L’Unione Europea deve tutelare i migranti e i richiedenti asilo con disabilità

«Le politiche dell’Unione Europea sulla migrazione e il diritto di asilo non riconoscono gli obblighi dell’Unione stessa ai sensi della Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità. Infatti, i migranti e i richiedenti asilo con disabilità affrontano gli stessi rischi degli altri, ma anche rischi aggiuntivi, oltreché di contagio da coronavirus, e violazioni dei diritti umani»: lo denuncia il Forum Europeo sulla Disabilità, che ha chiesto alle Istituzioni Europee di includere migranti e richiedenti asilo con disabilità in tutti i prossimi provvedimenti di questo settore

Giovane migrante con disabilità«Le politiche esistenti in materia di diritto di asilo e migrazione, compreso il Nuovo Patto sulla Migrazione e l’Asilo recentemente adottato [“New Pact on Migration and Asylum”, N.d.R.], non riconoscono gli obblighi che l’Unione Europea ha ai sensi della Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità, per tutelare i diritti di queste ultime. Infatti, i migranti e i richiedenti asilo con disabilità affrontano gli stessi rischi degli altri rifugiati, ma anche rischi aggiuntivi e violazioni dei diritti umani».
A denunciarlo è l’EDF, il Forum Europeo sulla Disabilità, che in tal senso ha inviato una lettera a Helena Dalli, commissaria europea per l’Uguaglianza e la Parità di Genere, e una a Nina Gregori, che dirige l’Ufficio Europeo di Sostegno per l’Asilo, invitandole appunto a garantire che le persone migranti e richiedenti asilo con disabilità vengano incluse in ogni prossimo provvedimento che verrà attuato in questo àmbito a livello europeo.

«A causa del sistematico fallimento degli Stati nel rispetto dei propri obblighi in materia di diritti umani – dichiarano dal Forum -, le persone migranti e richiedenti asilo con disabilità si trovano ad alto rischio di violenza, discriminazione, di fronte a strutture e a servizi di supporto non accessibili, o addirittura all’interruzione di questi servizi, essendo segretari all’interno di istituti o strutture simili. In alcuni casi, inoltre, si tratta di persone in condizioni di salute tali da renderle maggiormente a rischio di sviluppare malattie gravi o di morire».
Rispetto poi alla pandemia da coronavirus, anche qui, secondo l’EDF, «a causa della mancanza di misure mirate, i migranti e richiedenti asilo con disabilità sono più a rischio di contagio, poiché il Covid-19 si diffonde rapidamente nei campi profughi, dove si vive in condizioni di sovraffollamento, senza accesso a servizi igienici, cibo e acqua adeguati».

Richiamando dunque, come detto, la Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità, ratificata dall’Unione Europea il 23 dicembre 2010, e in particolare l’articolo 11 di essa («Situazioni di rischio ed emergenze umanitarie: gli Stati Parti adottano, in conformità agli obblighi derivanti dal diritto internazionale, compreso il diritto internazionale umanitario e le norme internazionali sui diritti umani, tutte le misure necessarie per garantire la protezione e la sicurezza delle persone con disabilità in situazioni di rischio, incluse le situazioni di conflitto armato, le emergenze umanitarie e le catastrofi naturali»), nelle citate lettere alle Commissarie Europee competenti l’EDF ha scritto che «l’Unione e tutti i suoi Stati Membri sono obbligati a tutelare i diritti dei migranti, dei richiedenti asilo e dei rifugiati con disabilità, anche fornendo loro un sostegno adeguato, oltreché combattendo le violazioni dei diritti umani, compresa la detenzione restrittiva». (S.B.)

Per ulteriori informazioni e approfondimenti: Marine Uldry (Ufficio Diritti Umani dell’EDF), marine.uldry@edf-feph.org.

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