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La Strategia Europea per i Diritti delle Persone con Disabilità 2021-2030

Strategia Europea per i Diritti delle Persone con Disabilità 2021-2030 "Union of Equality"

L’immagine scelta per la copertina della nuova Strategia Europea per i Diritti delle Persone con Disabilità 2021-2030 “Union of Equality”

E alla fine, dopo un lungo iter seguito anche dal nostro giornale, è arrivata la Strategia Europea per i Diritti delle Persone con Disabilità 2021-2030 (disponibile integralmente in inglese a questo link, ma ora anche tradotta in italiano), significativamente intitolata Union of Equality (letteralmente “Un’Unione di Uguaglianza”) e l’EDF, il Forum Europeo sulla Disabilità, la accoglie con grande favore, parlando di «“data storica” per il movimento europeo delle persone con disabilità» e di un documento «che delinea proposte e aree di lavoro volte a migliorare le condizioni di vita di cento milioni di persone con disabilità attraverso una concreta attuazione di quanto fissato dalla Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità».

«È molto positivo – si legge in una nota diffusa dal Forum – che la Strategia si basi sulla Convenzione ONU, facendo riferendo alle Raccomandazioni che l’Unione Europea ha ricevuto nel 2015 dal Comitato delle Nazioni Unite sui Diritti delle Persone con Disabilità. Per altro, alcune delle azioni proposte dalla Strategia sono molto concrete e all’insegna di una chiara calendarizzazione; altri obiettivi, invece, sono più ambiziosi e dovranno essere ulteriormente elaborati sotto forma di un piano d’azione, indicando le date-termine per tutte le iniziative, al fine di arrivare auna piena attuazione della Strategia stessa».

Tra i passaggi particolarmente apprezzati dall’EDF, vi è innanzitutto «il riconoscimento della terribile situazione affrontata dalle persone con disabilità a causa della pandemia, nonché le azioni previste a sostegno degli Stati Membri sulla deistituzionalizzazione delle persone con disabilità e il rafforzamento del coordinamento nelle riforme sanitarie a livello nazionale».
Grande evidenza viene data quindi alla proposta di una “Carta della disabilità” a livello dell’Unione Europea, da rendere attiva nel 2023, per facilitare la libera circolazione delle persone con disabilità. E ancora, sempre in vista del 2023, la preparazione di “Percorsi verso la vita indipendente”, da condividere con gli Stati Membri dell’Unione, oltre a una struttura complessiva di qualità, da approntare entro il 2024, per i servizi sociali riguardanti le persone con disabilità e a una concreta iniziativa volta ad aumentare l’occupazione delle persone con disabilità all’interno delle Istituzioni dell’Unione.
Da ultimo, ma non ultimo, un preciso impegno a coinvolgere le organizzazioni di persone con disabilità nell’attuazione della Strategia.

L’EDF non manca poi di sottolineare i vari elementi in linea con le proprie stesse proposte, ma che dovranno essere ulteriormente sviluppati.
«Ad esempio – si legge nella nota del Forum – la creazione entro la fine del 2022 del Centro Risorse AccessibleEU è certamente positiva e tuttavia è inferiore al potenziale che una nuova Agenzia dell’Unione Europea per l’accessibilità avrebbe potuto avere. Ci auguriamo quindi che si lavori per far sì che questo nuovo organismo diventi effettivamente un efficace motore di accessibilità».
Da rendere poi operativa,  tramite una specifica legge del Parlamento e del Consiglio Europeo, è la “Guida alle buone prassi elettorali”, rivolta agli Stati Membri, per garantire entro il 2023 tutti i diritti politici alle persone con disabilità, mentre l’invito rivolto agli Stati stessi, per sbloccare la Direttiva sulla Parità di Trattamento, giacente ormai da tredici anni, viene ritenuto senz’altro ancora pertinente. «Il Covid – commentano a tal proposito dall’EDF – ci ricorda ogni giorno la mancanza di protezione contro la discriminazione che le persone con disabilità devono affrontare in àmbito sanitario. Qui, però, la Strategia non menziona alcun piano alternativo per garantire la non discriminazione in tutta l’Unione Europea nei vari settori».
Quasi conseguente è il successivo rilievo, riguardante il fatto che «nemmeno la situazione specifica delle persone con disabilità che subiscono molteplici forme di discriminazione sulla base, ad esempio, del loro genere, età, orientamento sessuale o origine etnica, viene focalizzata al meglio. Tale questione dovrà quindi essere affrontata attraverso azioni mirate».
Infine, viene accolta con favore anche la creazione della Piattaforma sulla Disabilità, che riunisce organismi responsabili a livello nazionale e dell’Unione Europea, proprio allo scopo di attuare la nuova Strategia. «In tal senso – dichiarano dal Forum – apprezziamo senza riserve l’impegno a nominare dei “Coordinatori della Disabilità” in tutte le Istituzioni e le Agenzie comunitarie, per garantire un’adeguata integrazione della Convenzione ONU e il giusto coordinamento interistituzionale».

