciali è salito a cento.
«Complessivamente hanno corso con noi circa duecento tra piloti e navigatori con disabilità – prosegue Magnani -. Il miglior risultato è stato quello della seconda edizione, ovvero la vittoria nella categoria Navigatori di Francesco Cozzula, ipovedente di Osilo (Sassari), che come premio ha partecipato al Rally 2 Valli di Verona, gara valida per il Campionato Italiano Rally».

Le prove si svolgono su un tracciato da kart o su uno delimitato da gomme su cui sono inseriti gli ostacoli tipici di una competizione di rally. La persona con disabilità siede accanto a un pilota professionista che di volta in volta fa da navigatore o da driver e valuta le capacità di chi gli siede accanto nella prova. Dalle selezioni si passa alle semifinali e alle finali che quest’anno si svolgeranno a metà ottobre sul circuito di Adria (Rovigo) e vedranno in pista cinque piloti con disabilità motorie.
«Se la giocheranno alla pari con i piloti cosiddetti abili – conclude Magnani -. Già da adesso i tempi delle prove hanno una classifica unica. Il mio sogno? Fare correre un rally, come gara premio gratuita, a un pilota con disabilità». Un sogno che condivide sicuramente con molti dei Lettori.

A questo link tutte le informazioni e le modalità per iscriversi (gratuitamente) al Rally Italia Talent.

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