I non vedenti potrebbero vedere di più!

«Ma non si tratta né di una cura innovativa, né di un’operazione chirurgica! Ciò che infatti potrebbe far vedere di più a un cieco, è la fruibilità di tutti i luoghi fisici e virtuali della cultura», lo dicono dall’UICI di Roma, che su tale tema ha lanciato la petizione denominata “I non vedenti potrebbero vedere di più”, per porre appunto l’attenzione sull’accessibilità culturale, basandosi su quattro passaggi fondamentali: l’audiodescrizione per i film e gli audiovisivi, l’accessibilità agli eventi, quella ai musei e ai luoghi di cultura e quella nei bandi riguardanti le attività culturali

Immagine scelta dall'UICI di Roma a corredo della petizione sull'accessibilità culturale

L’immagine scelta dall’UICI di Roma a corredo della petizione sull’accessibilità culturale

«Non è né una cura innovativa, né un’operazione chirurgica, ciò che in effetti potrebbe far vedere di più a un cieco, è la fruibilità di tutti i luoghi fisici e virtuali della cultura»: lo dichiarano dall’UICI di Roma (Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti), aggiungendo che «chi non vede potrebbe vedere e crescere di più, se il patrimonio che ci circonda fosse raggiungibile al tatto, percepibile al senso del momento, vivibile senza remore, condivisibile in pienezza».
Partendo dunque da questi princìpi, la stessa UICI di Roma ha deciso di lanciare la petizione denominata appunto I non vedenti potrebbero vedere di più (a questo link), per porre l’attenzione sull’accessibilità culturale. «La cultura – sottolinea infatti Giuliano Frittelli, presidente dell’Associazione – dev’essere per tutti ed è per questo che ci siamo attivati con una campagna di sensibilizzazione, che possa portare a reali e pari opportunità per le persone con disabilità visiva».

L’iniziativa si basa su quattro punti fondamentali, a partire dall’audiodescrizione per film e audiovisivi. «L’audiodescrizione – ricordano a tal proposito dall’UICI capitolina – consiste in brevi frasi, pronunciate nelle pause audio, che descrivono le scene presenti sullo schermo, concentrandosi sul non detto. Dato che una Legge del 2016 [Legge 220/16, “Disciplina del cinema e dell’audiovisivo, N.d.R.] stabilisce che i film prodotti debbano prevedere l’audiodescrizione rivolta alle persone con disabilità visiva, ma non obbliga la pubblicazione della stessa contestualmente all’uscita del film, noi chiediamo la correzione di questo principio».

Per quanto poi riguarda l’accessibilità agli eventi, la petizione chiede la piena fruibilità di eventi culturali quali le rassegne cinematografiche o le mostre temporanee, ritenuto come «un altro passo doveroso verso l’inclusione».

E ancora, si guarda all’accessibilità ai musei e ai luoghi di cultura, da raggiungere tramite la predisposizione di percorsi accessibili che prevedano la conoscenza tattile di alcune delle opere esposte. «Partendo infatti dal presupposto che l’arte e la cultura debbano appartenere a tutti – dichiarano dall’UICI di Roma – chiediamo di coinvolgere e sensibilizzare le direzioni dei Musei e delle Soprintendenze affinché organizzino dei percorsi inclusivi».

Infine, il tema dell’accessibilità nei bandi riguardanti le attività culturali, rispetto ai quali si chiede agli Enti proponenti «di specificare che l’accessibilità sia posta come requisito essenziale cui ci si deve attenere, affinché ogni progetto possa partecipare al bando. Quindi dovranno essere inseriti elementi che rispettino l’accessibilità in tutte le sue forme (motoria, sensoriale, cognitiva)». (S.B.)

Ricordiamo ancora il link al quale è disponibile la petizione I non vedenti potrebbero vedere di più, lanciata dall’UICi di Roma e che tutti possono sottoscrivere. Per ulteriori informazioni e approfondimenti: Ufficio Stampa UICI di Roma (Giovanni Fornaciari), ufficiostampa@uicroma.it.

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