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Assistenza igienica a scuola: non basta più indignarsi, servono azioni legali

Dito puntato di un uomoIn riferimento all’articolo pubblicato da «Superando.it» con il titolo Purtroppo accade ancora: a casa da scuola perché nessuno lo porta in bagno, tocca purtroppo leggere per l’ennesima volta lo sconcio che gli alunni con disabilità rimangono privi di assistenza igienica a scuola e ciò addirittura nella mia Sicilia, dove alcuni mesi fa il Consiglio di Giustizia Amministrativa Siciliana ha emesso il Parere n. 115 che non lascia più spazio ad alcun dubbio.

Su tale materia, però, credo non sia più tempo solo di appelli o di indignazione, ma di azioni anche legali.
Ad esempio, nel caso specifico accaduto ad Acireale (Catania), denunciato dal CSR (Consorzio Siciliano di Riabilitazione)-AIAS, credo sia sufficiente che la famiglia invii una diffida al Dirigente Scolastico, facendo presente che o egli provvede immediatamente a dare l’incarico ad un collaboratore scolastico (e se questi si rifiuta, incorrerà in una sanzione disciplinare), oppure la famiglia stessa sporgerà denuncia penale nei confronti suoi e del collaboratore renitente, appellandosi per ciò proprio al citato Parere del Consiglio di Giustizia Amministrativa Siciliana.

Se poi il CSR-AIAS ha ottenuto il riconoscimento dalla Presidenza del Consiglio quale organizzazione ammessa alla tutela legale delle persone con disabilità, essa potrà immediatamente avviare una serie di diffide e di denunce nei confronti di tutte le scuole di cui sia venuta a conoscenza di questi “sconci giuridici”, nonché di discriminazioni perseguibili dallo stesso CSR-AIAS ai sensi della Legge 67/06 che tutela appunto le persone con disabilità da ogni tipo di discriminazione.