Vaccini e disabilità: bene la risposta del Ministero, ora tocca alle Regioni

Soddisfazione viene espressa dalla FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap) per la risposta ricevuta dal Ministero della Salute alle varie richieste di chiarimenti prodotte in questi mesi sulla priorità delle vaccinazioni anti-Covid per le persone con disabilità. Ora la Federazione sposta l’attenzione su quella che è stata definita come «la disordinata campagna vaccinale delle diverse Regioni italiane», chiedendo questa volta alle Regioni stesse «di adeguarsi ai dettami ministeriali»

Come avevamo riferito anche sulle nostre pagine, la FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap) aveva chiesto più volte, in qusti mesi, chiarezza sulle vaccinazioni anti-Covid per le persone con disabilità, a partire da una lettera di inizio dicembre, inviata congiuntamente all’altra Federazione FAND (Federazione tra le Associazioni Nazionali delle Persone con Disabilità) al ministro della Salute Speranza, in cui veniva espressa l’istanza di avere «con urgenza e certezza la garanzia e il pieno accesso alle cure e alla salute in condizione di sicurezza ed agibilità anche rispetto alle differenti disabilità, a partire dai futuri vaccini che dovranno essere garantiti per tutte le persone con disabilità e alle persone con quadri clinici di particolare rischio, e non solo per coloro che si trovano in stato di ricovero, nel rispetto della loro libertà di scelta individuale e di quella delle loro famiglie».
Successivamente, agli inizi di febbraio, dopo la rimodulazione da parte del Ministero della Salute del Piano Vaccinale Nazionale, a margine della Conferenza Stato-Regioni, la FISH aveva paventato il rischio concreto che «molte persone con disabilità restassero fuori dalle previsioni contenute in quel documento», riferendosi cioè «a buona parte di coloro che non sono ricoverati nelle RSA (Residenze Sanitarie Assistenziali) o nelle RSD (Residenze Sanitarie Disabili), pur trattandosi di persone che a prescindere dalla loro condizione di salute, sono tra quelle maggiormente a rischio di essere contagiate e al tempo stesso di contagiarne altre, data l’impossibilità, appunto, di assicurare il distanziamento fisico».
A tal proposito la Federazione era tornata a chiedere chiarimenti alle Istituzioni sulla possibilità che tutte le persone con disabilità, a prescindere dalla gravità della loro condizione, avessero la priorità tra quelle da vaccinare con urgenza, appellandosi questa volta anche al presidente della Repubblica Mattarella.

A tali istanze è arrivata ora la risposta del Ministero della Salute, con la precisazione e la rassicurazione che «una volta completata la vaccinazione del personale sanitario, del personale operante e degli ospiti nelle strutture residenziali assistite e delle persone con età superiore agli 80 anni, nell’ottica di rispetto dei principi di equità e di protezione della fragilità, si procederà a dare priorità ad alcune categorie di cittadini affetti da specifiche patologie valutate come particolarmente critiche». Secondo la FISH, come si legge in una nota, questo comporta «il riconoscimento, da parte del Ministero della Salute, che ai soggetti affetti da disabilità fisica, sensoriale, intellettiva e psichica corrispondenti ai portatori di handicap gravi ai sensi dell’articolo 3, comma 3, della Legge 104/92, in quanto riconosciute situazioni di gravità, si determinano priorità nei programmi e negli interventi dei servizi pubblici».

Nel dichiararsi dunque «soddisfatta per questo risultato, dopo le azioni di pressione svolte in questi mesi», la Federazione lancia tuttavia un ulteriore allarme «su quella che è stata definita come “la disordinata campagna vaccinale delle diverse Regioni italiane”, che attuando una differenziazione per patologie, rischia di generare una vera e propria “guerra tra poveri”».
È dunque su questo che ora chiede chiarezza la Federazione, «perché effettivamente – si legge nella nota – gli Enti Locali stanno procedendo in ordine sparso, senza attenersi strettamente alle indicazioni ministeriali. In alcune Regioni, infatti, si riconosce il diritto alla priorità per le vaccinazioni solo a coloro che necessitano permanentemente di assistenza continuativa e monitoraggio, mentre in altre, come la Sardegna, la vaccinazione di persone con disabilità, malattie croniche e non autosufficienza è stata rimandata per mancanza di vaccini. O ancora la Campania, dove si è rimasti alle dichiarazioni di intenti».
«Torniamo dunque a chiedere chiarimenti – concludono dalla FISH – e stavolta ci rivolgiamo alle Regioni, per far sì che si adeguino ai dettami ministeriali». (S.B.)

Per ulteriori informazioni e approfondimenti: ufficiostampa@fishonlus.it (Gaetano De Monte).

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