Un polo di alta specializzazione per persone sordocieche e con gravi disabilità

Affiancata da testimonial “storici” (Renzo Arbore, Neri Marcorè), oltreché da celebri nomi appartenenti al mondo del calcio, della musica e dell’alta gastronomia, tutti con una personale “storia di mani”, ha preso il via in queste settimane la nuova edizione della campagna “Una storia di mani”, grazie alla quale la Lega del Filo d’Oro, organizzazione che sin dagli Anni Sessanta è il punto di riferimento in Italia per le persone sordocieche e pluriminorate psicosensoriali, intende innanzitutto completare la costruzione del proprio nuovo Centro Nazionale di Osimo (Ancona)

Comunicazione di una persona sordocieca

Così comunica una persona sordocieca

«Sostenendo questa nostra campagna, si potrà contribuire alla realizzazione di un unico edificio che permetterà a bambini e adulti sordociechi e con pluriminorazioni psicosensoriali di poter svolgere attività di fisioterapia e idroterapia in strutture realizzate appositamente per le loro specifiche esigenze. E grazie al completamento dei lavori di costruzione del nostro nuovo Centro Nazionale, si potrà in futuro intervenire più precocemente sui bambini, riuscendo ad ottenere le migliori risposte ai trattamenti educativi e riabilitativi e contemporaneamente offrire alle persone adulte percorsi riabilitativi mirati alla loro complessa condizione di pluridisabilità».
Lo ha dichiarato Rossano Bartoli, presidente della Lega del Filo d’Oro, l’organizzazione che sin dagli Anni Sessanta è il punto di riferimento in Italia per le persone sordocieche e pluriminorate psicosensoriali, lanciando, in occasione del Giorno del Dono 2020, la nuova edizione della campagna di sensibilizzazione e raccolta fondi denominata Una storia di mani (se ne legga sulle nostre pagine la presentazione dell’edizione 2019), il cui principale obiettivo – fino al 31 dicembre e tramite anche un numero solidale (45514) – sarà appunto quello di arrivare a garantire un adeguato percorso di riabilitazione a chi non vede e non sente attraverso il completamento e l’allestimento di un unico edificio in cui verranno accorpate tutte le strutture dedicate alle attività fisioterapiche e idroterapiche.

«Le persone con disabilità multiple – ricordano dalla Lega del Filo d’Oro – vivono una condizione caratterizzata da limitate possibilità di movimento e di esplorazione dello spazio; per questa ragione l’attività motoria, in acqua e non, gioca un ruolo importantissimo nella loro stimolazione e rappresenta uno strumento fondamentale per aiutarle a migliorare le proprie abilità in termini di equilibrio e di coordinazione, agevolandone l’orientamento, la mobilità e l’autonomia. L’attività fisioterapica coinvolge la mobilità della muscolatura e dell’ossatura e lavora sulla capacità di recupero alla base della riabilitazione, mentre l’idroterapia costituisce una grande opportunità per facilitare e amplificare il processo di apprendimento sia motorio che comportamentale delle persone sordocieche e pluriminorate psicosensoriali. Fisioterapia e idroterapia sono quindi quanto mai necessarie, vista la presenza di disabilità motoria sempre più frequente e sempre più severa tra gli utenti della nostra organizzazione».

Oggi in Italia, secondo un recente studio condotto dall’ISTAT in collaborazione con la Lega del Filo d’Oro, le persone con problematiche legate sia alla vista che all’udito sono circa 189.000 delle quali circa 108.000 vivono di fatto confinate in casa, non essendo autosufficienti nelle più elementari necessità quotidiane (camminare, lavarsi, vestirsi, prendere un mezzo pubblico), ciò che le spinge verso una condizione di completo isolamento anche affettivo.
L’attuale emergenza sanitaria, inoltre, ha reso queste persone ancora più fragili, poiché, data la loro minorazione sensoriale, esse utilizzano prevalentemente il tatto per comunicare e conoscere l’ambiente circostante e in un momento in cui la raccomandazione è quella di mantenere la distanza di sicurezza, questo rappresenta per loro un ulteriore, enorme, ostacolo.
Molto spesso, poi, alle disabilità di base si aggiungono problemi motòri (5 volte su 10) o danni permanenti da insufficienza mentale (4 volte su 10).
Per fornire dunque una risposta concreta alla crescente complessità dei bisogni delle persone sordocieche e pluriminorate psicosensoriali, la Lega del Filo d’Oro ha deciso di realizzare il nuovo Centro Nazionale di Osimo (Ancona), che nasce con l’intento di costruire un polo di alta specializzazione per la riabilitazione delle persone sordocieche e con gravi disabilità. Una struttura che dopo la battuta d’arresto imposta dal lockdown, ha visto ripartire a pieno regime il cantiere per la costruzione del secondo lotto.

