Persone con sindrome di Down: prima di tutto persone, che amano come tutti

Coppie di persone con sindrome di Down, che tratteggiano in poche ma intense pennellate il loro amore ai tempi della pandemia, con le mascherine in volto, ma vicini dopo essere stati a lungo distanti. Sono i protagonisti di un video realizzato dall’Associazione AIPD per il 14 febbraio, Giorno di San Valentino. «Hanno i sogni e i desideri di tutti gli innamorati – commenta Anna Contardi, coordinatrice nazionale dell’AIPD – e ci ricordano ancora una volta che le persone con sindrome di Down sono prima di tutto persone e che i bambini diventano adulti»

Dal video dell'AIPD per San Valentino 2021

Due dei giovani con sindrome di Down protagonisti del video realizzato dall’AIPD, che ne racconta l’amore vissuto ai tempi della pandemia

«Mi è mancata l’allegria, perché lui mi fa molto ridere»: lo ammette Arianna, accanto a Lorenzo, al quale è mancato l’affetto di lei, «perché oltre ad essere un’amica, è anche il mio amore».
Quattro coppie, che fanno riferimento ad altrettante Sezioni dell’AIPD (Associazione Italiana Persone Down), quelle di Potenza, Bari, Oristano e Lecce, che tratteggiano in poche ma intense pennellate il loro amore ai tempi della pandemia, con le mascherine in volto, ma vicini dopo essere stati a lungo distanti. Sono loro che raccontano un anno di pandemia in tre domande e tre risposte, in un video realizzato dall’AIPD Nazionale (disponibile a questo link), in occasione del 14 febbraio, Giorno di San Valentino.

«Cosa vi è mancato di più della vostra relazione in questo periodo di pandemia?»: è questa la prima domanda del video. «Mi manca di stare più tempo con lui, di viverlo: l’attrazione fisica, di viverlo appieno». «Gli abbracci, i baci e tutto il resto». «Ho provato tristezza, mi è mancata l’allegria, perché lui mi fa molto ridere». E, ancora, «mi mancano le passeggiate, mi mancano i baci, gli abbracci». «Fisicamente mi è mancato, perché quando sto da sola mi manca tanto». E manca anche «il tango, ballare con Giulio».

Altra domanda: «Cosa avete fatto per sentirvi più vicini in questo periodo?». «Videochiamate», «chiamate normali», «messaggi vocali», ma anche «cuori»: «queste – sottolineano dall’AIPD – le principali risorse per accorciare le distanze e nutrire un amore anche senza potersi incontrare».

E infine, «Quando finirà questo periodo, cosa vi piacerebbe fare insieme?». Qui c’è chi sogna «un bel weekend», ma anche chi pensa “in grande”, e dopo avere sofferto la distanza e la separazione, dice: «Voglio andare a vivere con lui!».

«Sono i sogni e i desideri di tutti gli innamorati – commenta Anna Contardi, coordinatrice nazionale dell’AIPD – e ci ricordano ancora una volta che le persone con sindrome di Down sono prima di tutto persone e che i bambini diventano adulti. Oggi la maggioranza delle persone con sindrome di Down è fatta di adulti e hanno bisogni da adulti. A noi tocca riconoscerlo e aiutarli a costruire il loro futuro». (S.B.)

Ricordiamo ancora il link al quale è disponibile il video di cui si parla nel presente testo. Per ulteriori informazioni e approfondimenti: ufficiostampaaipd@gmail.com.

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