Assistenza igienica ad alunni e alunne con disabilità: il “caso Sicilia”

«Impugnare in sede di TAR tutti i rifiuti di assistenza igienica agli alunni e alunne con disabilità da parte di collaboratori e collaboratrici scolastiche, e se non basta appellarsi al Consiglio di Giustizia Amministrativa Regionale»: è il consiglio di Salvatore Nocera al Coordinamento H per la tutela dei Diritti delle Persone con Disabilità nella Regione Siciliana, che aveva denunciato su queste pagine le segnalazioni di genitori che vedono negare ai propri figli l’assistenza igienica a scuola

Alunno in carrozzina e professoressaRispetto a quanto scritto in Superando dal Coordinamento H per la tutela dei Diritti delle Persone con Disabilità nella Regione Siciliana, sulle numerose segnalazioni di genitori, che vedono negare ai propri figli l’assistenza igienica a scuola, devo dire innanzitutto che i contenuti della Delibera di Giunta Regionale Sicilia n. 323 del 23 luglio 2020, citata dal Coordinamento, lasciano a dir poco perplessi. Se anzi uno dei due Pareri del Consiglio di Giustizia Amministrativa (CGA) della Regione Siciliana è lo stesso di cui chi scrive ha avuto occasione di occuparsi su queste pagine, nell’estate dello scorso anno (Parere n. 115 dell’8 maggio 2020), devo allora aggiungere che quanto deciso dal Governo della mia Regione di nascita è realmente incomprensibile.
Quel Parere, infatti, riguarda espressamente proprio l’assistenza igienica agli alunni e alle alunne con disabilità. Perché allora l’Assessorato Regionale alla Famiglia, citato nella Delibera di Giunta, dice che tale Parere non riguarda il progetto di vita degli alunni con disabilità?

Posto quindi che quel Parere della CGA si occupa specificamente dell’assistenza igienica, non resta che constatare come la Regione Siciliana non voglia tenerne conto e continui a gettare un sacco di soldi stanziati a favore dei Comuni, per questo tipo di assistenza, quando potrebbe invece risparmiarli, dal momento che in forza dei Contratti Collettivi di Lavoro Nazionali, che naturalmente sono applicabili anche nell’Isola, l’assistenza igienica è compito esclusivo dei collaboratori e delle collaboratrici scolastiche, che debbono svolgerla con la spesa annua di circa 1.000 euro per ciascun incarico ricevuto dal Dirigente Scolastico. La Sicilia, invece, continua in questo modo a tener vivo il “peccato originale” di avere voluto con una propria Legge Regionale (15/04), affidare tale compito ai Comuni, violando in tal modo il Contratto Collettivo di Lavoro Nazionale e buttando soldi senza assolutamente risolvere un problema che nel resto d’Italia è già risolto da anni.

A questo punto mi permetto di consigliare al Coordinamento H della Regione Siciliana di impugnare in sede di Tribunale Amministrativo Regionale (TAR) tutti i rifiuti di assistenza igienica da parte dei collaboratori scolastici, con il TAR stesso che dovrebbe tenere conto del citato Parere del Consiglio di Giustizia Amministrativa Siciliano. Se invece così non fosse, ci si appelli direttamente al Consiglio di Giustizia Amministrativa che ritengo confermerà in sede giurisdizionale il Parere reso in sede consultiva.
Proviamo a muoverci così e vediamo se ancora nella mia terra dovrà essere violato il diritto allo studio!

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