Suonare la batteria con le protesi, ovvero niente è davvero impossibile!

«Un po’ di tempo fa mi è venuto il desiderio di imparare a suonare la batteria. Mi sono così rivolta al Centro Protesi INAIL di Roma, mettendo in conto che avrei anche potuto ricevere un invito a farmi vedere da un bravo psichiatra! E invece la mia sfida è stata accolta con grande entusiasmo e oggi ho due protesi con le quali sto imparando a suonare la batteria!»: è una storia, quella di Monica Schneider Graziosi, donna con tetrafocomelia (mancanza di tutti e quattro gli arti), che dimostra come nulla sia davvero impossibile, specie se sulla propria strada si incontrano le persone giuste

Monica Schneider Graziosi

Monica Schneider Graziosi insieme al suo fedele amico a quattro zampe. Alla sua destra la batteria che suona con le protesi preparate al Centro Protesi INAIL

Monica Schneider Graziosi ha 39 anni e nonostante sia una donna con tetrafocomelia (mancanza di tutti e quattro gli arti), ha visto realizzarsi il sogno di poter imparare a suonare la batteria.
Da quando aveva solo quindici mesi, viene seguita dal Centro Protesi INAIL, prima a Vigorso di Budrio (Bologna), dove inizialmente incontrò il professor Johannes Schmidl, mosse i primi passi e imparò a condurre una vita che oggi lei stessa definisce «indipendente e piena di attività», poi, dal 1996, per vicinanza territoriale, dalla Filiale di Roma dello stesso Centro Protesi INAIL, aperta da poco.
Nel corso degli anni le sono state fornite protesi principalmente per deambulare e ausili che le consentono di scrivere, ciò che ha via via consolidato un lungo rapporto di fiducia con la struttura che l’ha seguita e la segue tuttora.

«Un po’ di tempo fa – racconta – mi è venuto il desiderio di imparare a suonare la batteria. Mi sono così rivolta al Centro Protesi di Roma, mettendo in conto che avrei anche potuto ricevere un invito a farmi vedere da un bravo psichiatra! E invece la mia sfida è stata accolta con grande entusiasmo e oggi ho due protesi con le quali sto finalmente imparando a suonare la batteria!».

Il percorso non è stato certo semplice. Si è dovuti partire da zero, pensando, progettando e inventando qualcosa che non esisteva: due protesi che consentissero all’assistita di replicare movimenti che solitamente vengono fatti con i gomiti e con i polsi.
«Da una prima idea iniziale – spiegano i tecnici Antonio Fortunati e Claudio Scarmigliati, che hanno seguito Schneider Graziosi – ad ogni prova abbiamo dovuto smontare e rimontare le protesi, elaborare e rielaborare, fino a quando, confrontandoci anche con un musicista amico della paziente, siamo giunti alla soluzione tecnica e al risultato finale».

«Per me è un sogno che si avvera – dice Monica-. Ho avuto l’ennesima conferma dell’eccellenza del Centro Protesi INAIL, poiché quello che è stato realizzato è qualcosa di incredibile. Un mio desiderio apparentemente impossibile si è concretizzato grazie ai “miei tecnici” Antonio e Claudio, alla loro genialità e professionalità e alla passione che dimostrano per il proprio lavoro. A dimostrazione che, se lungo la propria strada si incontrano le persone giuste, niente davvero è impossibile!». (S.A.)

A questo link è disponibile un breve video riguardante Monica Schneider Graziosi che suona la batteria. Per ulteriori informazioni: Ufficio Stampa Centro Protesi INAIL (Simona Amadesi), s.amadesi@inail.it.

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