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Giocare con gli altri fa bene: a tutti!

Bimbi che giocano (uno di loro è in carrozzina)Dal 1° febbraio e fino al 30 aprile, la UILDM (Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare) sarà attiva con la campagna di sensibilizzazione e raccolta fondi denominata Inclusione, un gioco da ragazzi, centrata appunto sul diritto al gioco per i bambini e le bambine con disabilità. Tramite tale iniziativa, in particolare, l’Associazione intende sostenere il proprio progetto A scuola di inclusione: giocando si impara, che promuove il medesimo diritto al gioco attraverso una serie di azioni di sensibilizzazione nelle scuole e di riqualificazione in ottica inclusiva di parchi e aree verdi in sedici Regioni italiane, oltreché nella Provincia Autonoma di Bolzano, in collaborazione con le varie Amministrazioni locali.

A dare il via alla campagna sarà una conferenza stampa, in programma per la mattinata del 1° febbraio (ore 11.30), e diffusa in diretta streaming sul canale YouTube della UILDM (a questo link), occasione propizia per condividere una serie di buone prassi e il racconto delle esperienze locali che costituiscono la vera forza del progetto.
Con la moderazione del giornalista Claudio Arrigoni, esperto di tematiche relative al mondo della disabilità, e direttore responsabile, tra l’altro, di «DM», la rivista UILDM, vi parteciperanno Marco Rasconi, presidente nazionale della UILDM, Italo Della Libera, rappresentante di Intesa Sanpaolo, Alberto Fontana, consigliere nazionale della UILDM e presidente dei Centri Clinici NEMO (NeuroMuscular Omnicentre), Ornella Occhiuto, presidente della UILDM di Genova e Matteo Pagano, presidente della UILDM di Venezia.

Ad ospitare Inclusione, un gioco da ragazzi sarà la piattaforma For Funding di Intesa Sanpaolo, che punta a raccogliere fondi specificamente mirati a realizzare tre interventi di riqualificazione in chiave inclusiva in altrettanti parchi gioco di Napoli, Genova e Venezia.
Il primo verrà effettuato nel parco dell’Ospedale Monaldi di Napoli, dove nell’ottobre dello scorso anno è stato aperto un Centro Clinico NeMO, specializzato per le malattie neuromuscolari. In tale sito la UILDM installerà un’altalena accessibile a nido, una giostra Carosello sulla quale possaso salire in tutta sicurezza anche bambini e bambine in sedia a rotelle per divertirsi in compagnia, e un pannello ludico-sensoriale accessibile a bambini e bambine con diversi tipi di disabilità. L’area sarà dotata inoltre di pavimento anti-trauma.
Il secondo intervento, invece, è previsto nei Giardini Guerra di Genova, dove verranno installati una giostra Carosello, un’altalena a nido, e un pannello ludico-sensoriale su una pavimentazione anti-trauma.
Il terzo intervento, infine, sarà nel Parco dello Zero di Marcon (Venezia), nei pressi della sede della UILDM locale, dove verranno installati una giostra Carosello, due pannelli ludico-sensoriali, un tavolo da picnic, studiato per l’accesso facilitato delle carrozzine e una pavimentazione anti-trauma.

«Secondo il volume Conoscere il mondo della disabilità: persone, relazioni e Istituzioni – sottolineano dalla UILDM – pubblicato due anni fa dall’ISTAT, nel nostro Paese le persone che, a causa di problemi di salute, soffrono di gravi limitazioni che impediscono loro di svolgere attività abituali sono circa 3 milioni e 100.000 (il 5,2% della popolazione). Dal canto suo il Ministero per l’Istruzione ha rilevato che nell’anno scolastico 2019-2020 erano quasi 300.000 gli studenti con disabilità frequentanti le scuole (il 3,5% degli iscritti), il 2,5% nella scuola dell’infanzia, il 4,1% nella scuola primaria, il 4,3% nella scuola secondaria di I grado e il 2,9% nella scuola secondaria di II grado. Sullo sfondo di questi dati, va detto che per un bambino o una bambina con disabilità giocare non è scontato, dal momento che i giochi possono non essere adatti alle sue abilità e perché non è facile l’interazione con i coetanei e le coetanee; e tuttavia, con alcune attenzioni, il gioco può essere utilizzato come attività inclusiva e diventare un’opportunità per avviare il processo di crescita relazionale e quindi di formazione di individuo sociale. In Italia, oggi, solo il 5% dei parchi gioco è accessibile, con giochi adatti alle esigenze dei bambini e  delle bambine con disabilità che consentano di giocare insieme agli altri/e e non esiste una normativa sulle attrezzature ludiche negli spazi pubblici. Le poche iniziative volte a rendere i parchi giochi inclusivi sono pertanto intraprese dalle Amministrazioni Pubbliche o da privati sensibili al problema. Da tutto ciò partono le nostre iniziative in questo settore, perché giocare con gli altri fa bene: a tutti!». (S.B.)

Fino al 30 aprile si potrà contribuire al progetto UILDM A scuola di inclusione: giocando si impara, accedendo a questo link. Per ulteriori informazioni e approfondimenti: uildmcomunicazione@uildm.it (Alessandra Piva e Chiara Santato).