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Patente di guida più facile per le persone con DSA

Persona alla guida di un'autoCome informa l’AID (Associazione Italiana Dislessia), la recente Circolare n. 31299 del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha sancito la validità di tutte le certificazioni diagnostiche rilasciate ai soggetti con DSA (disturbi specifici dell’apprendimento) da neuropsichiatri o psicologi, anche per il conseguimento della patente di guida, in accordo con la Legge 56/89, con l’articolo 3 della Legge 170/10 (Nuove norme in materia di disturbi specifici di apprendimento in àmbito scolastico) e con i criteri di cui all’articolo 2 dell’Accordo Stato Regioni del 2012.
«Questa Circolare – sottolineano dall’AID – è il frutto di una serie di richieste formulate dalla nostra Associazione, con il sostegno di CONFARCA e UNASCA, le principali organizzazioni di categoria nel settore delle autoscuole, e permette alle persone con DSA già certificate di non dover integrare o fornire un’ulteriore certificazione ad hoc con la firma di un neuropsichiatra, ottimizzando così eventuali ulteriori tempi o aggravi di costi per il conseguimento della patente».

«Grazie alle richieste della nostra Associazione al Ministero – commenta Andrea Novelli, presidente dell’AID – le persone con DSA si sono potute avvalere di file audio per la prova teorica a partire dal 2007, oggi unica tutela ancora attualmente prevista. Siamo quindi fieri di avere raggiunto un nuovo importante traguardo, frutto di una serie di nostre richieste, a tutela dei diritti delle persone con DSA, anche nel conseguimento della patente di guida. Proseguiremo nel nostro percorso per tenere fede alla missione dell’AID, che lavora quotidianamente per approfondire la conoscenza dei DSA e affrontare e risolvere le problematiche sociali ad esse legate».
A tal proposito vanno ricordate le ulteriori nuove richieste dell’AID ai fini del conseguimento della patente di guida e nautica, anche per quanto concerne il riconoscimento della certificazione diagnostica rilasciata dagli psicologi, nonché la formazione dei funzionari esaminatori sui DSA e la riformulazione dei quiz, affinché siano ridotte le complessità lessicali e utilizzati gli strumenti compensativi previsti dall’articolo 5 della Legge 170/10.
«In occasione del nostro convegno nazionale dell’ottobre scorso – ricordano dall’AID -, Paola De Micheli, ministra delle Infrastrutture e dei Trasporti, aveva preannunciato la disponibilità concreta ad accogliere tali richieste, dichiarandole realizzabili e operative nei prossimi mesi». (S.B.)

Per altri approfondimenti sul tema trattato nella presente nota, accedere a questo link. Per ulteriori informazioni: a.morabito@gruppolife.com (Anna Morabito); comunicazione@aiditalia.org (Gabriele Brinchilin).

La dislessia e gli altri DSA (disturbi specifici dell’apprendimento)
Il più diffuso DSA (disturbo specifico di apprendimento) è la dislessia, cioè il disturbo specifico della lettura, che si manifesta e si evolve in concomitanza dell’inizio dell’attività scolastica, quando emergono le prime difficoltà nell’attivare in maniera fluente e senza affaticamento tutte quelle operazioni mentali necessarie per leggere, quali riconoscere le lettere singole, le sillabe e quindi le parole, associandole ai suoni corrispondenti. Frequenza degli errori e lentezza nella decodifica ne sono i tipici aspetti: il bambino può, per esempio, presentare difficoltà nel riconoscere, scambiandoli tra loro, grafemi che differiscono visivamente per piccoli particolari quali: “m” con “n”, “c” con “e”, “f” con “t”, “a” con “e”.
La persona con disortografia, invece, evidenzia la difficoltà a tradurre correttamente le parole in simboli grafici e a confondere il suono delle lettere (per esempio “f/v”, “t/d”, “p/b”, “c/g”, “l/r”).
Un terzo disturbo che impedisce alla persona di esprimersi nella scrittura in modo fluido è la disgrafia, caratterizzata da una grafia spesso illeggibile, da una pressione eccessiva sul foglio e dallo scarso rispetto degli spazi sul foglio.
C’è infine la difficoltà a comprendere simboli numerici e a svolgere calcoli matematici, conosciuta con il nome di discalculia. Stando ai dati, circa il 3% della popolazione studentesca è affetta da tale disturbo, che complica la lettura e la scrittura dei numeri e soprattutto l’elaborazione delle quantità. Gli errori collegati a questa problematica molto spesso non vengono riconosciuti nell’immediato. Diversi, infatti, sono i casi di discalculia erroneamente diagnosticati come dislessia.

L’AID (Associazione Italiana Dislessia)
È nata con la volontà di fare crescere la consapevolezza e la sensibilità in particolare verso il disturbo della dislessia evolutiva, che in Italia si stima riguardi circa 2 milioni di persone.
L’Associazione conta oltre 18.000 soci e 93 Sezioni attive distribuite su tutto il territorio nazionale. Essa lavora per approfondire la conoscenza dei DSA e promuovere la ricerca, accrescere gli strumenti e migliorare le metodologie nella scuola, affrontare e risolvere le problematiche sociali legate a questi disturbi. È aperta ai genitori e familiari di bambini con DSA, alle persone adulte con DSA, agli insegnanti e ai tecnici (logopedisti, psicologi, medici).