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Quante persone con disabilità vittime di reati!

Due mani che si stringonoSi stima che ogni anno 75 milioni di persone in tutta Europa continuino a essere vittime di reati e in questo quadro le persone con disabilità sono particolarmente a rischio. È noto, ad esempio, che le donne e le ragazze con disabilità hanno da due a cinque volte più probabilità delle altre di subire violenza e il 34% delle donne con problemi di salute o disabilità hanno subìto violenza fisica o sessuale da parte di un partner nella propria vita.
In occasione, dunque, della Giornata Europea per le Vittime di Reati (European Day for Victims of Crime) di ieri, 22 febbraio, come Forum Europeo sulla Disabilità (EDF) abbiamo voluto ricordare che mai nessuna vittima dev’essere lasciata indietro. Tutti, infatti, hanno diritto alla tutela e a un ambiente sicuro per denunciare i reati subiti e accedere alla giustizia, senza timore di ritorsioni da parte di coloro che quei reati hanno commesso.

Con l’adozione della Direttiva sui Diritti delle Vittime (Victims’ Rights Directive), la Commissione Europea e gli Stati Membri dell’Unione si sono impegnati a combattere la violenza e a promuovere i diritti delle persone vittime di reato. Si tratta di una norma che stabilisce con chiarezza varie indicazioni e obblighi per i Paesi dell’Unione, ma anche per altri organismi dell’Unione stessa e per organizzazioni della società civile di sostegno alle vittime, in modo tale che quei diritti vengano concretamente garantiti, ad esempio tramite un sistema giudiziario pienamente accessibile, sia a livello di comunicazione che di locali fisici senza barriere.
E tuttavia, nonostante ciò, è ancora molto difficile per le vittime con disabilità in tutta Europa rivendicare i propri diritti, a causa soprattutto della mancanza di informazioni, sostegno e protezione. Per loro, pertanto, appare particolarmente importante la Strategia dell’Unione Europea sui Diritti delle Vittime 2020-2025 (EU Strategy on Victims’ Rights), ove appunto si riconosce esplicitamente che esse sono spesso vittime di abusi, inclusi i reati ispirati dall’odio, e che il loro accesso alla giustizia è più difficile, specie se si tratta di persone private della capacità giuridica. Infatti, una volta divenute vittime di un reato, le persone con disabilità incontrano gravi difficoltà ad accedere alle misure di sostegno e ai servizi disponibili per altre vittime, nonché ad esercitare i propri diritti a livelli di procedimento penale, perché sovente i relativi servizi a disposizione di tutte le vittime non sono accessibili.
La Strategia Europea prevede quindi alcune importanti azioni, ovvero:
° Promuovere iniziative che traggano insegnamenti dalla pandemia Covid-19, quali servizi di supporto in linea e servizi di dichiarazione delle vittime quali strumenti essenziali.
° Promuovere un sostegno integrato e mirato alle vittime con bisogni speciali, come quelle con disabilità, attraverso campagna di sensibilizzazione e opportunità di finanziamento da parte dell’Unione Europea.
° Impegnarsi per l’adesione dell’Unione Europea alla Convenzione di Istanbul (Convenzione del Consiglio d’Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica del 2011 [ratificata dall’Italia con la Legge 77/13, N.d.R.] sulla violenza di genere o per misure alternative che raggiungano lo stesso obiettivo.
° Richiedere agli Stati Membri di adottare azioni chiave basate sulla Strategia Europea.

Da parte sua, quindi, il Forum Europeo sulla Disabilità intende continuare a difendere i diritti delle vittime di reati con disabilità, chiedendo ad esempio che le vittime con disabilità siano inserite nelle campagne di sensibilizzazione dell’Unione Europea, e a lavorare per la piena attuazione anche in questo àmbito della Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità, in particolare rispetto all’accessibilità alla giustizia e alla violenza di genere. In tal senso collaboriamo già con altre organizzazioni del settore, tra cui Victim Support Europe, oltre a far parte della Coalizione Europea per porre fine alla violenza contro le donne e le ragazze, e a chiedere costantemente all’Unione Europea di aderire alla Convenzione di Istanbul e di sostenere le organizzazioni aderenti all’EDF che si battono per la ratifica della Convenzione stessa da parte dei propri rispettivi Paesi.

Comunicazione esterna dell’EDF (European Disability Forum). Elaborazione del testo originale a cura della Redazione di «Superando.it». Ringraziamo Luisella Bosisio Fazzi per la segnalazione.

Per ulteriori informazioni e approfondimenti: Marine Uldry, responsabile per i Diritti Umani nell’EDF, marine.uldry@edf-feph.org.