E da ultimo, ma non ultimo, va ricordato che anche questa volta, a fianco della Lega del Filo d’Oro, per supportare la nuova edizione di Una storia di mani, vi sono i testimonial “storici” dell’Associazione (Renzo Arbore e Neri Marcorè), insieme ad alcuni celebri nomi appartenenti al mondo del calcio, della musica e dell’alta gastronomia, che per la loro professione, hanno un rapporto speciale con le mani. Si parla quindi di alcuni portieri della Serie A di calcio (Daniele Padelli, Mattia Perin, Pepe Reina, Salvatore Sirigu, Gianluigi Donnarumma, Samir Handanovič), insieme all’ex portiere e oggi opinionista TV Stefano Sorrentino. Accanto a loro, i direttori d’orchestra Leonardo De Amicis, Pinuccio Pirazzoli e Peppe Vessicchio, insieme al noto cuoco siciliano Filippo La Mantia e al maestro della pasticceria Ernst Knam, tutti pronti a raccontare la loro personale “storia di mani”. (S.B.).

Per ulteriori informazioni e approfondimenti: Alessandra Dinatolo (a.dinatolo@inc-comunicazione.it); Chiara Ambrogini (ambrogini.c@legadelfilodoro.it).

La Lega del Filo d’Oro
Era il 1964 quando Sabina Santilli, una caparbia e lungimirante donna sordocieca, decise di fondare – assieme a un piccolo gruppo di volontari – un’Associazione che potesse rappresentare il «filo aureo della buona amicizia», per aprire al mondo le persone sordocieche e fare in modo che la società si accorgesse di loro. E questo filo prezioso che unisce il sordocieco con il mondo esterno è il concetto che ha ispirato sia il nome che l’attività della Lega del Filo d’Oro, realtà unica in Italia, che da allora fornisce un servizio altamente qualificato alle persone sordocieche e pluriminorate psicosensoriali.
La mission – di quella che dal 1998 è divenuta una ONLUS – consiste nell’assistenza, nella riabilitazione, nell’educazione e nel reinserimento in famiglia – e in molti casi anche nella società – delle persone sordocieche e pluriminorate psicosensoriali.
La Lega del Filo d’Oro ha da sempre svolto campagne di comunicazione e di sensibilizzazione per diffondere la corretta conoscenza della sordocecità e delle problematiche ad essa correlate presso l’opinione pubblica, i media e le Istituzioni ed è oggi punto di riferimento in Italia per la rappresentanza e l’affermazione dei diritti delle persone sordocieche e delle loro famiglie.
Ad Osimo, in provincia di Ancona, si trova la Sede Nazionale, al cui interno vi sono il Centro Diagnostico, che formula una valutazione globale ed effettua interventi precoci per bambini al di sotto dei 4 anni, i Servizi Educativo-Riabilitativi, il Settore Medico, il Centro di Ricerca e il Centro di Documentazione.
Con circa 600 dipendenti, più di 650 volontari e circa 500.000 sostenitori, la ONLUS è presente oggi in Italia in 8 Regioni con 5 Centri Residenziali, a Osimo, Lesmo (Monza Brianza), Modena, Molfetta (Bari) e Termini Imerese (Palermo) e 3 Sedi Territoriali a Padova, Roma e Napoli.
L’Associazione può contare su un team completo di professionisti, composto da una parte da operatori educativo riabilitativi, fisioterapisti, psicologi e assistenti sociali, dall’altra da medici specializzati, come neurologi, ortopedici, oculisti, pediatri, genetisti, dentisti, logopedisti e fisiatri, oltre a tutto il personale amministrativo e dei servizi generali.
Per ogni ospite della Lega del Filo d’Oro viene elaborata una terapia riabilitativa personalizzata e sistemi adeguati di comunicazione, per permettergli di stabilire relazioni col mondo e recuperare, quanto più possibile, una dimensione fatta di dignità e autonomia.
Le attività svolte vengono attualmente finanziate solo in parte da fondi pubblici, mentre circa il 65% delle entrate arrivano grazie alle risorse donate da privati. La Lega ha anche fondato un proprio Centro di Ricerca e collabora in Italia con numerosi istituti universitari, così come, a livello internazionale, con altri enti e organizzazioni che perseguono i medesimi obiettivi. (S.B.)

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