Sulla Convenzione ONU, però, il Forum individua una criticità, rispetto alla quale chiede l’istituzione di una specifica “Unità Convenzione”. «Sebbene infatti la Strategia presti attenzione al cosiddetto mainstreaming – si afferma – ovvero all’impegno a fare riferimenti sistematici alla disabilità e alla Convenzione ONU in tutti i settori politici pertinenti o nella formazione del personale sui diritti delle persone con disabilità, senza un rafforzamento delle risorse umane e finanziarie, o senza appunto l’istituzione di una specifica “Unità Convenzione”, diventa difficile capire come si possa raggiungere tale obiettivo».

Nel ringraziare in particolare la Commissaria Europea per l’Uguaglianza e la Parità di Genere Helena Dalli, «per il suo ruolo determinante nel trasformare in realtà questa Strategia, grazie al rigoroso approccio e all’ascolto delle organizzazioni di persone con disabilità», Yannis Vardakastanis, presidente dell’EDF, commenta: «Siamo all’inizio di un percorso decisivo, di cui esamineremo ogni passo, lavorando per assicurare l’attuazione della Strategia in linea con la Convenzione ONU e sollevando nuove discussioni, quando esse di volta in volta sorgeranno. Di fronte infatti ad eventuali lacune e carenze, è nostro dovere evidenziarle e avviare campagne per azioni più forti a livello sia dell’Unione Europea che dei singoli Stati. Per dare forma alle nuove iniziative e alle strutture previste dalla Strategia, in modo tale che esse diventino inclusive e di impatto, sarà sempre necessario da una parte coinvolgere pienamente e in modo sostanziale le organizzazioni di persone con disabilità, dall’altra stanziare adeguate risorse umane e finanziarie».

«Questo nostro lavoro – conclude Vardakastanis, con parole decisamente significative – non potrà dirsi realizzato se ancora milioni di cittadini europei con disabilità resteranno a casa in attesa di un vaccino contro il Covid, se milioni di loro continueranno ad essere rinchiusi in strutture segreganti, se la disabilità continuerà ad essere al tempo stesso causa ed effetto di povertà ed esclusione, se non affronteremo, giorno dopo giorno, la discriminazione e la negazione dei nostri diritti, se tante persone con disabilità non potranno ancora esercitare il loro diritto di voto, se non potranno circolare liberamente in un’Europa senza barriere e se non potranno vivere dove e con chi vorranno, con un sostegno adeguato. Alla luce di tutto ciò, credo che mai prima d’ora il nostro lavoro per costruire una vera Europa dell’uguaglianza sia stato più urgente». (Stefano Borgato)

Ricordiamo ancora il link al quale è disponibile (in italiano) la nuova Strategia Europea per i Diritti delle Persone con Disabilità 2021-2030 Union of Equality. A quest’altro link ne è disponibile anche la versione Easy to Read (facile da leggere e da comprendere”).