La tecnologia può migliorare la vita dei bambini con disabilità neuromotorie?

«L’innovazione tecnologica trasforma velocemente e inevitabilmente ogni àmbito del nostro presente, modificando obiettivi, aspettative e la stessa qualità di vita. Sta accadendo lo stesso nella quotidianità delle famiglie di bambini con paralisi cerebrale infantile e altre disabilità neuromotorie?»: nasce da questo quesito l’idea del convegno online “Innovazione e tecnologie per la qualità di vita del bambino con disabilità neuromotorie”, organizzato per il 10 ottobre dalla Fondazione Ariel e aperto a tutti

Bimbo con paralisi cerebrale infantile, insieme al padre

Un bimbo con paralisi cerebrale infantile, insieme al padre

«L’innovazione tecnologica trasforma velocemente e inevitabilmente ogni àmbito del nostro presente, modificando obiettivi, aspettative e la stessa qualità di vita. Sta accadendo lo stesso nella quotidianità delle famiglie di bambini con disabilità neuromotorie?»: nasce da questo quesito l’idea del convegno online intitolato Innovazione e tecnologie per la qualità di vita del bambino con disabilità neuromotorie, organizzato per la mattinata di sabato 10 ottobre (ore 10.30-12.30) dalla Fondazione Ariel e aperto a familiari, operatori e volontari, oltreché a chiunque voglia approfondire come e quanto la tecnologia possa migliorare la qualità di vita dei bambini con paralisi cerebrale infantile e altre disabilità neuromotorie.

Restando alla paralisi cerebrale infantile e ricordando che proprio ieri, 6 ottobre, si è celebrata la Giornata Mondiale della Paralisi Cerebrale (World Cerebral Palsy), come abbiamo riferito in altra parte del nostro giornale, va ricordato che tale patologia colpisce oggi circa 17 milioni di persone nel mondo e 100.000 in Italia, dei quali ultimi oltre 40.000 bambini.
Si tratta di una malattia neuromotoria dovuta a un danno irreversibile del sistema nervoso, che impedisce progressivamente i movimenti più elementari di tutto il corpo. È altresì la disabilità neuromotoria più frequente nei bambini e nelle bambine, che destabilizza e travolge l’intera rete familiare delle persone coinvolte.
La Fondazione Ariel – che da diciassette anni è impegnata a fianco delle persone con paralisi cerebrale infantile e delle loro famiglie – fornisce supporto psicologico e sociale, formazione medica e psicopedagogica, orientamento ai servizi, promozione della ricerca scientifica e occasioni di incontro e condivisione per uscire dall’isolamento.
In quest’anno di emergenza sanitaria e sociale, inoltre, Ariel sta dando visibilità al progetto denominato Intorno a noi, che prevede consulenze individuali mirate, corsi di formazione e nuovi gruppi di sostegno – gratuiti e in modalità online – su diverse tematiche in campo medico, psicologico e legale, con l’obiettivo di affrontare con serenità ed energia le complessità della disabilità, aumentare le competenze di cura, migliorare la qualità di vita dell’intero nucleo familiare.

Tornando al convegno del 10 ottobre, «la riabilitazione – sottolineano i promotori – è considerata il processo di soluzione dei problemi per portare il bambino con disabilità neuromotoria al raggiungimento del miglior livello funzionale sul piano fisico, sociale ed emozionale e con la minor restrizione possibile delle sue scelte operative. Con questo incontro, dunque, vogliamo fare il punto sulle soluzioni esistenti e sugli scenari futuri dell’innovazione tecnologica messa a disposizione della riabilitazione, per capire quale impatto possa avere sul mondo della disabilità neuromotoria infantile, favorendo l’incremento dell’autonomia, della partecipazione e della mobilità».

Parteciperanno all’incontro – moderato da Stefania Cirelli, responsabile della Formazione e della Progettazione Sociale nella Fondazione Ariel – il fisioterapista Massimo Cozzaglio, che si soffermerà sul tema La paralisi cerebrale infantile, aspetti funzionali e disfunzionali in età pediatrica; il ricercatore del CNR Marco Sacco (Soluzioni per l’“Ambient Intelligence” e l’“Ambient Assisted Living” per minori e giovani con disabilità neuromotorie); il medico fisiatra Franco Molteni (L’innovazione tecnologica e il gioco tecnologico per apprendere); la terapista della neuro e psicomotricità dell’età evolutiva Elisabetta Vialetto (Valutazione e scelta di ausili per la mobilità e l’autonomia per bambini con danno neurologico). (S.B.)

Per iscrizioni al convegno online del 10 ottobre, compilare il form presente nel sito della Fondazione Ariel (si riceveranno poi le informazioni per accedere in streaming alla piattaforma Zoom). La registrazione video dell’incontro sarà successivamente disponibile sui canali social e sul sito sempre di Ariel. Per ulteriori approfondimenti: fondazione.ariel@humanitas.it.

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