64 anni dopo, deve continuare la bella storia dell’impianto cocleare

«Oggi, 25 febbraio – scrive Davide Bechis dell’APIC (Associazione Portatori Impianto Cocleare) -, è la Giornata Internazionale dei Portatori di Impianto Cocleare, data che coincide con il 64° anniversario dell’impianto cocleare. Il primo intervento al mondo, infatti, fu eseguito il 25 febbraio 1957 a Parigi dall’otochirurgo francese Charles Eyries, in collaborazione con il fisico medico André Djourno. Da allora il mondo della sordità è cambiato e nel ricordare la bella storia dell’impianto cocleare vogliamo che essa continui!»

25 febbraio 2021: Giornata Internazionale Portatori Impianto Cocleare…La scintilla la innescò alla fine del Settecento un certo Alessandro Volta il quale condusse degli esperimenti sulla stimolazione elettrica con canne metalliche nel canale uditivo, generando una stimolazione simile all’udito…

Oggi, 25 febbraio, è la Giornata Internazionale dei Portatori di Impianto Cocleare (International Cochlear Implant Day), data che coincide con il 64° anniversario dell’impianto cocleare. Il primo intervento al mondo, infatti, fu eseguito il 25 febbraio 1957 a Parigi dall’otochirurgo francese Charles Eyries, in collaborazione con il fisico medico André Djourno.
Il dispositivo impiantato non permetteva di capire il parlato, esso dava solo una sensazione dei suoni ambientali e a causa della generale delusione del paziente venne poi rimosso. L’innovativa operazione svolse comunque il ruolo di apripista, facendo in modo che le ricerche continuassero, finche nel 1972 il professor William House elaborò negli Stati Uniti il primo programma di trattamento della sordità al mondo che utilizzava degli impianti cocleari prodotti su larga scala. Successivamente Cloud-Henri Chouard iniziò in Europa nel 1973 con un programma simile a Parigi e Kurt Burian nel 1975 a Vienna fece altrettanto.

Da allora il mondo della sordità è cambiato. Grazie a questi pionieri che ci hanno permesso di andare oltre le frontiere, grazie alle persone che aderirono e vollero sperimentare, grazie ai medici, chirurghi che hanno creduto, voluto e praticato l’intervento di posizionamento di impianto cocleare in Italia (e nel resto del Mondo), grazie alle ditte che producono il dispositivo, grazie al nostro Servizio Sanitario Nazionale e a chi si è battuto per inserire questo importante ausilio nei LEA (Livelli Essenziali di Assistenza), grazie ai responsabili dei Centri Impianti di riferimento regionale, alle cliniche e alle persone che vi operano, vi lavorano a qualsiasi titolo e si rapportano con professionalità e umanità con chiunque voglia tentare di uscire dal silenzio e ritornare a sentire.
Grazie, infine, alle associazioni, ai familiari, alle persone che non discriminano, alla buona politica e agli amministratori che ascoltano e si muovono per garantire diritti e pari opportunità, grazie a chi non si arrende e non trova nemici in persone che hanno solo il torto di essere in difficoltà.

Ci sarebbero tanti argomenti da affrontare, problemi che in questi tempi di pandemia – ormai è passato più di un anno e ci siamo ancora dentro – sono emersi in maniera critica e non parliamo solo della mascherine. Elencando per titoli: la scuola, l’accessibilità, il lavoro, la sospensione delle attività degli ambulatori, lo slittamento degli interventi chirurgici, il rallentamento delle pratiche negli Uffici di Protesica e la mancata erogazione di richieste per la sostituzione, la riparazione dei processori, per accessori indispensabili, l’impossibilità di seguire il percorso abilitativo e riabilitativo con i controlli, il mappaggio e per chi necessità della terapia logopedica, senza contare – volendo restare al mondo della sordità – della situazione più incomprensibile, cioè la mancata applicazione dei LEA a riguardo gli apparecchi acustici.
Ma è la bella storia dell’impianto cocleare che oggi vogliamo ricordare e che deve continuare!
Senza polemica, c’è chi canta l’inno alla sordità e dice di esserne felice, come APIC (Associazione Portatori Impianto Cocleare), invece, preferiamo altro e ci piace l’idea di poter ricordare che sempre nel 1957, in Italia, alla televisione iniziò il programma Il Musichiere: sembra “archeologia televisiva”, l’impegno era la conquista della spensieratezza e della speranza, anche se non erano anni facili per tutti. Abbiamo adattato qualcosa della sigla di quel programma: Domenica è sempre domenica… e ognuno che lo userà, accendendo al proprio risveglio l’impianto cocleare, potrà avere questi suoni di felicità!

APIC di Torino (Associazione Portatori Impianto Cocleare).

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