“Il Giardino di Annalisa”, una nuova risorsa per il proprio territorio

Un luogo dove sviluppare progetti mirati, da realizzare dopo un’attenta valutazione dei bisogni reali delle persone con disabilità, un nuovo Polo delle Disabilità aperto alle diverse Associazioni del territorio e alle famiglie, dove trovare informazioni aggiornate sui diritti e i servizi offerti: sarà questo “Il Giardino di Annalisa”, dedicato ad Annalisa Covino, nuova sede operativa dell’Associazione Nuove Frontiere di Ladispoli (Roma), che verrà aperta il 20 dicembre, in collaborazione con il Comune della città laziale, in attesa di poter festeggiare l’evento inaugurale nel prossimo anno

Immagine-simbolo del "Giardino di Annalisa" dell'Associazione Nuove Frontiere di Ladispoli (Roma)Un luogo dove sviluppare progetti mirati, da realizzare dopo un’attenta valutazione dei bisogni reali delle persone con disabilità. Un nuovo Polo delle Disabilità, un punto aperto alle diverse Associazioni del territorio e alle famiglie, dove trovare informazioni aggiornate sui diritti e i servizi offerti: sarà questo Il Giardino di Annalisa, ovvero la nuova sede operativa dell’Associazione Nuove Frontiere di Ladispoli (Roma), che verrà inaugurata domenica 20 dicembre, in collaborazione con il Comune della città laziale.

«È stata dura – dice Cesarina Olivan, presidente di Nuove Frontiere – ma alla fine ci siamo riuscite e con orgoglio annunciamo l’apertura della nostra struttura in Via delle Viole a Ladispoli che, in ricordo dell’amata Annalisa Covino, prematuramente scomparsa, abbiamo chiamato appunto Il Giardino di Annalisa. Questa sede nasce per essere una risorsa, un luogo d’incontro e di confronto per tutta l’area della disabilità. Per questo ospiteremo l’Associazione Controvento fin dai primi giorni, perché crediamo in una rete interattiva e solidale, nella quale la disabilità possa rappresentare un valore aggiunto».
«Purtroppo – aggiunge – a causa della pandemia in corso, non sarà possibile organizzare una festa d’inaugurazione, come avrebbe meritato quest’impresa, voluta da un pugno di donne caparbie, che hanno trovato nel loro cammino persone di gran cuore, che non finiremo mai di ringraziare.  Ci riserveremo di farla appena la situazione lo consentirà. Ora, per renderla operativa per i numerosi progetti, da troppo tempo chiusi nei cassetti, che speriamo siano utili per i nostri figli, ci limiteremo a una piccola cerimonia d’apertura, cui abbiamo invitato i vari rappresentanti delle Istituzioni e le organizzazioni che compongono la rete sociale del nostro territorio». (S.B)

Ringraziamo Silvia Leuzzi per la collaborazione.

Per ulteriori informazioni: ass.nuovefrontiere@libero.it.

Stampa questo articolo