Entra nella fase operativa l’”Agenda della Disabilità in Italia”

Ha preso il via in questi giorni, con la partecipazione di ben 146 organizzazioni non profit, la prima fase operativa volta alla realizzazione della prima “Agenda della Disabilità in Italia”, piano di azioni concrete articolato su sei temi strategici (“Abitare sociale”; “Sostenere le famiglie”; “Vivere il territorio”; “Lavorare per crescere”; “Imparare dentro e fuori la scuola”; “Curare e curarsi”) e “firmato” dalle Istituzioni e dalla Società Civile, sulla base delle esigenze individuate dalle stesse organizzazioni impegnate sul fronte della disabilità

Loghi di diverse disabilitàPresentata nel dicembre dello scorso anno, anche sulle nostre pagine, la prima Agenda della Disabilità in Italia, promossa dalla Fondazione CRT, insieme alla CPD di Torino (Consulta per le Persone in Difficoltà), si propone di comporre, come era stato scritto, «un insieme di linee di azione concrete e partecipate, raccogliendo suggestioni progettuali da parte di organizzazioni che quotidianamente lavorano sul fronte della disabilità, sperimentando nuovi modelli, tratteggiando traguardi innovativi e favorendo le contaminazioni tra attori territoriali diversi per àmbito di azione, ruolo e mission in un’ottica di responsabilità condivisa».

In questi giorni, dunque, ha preso il via la “fase 1” dell’iniziativa, cui partecipano ben 146 organizzazioni non profit. Queste ultime, nei primi sei mesi dell’anno, parteciperanno ai vari tavoli di lavoro dedicati a sei temi strategici, vale a dire l’Abitare sociale, Sostenere le famiglie, Vivere il territorio, Lavorare per crescere, Imparare dentro e fuori la scuola, Curare e curarsi.
L’attività prevede anche la realizzazione di interviste a personalità di rilievo nazionale sul tema della disabilità, nonché la produzione di filmati. Tutti i contributi verranno poi condivisi sulla Comunità Virtuale attivata per il progetto (a questo link), che conta attualmente su 350 iscritti e che è aperta a tutti, in linea con il principio di sussidiarietà, «per consentire all’intera collettività – sottolineano dalla CPD – di partecipare allo sviluppo di progettualità innovative, capaci di incidere realmente nei processi di integrazione e inclusione sociale».

Successivamente, nella “fase 2”, che coinciderà con il secondo semestre dell’anno, la “palla” passerà alle diverse componenti della società civile (università; mondo produttivo; singoli cittadini ecc.), che affiancheranno gli enti non profit nella costruzione vera e propria dell’Agenda. La presentazione di quanto realizzato si avrà il 3 dicembre, in occasione della Giornata Internazionale delle Persone con Disabilità. (S.B.)

Per ulteriori informazioni e approfondimenti: uffstampa@cpdconsulta.it (Elena Menin).

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