Il Covid-19 e i caregiver informali: uno studio rivolto all’Italia e all’Europa

Si potrà rispondere fino al 15 gennaio a un questionario online e partecipare allo “Studio sulle conseguenze del COVID-19 sui caregiver informali in Italia e in Europa” condotto da Eurocarers (Associazione europea a supporto dei caregiver), in collaborazione con il Centro Ricerche Economico-Sociali dell’IRCCS INRCA di Ancona. L’iniziativa si rivolge ai/alle caregiver informali ed è finalizzata a documentare e analizzare l’impatto del Covid-19 su molti aspetti importanti della loro vita, nonché a richiedere servizi di supporto migliori, adeguati e su misura per soddisfarne le esigenze

Statua di Atlante

Conserva tutta la sua validità il paragone proposto a suo tempo su queste stesse pagine da Giorgio Genta, che aveva affiancato ai caregiver familiari la figura di Atlante, il personaggio mitologico condannato dal dio Giove a tenere sulle spalle l’intera volta celeste

Eurocarers (Associazione europea a supporto dei caregiver), in collaborazione con il Centro Ricerche Economico-Sociali dell’IRCCS INRCA di Ancona, sta svolgendo uno Studio sulle conseguenze del Covid-19 sui caregiver informali in Italia e in Europa.
Come la denominazione lascia intuire, l’iniziativa è rivolta ai/alle caregiver informali, ovvero familiari, amici, vicini (esclusi i volontari e gli operatori), che cioè forniscono assistenza in modo gratuito e regolare a persone adulte (di 18 anni o più), nonché a minori non autosufficienti, che hanno bisogno di aiuto per motivi di salute psicofisica, disabilità o età anziana, per meglio comprenderne l’esperienza vissuta durante l’epidemia da Covid-19.
Lo scopo è quello di documentare e analizzare come l’epidemia possa avere avuto un impatto su aspetti quali la salute dei caregiver, la situazione assistenziale, le reti di supporto disponibili, l’accesso ai servizi sanitari e sociali, la condizione lavorativa ed economica, la conciliazione tra lavoro e vita privata. Inoltre, l’indagine cerca di raccogliere opinioni e suggerimenti/raccomandazioni dei caregiver informali su come poter essere supportarti al meglio in questi tempi di pandemia.

I/le caregiver informali disponibili a contribuire allo studio possono farlo compilando, entro il 15 gennaio 2021, un questionario online, la cui versione italiana è disponibile a questa pagina, nella quale si possono trovare anche ulteriori dettagli sull’iniziativa.
La compilazione del questionario richiede circa una ventina di minuti di tempo e nel caso in cui il/la caregiver informale non possa rispondere subito a tutte le domande, può interrompere la compilazione stessa e completare o modificare il questionario in una fase successiva, utilizzando lo stesso link iniziale di accesso, ciò che consentirà di rientrare nell’ultima sezione in fase di compilazione.

Ogni questionario compilato costituirù un prezioso aiuto per Eurocarers e per le organizzazioni nazionali e regionali italiane a sostegno dei pazienti o dei caregiver informali, con l’obiettivo di migliorarne l’attività di supporto, cercando di sensibilizzare le autorità nazionali, regionali ed europee. Lo studio aiuterà infatti a far luce sulle esperienze dei caregiver durante la pandemia da Covid-19, e fornirà informazioni indispensabili a richiedere servizi di supporto migliori, adeguati e su misura per soddisfare le loro esigenze.
I risultati dello studio saranno inoltre utilizzati per realizzare Linee guida europee rivolte a politici, fornitori di servizi e caregiver informali, utili per la gestione di eventi critici come quello attuale, compresa la “seconda ondata” epidemica e altre future eventuali pandemie. (Simona Lancioni)

Ricordiamo ancora il link al questionario di cui si parla nella presente nota. Per ulteriori informazioni e approfondimenti: Sabrina Quattrini (s.quattrini@inrca.it).
Sulla medesima materia, ricordiamo anche l’indagine parallela avviata dal gruppo di ricerca internazionale ENTWINE (Informal Care), di cui abbiamo dato notizia nei giorni scorsi sulle nostre pagine.
La presente nota è già apparso nel sito di Informare un’H-Centro Gabriele e Lorenzo Giuntinelli di Peccioli (Pisa), e viene qui ripresa, con alcuni riadattamenti al diverso contenitore, per gentile concessione.

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