Pandemia e disabilità: messi a nudo anni di discriminazioni e di disuguaglianze

«Già prima del Covid-19 in Europa una percentuale inaccettabile di persone con disabilità viveva in condizioni precarie, di povertà ed esclusione sociale. Successivamente, la pandemia ha reso più evidenti queste disuguaglianze e le discriminazioni quotidiane che subiscono le persone con disabilità»: è la denuncia contenuta nel rapporto “Impatto del Covid-19 sulle persone con disabilità”, curato dall’EDF, il Forum Europeo sulla Disabilità, che invita i leader europei ad agire al più presto per tutelare i diritti delle persone con disabilità, elencando anche undici dettagliate raccomandazioni

Realizzazione grafica dedicata ai diritti umani delle persone con disabilità

Una realizzazione grafica dedicata ai diritti umani delle persone con disabilità

Già prima dello scoppio dell’epidemia di Covid-19 in Europa «una percentuale inaccettabile di persone con disabilità viveva in condizioni precarie». Più del 28%  degli oltre 100 milioni di persone con disabilità in Europa, infatti, viveva in condizioni di povertà ed esclusione sociale. Solo il 20% delle donne e il 28% degli uomini con disabilità avevano un lavoro a tempo pieno. Successivamente, la pandemia da Covid-19 ha reso più evidenti queste disuguaglianze e le discriminazioni quotidiane che subiscono le persone con disabilità.
È questa la denuncia contenuta nel rapporto Impact of Covid-19 on person with disabilities (“Impatto del Covid-19 sulle persone con disabilità”), curato dall’EDF, il Forum Europeo sulla Disabilità, che invita i leader europei ad agire al più presto per tutelare i diritti delle persone con disabilità. «La pandemia – scrive Yannis Vasdakastanis, presidente dell’EDF nell’introduzione al rapporto, che rappresenta per altro solamente l’estratto di un lavoro più ampio dedicato proprio all’impatto dell’epidemia sulle persone con disabilità – ha evidenziato le conseguenze di anni, decenni e secoli di diseguaglianze, discriminazione ed esclusione subite da uomini, donne e bambini con disabilità. Nessuno era pronto per affrontare una pandemia. I Governi non erano pronti, e hanno reagito lentamente per proteggere i nostri diritti».

Nel rapporto si mette in evidenza come le persone con disabilità abbiano pagato un prezzo molto alto a seguito della pandemia: barriere nell’accesso ai servizi sanitari, condizioni mediche pre-esistenti, età avanzata, istituzionalizzazione sono solo alcuni dei fattori che hanno reso le persone con disabilità particolarmente vulnerabili al contagio.
Due dati, citati nel rapporto, aiutano a comprendere meglio la situazione: le persone con disabilità sono mediamente più suscettibili a condizioni secondarie e co-morbilità (problemi respiratori, diabete, obesità, problemi cardiaci) che possono peggiorare l’esito dell’infezione da Covid-19. Inoltre, l’EDF stima che almeno un milione di persone con disabilità vivano in strutture residenziali, luoghi che in questi mesi si sono spesso trasformati in focolai di infezione con esiti letali.

A conclusione del rapporto, il Forum pubblica un elenco di undici raccomandazioni rivolte all’Unione Europea e ai leader dei singoli Stati dell’Unione:
1. Impegnarsi politicamente a garantire i diritti delle persone con disabilità e ad attuare la Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità anche in situazioni di rischio e di emergenza umana, come la crisi di Covid-19.
2. Consultazione e coinvolgimento: adottare misure utili ad assicurare il coinvolgimento strutturale e sistematico di tutte le persone con disabilità attraverso le loro organizzazioni rappresentative e includere i gruppi più svantaggiati.
3. Predisposizione e azione: investire in processi che includano le persone con disabilità per prevenire l’impatto devastante di crisi future. Le azioni inclusive devono comprendere comunicazioni sui temi della salute accessibili.
4. Dati disaggregati: garantire che i dati raccolti siano disaggregati per età, genere e disabilità. Persone con disabilità che vivono all’interno di istituti o strutture residenziali devono essere incluse in tutti i dati raccolti.
5. Investimenti e budget adeguati: risorse adeguate devono essere stanziate per far migliorare i diritti delle persone con disabilità, la loro inclusione nella società e l’implementazione della Convenzione ONU e rafforzare il movimento delle persone con disabilità. Gli investimenti per la ripresa [economica, dopo la crisi causata dal Covid, d.R.] devono includere le persone con disabilità. Nessun investimento deve essere fatto in progetti e iniziative che violano i diritti delle persone con disabilità attraverso la creazione di edifici, mezzi di trasporto o infrastrutture tecnologiche inaccessibili o che segregano le persone con disabilità.
6. Accessibilità e inclusione: garantire accessibilità e inclusione alle persone con disabilità a tutti i livelli di governance, nelle misure di recovery e nella società.
7. Servizi e ausili: garantire che i servizi di supporto specifici e gli ausili siano disponibili e accessibili a tutte le persone con disabilità e siano riconosciuti come essenziali.
8. Vita indipendente: porre fine all’istituzionalizzazione, investendo da subito sulla vita indipendente, promuovendo la transizione dagli istituti a servizi comunitari.
9. Approccio basato sui diritti umani: porre alla base di tutte le azioni un approccio basato sui diritti umani e sulla Convenzione ONU, garantendo garantire i princìpi di uguaglianza e non discriminazione nella legislazione e nella pratica per tutte le persone con disabilità; tutelando le persone con disabilità da violenze, abusi, esclusione, coercizione; assicurando un monitoraggio continuo e indipendente del rispetto dei diritti umani.
10. Assicurare un consenso libero e informato prima della vaccinazione.
11. Diritti delle donne: assicurare la protezione di donne e ragazze con disabilità da violenze e abusi e il mantenimento di servizi di supporto accessibili, compresi quelli riguardanti la loro salute sessuale e riproduttiva e i loro diritti.

La LEDHA (Lega per i Diritti delle Persone con Disabilità) è la componente lombarda della FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap).

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