La povertà e l’esclusione di tanti bambini e bambine con e senza disabilità

Ben sapendo che i bambini e le bambine con disabilità sono quasi sempre “i più vulnerabili tra i vulnerabili”, e che la disabilità “accelera la povertà” (e viceversa), non possiamo non guardare con attenzione a “Child Guarantee”, progetto della Commissione Europea e dell’UNICEF, con cui rispondere alla povertà infantile, realizzando in sette Stati dell’Unione Europea (Bulgaria, Croazia, Germania, Grecia, Italia, Lituania e Spagna) una serie di approcci innovativi, per cercare appunto di fermare il crescente fenomeno della povertà di bambini e bambini e della loro esclusione sociale

Particolare di scarpe e gambe di ragazzo in povertàBen sapendo che i bambini e le bambine con disabilità sono “i più vulnerabili tra i vulnerabili”, come purtroppo siamo costretti spesso a sottolineare sulle nostre pagine, e che dimostratamente la disabilità “accelera la povertà” (e viceversa), non possiamo non guardare con attenzione al programma pilota denominato Child Guarantee (letteralmente “Garanzia per i bambini e le bambine), annunciato dalla Commissione Europea e dall’UNICEF, volto a rispondere alla problematica della povertà infantile, realizzando in sette Stati Membri dell’Unione (Bulgaria, Croazia, Germania, Grecia, Italia, Lituania e Spagna) una serie di approcci innovativi per rendere i bambini una delle priorità nei bilanci nazionali e nei processi di pianificazione, fermando appunto la povertà infantile e l’esclusione sociale.

«Oggi – si legge in una nota diffusa da UNICEF Italiaquasi un quarto dei bambini in Europa è a rischio di povertà ed esclusione sociale. Povertà e deprivazione infantile colpiscono significativamente le loro vite, compromettono il loro accesso all’assistenza sanitaria, all’istruzione, a cibo nutriente e ad abitazioni di qualità. La Commissione Europea si è quindi impegnata a spezzare il ciclo della povertà e delle condizioni di svantaggio attraverso l’adozione del programma pilota Child Guarantee, che prenderà il via all’inizio del 2021. A tal proposito, i Governi di Bulgaria, Croazia, Germania, Grecia, Italia, Lituania e Spagna, in collaborazione con UNICEF e con la Commissione Europea, stanno testando approcci innovativi e lo sviluppo di potenziali piani d’azione nazionali per ridurre la povertà infantile e rispondere alle sistematiche condizioni di svantaggio per gruppi di bambini particolarmente vulnerabili. Questi comprendono bambini della comunità Rom, bambini che vivono in istituti, bambini con disabilità, bambini rifugiati e migranti. Child Guarantee aiuterà quindi a rafforzare le capacità di raccogliere, analizzare e presentare regolarmente dati sugli indicatori legati sia alla povertà infantile sia all’esclusione sociale di quegli Stati Membri».

«Oggi in Europa – sottolinea Nicolas Schmit, commissario europeo per il Lavoro e i Diritti Sociali -, fin troppi bambini e abmbine sono a rischio di povertà ed esclusione sociale. Dobbiamo costruire le nostre società sulla base di inclusione e pari opportunità e in tal senso i bambini dovrebbero avere accesso a istruzione, assistenza sanitaria, cibo nutriente e abitazioni di qualità. Mentre affrontiamo le conseguenze socioeconomiche della pandemia da Covid-19, è nostra responsabilità collettiva assicurare che questi bambini e bambine siano protetti e dare loro il miglior inizio di vita possibile».
«Lavorando per affrontare le cause alla base della povertà infantile e della privazione – afferma dal canto suo Afshan Khan, direttrice regionale dell’UNICEF per l’Europa e l’Asia Centrale e coordinatrice speciale per la Risposta ai Rifugiati e Migranti in Europa – attraverso l’esame delle politiche necessarie per accelerare il cambiamento e la formazione di approcci innovativi, possiamo garantire che i bambini più vulnerabili possano spezzare il ciclo della povertà e delle condizioni di svantaggio e che abbiano un’equa possibilità nella vita».
«In Italia – ricorda in conclusione Francesco Samengo, presidente di UNICEF Italia -, dei circa 10 milioni di bambini e adolescenti sotto i 18 anni, più di un milione e 100.000 bambini e bambine vivono in assoluta povertà; il 25,7% dei giovani tra i 18-24 anni non studia, non lavora né è incluso nei percorsi di formazione. Inoltre, la disparità nel livello dei servizi tra le diverse aree del Paese è allarmante. Siamo certi che questo progetto contribuirà a migliorare le condizioni di vita di tanti bambini/e e giovani in forte difficoltà». (S.B.)

Per ulteriori informazioni e approfondimenti: press@unicef.it.

Child Guarantee
Tale iniziativa punta a fornirà un quadro di politiche di riferimento e a spingere azioni e investimenti degli Stati coinvolti (Bulgaria, Croazia, Germania, Grecia, Italia, Lituania e Spagna), per colmare le lacune in termini di qualità dei servizi per i bambini e le bambine che ne hanno bisogno.
Nell’ambito della fase III del progetto, è previsto per il 12 novembre prossimo un evento di lancio online con il Commissario Europeo per il Lavoro e i Diritti Sociali e il Direttore Regionale dell’UNICEF per l’Europa e l’Asia Centrale. Vi parteciperanno anche i Ministri dei Governi che sovrintendono al Lavoro e agli Affari Sociali, alle Questioni Familiari e alle relative tematiche dei citati sette Paesi dell’Unione Europea.
L’evento di lancio esaminerà le azioni che gli Stati stessi stanno intraprendendo per portare avanti questo ambizioso e tempestivo programma, allo scopo di promuovere le pari opportunità, garantendo che i bambini e le bambine in stato di necessità abbiano accesso ai servizi e al sostegno essenziali per il loro sviluppo e il loro benessere.

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