E c’è chi dice: vaccinare prima i lavoratori utili, solo poi i disabili gravi…

In Piemonte una donna con una grave malattia neuromuscolare si è sentita dire dal proprio medico di base che «le persone con disabilità non dovrebbero essere vaccinate per il Covid prima dei lavoratori cosiddetti utili allo Stato»… Una comunicazione difficile da commentare, che però costituisce un altro piccolo, grande segnale di quella che è stata anche definita come «la disordinata campagna vaccinale delle diverse Regioni italiane» e che stiamo via via documentando anche sul nostro giornale, tra disguidi e disagi creati alle persone con disabilità e ai loro caregiver

Uomo con le mani sul volto, in espressione di profondo sconfortoTania Bocchino è una donna con la SMA (atrofia muscolare spinale), la grave malattia neuromuscolare caratterizzata dalla progressiva perdita delle capacità motorie e qualche giorno fa ha scritto queste parole sulla testata «La Voce»: «Questa mattina, quando ho telefonato al mio medico curante per poter aderire alla vaccinazione – così come previsto dalla Regione Piemonte, secondo cui i disabili gravi avrebbero dovuto effettuare la pre adesione tramite il medico di base – mi sono sentita dire che noi (leggi disabili) non dovremmo essere vaccinati prima dei lavoratori cosiddetti utili allo Stato». «Poi – prosegue – ha rincarato la dose suggerendomi di cambiare medico qualora mi fossi sentita a disagio con la sua opinione. Per cercare di calmare le acque, le ho proposto di risentirci in un momento in cui fosse più tranquilla, ma per tutta risposta mi sono sentita urlare le stesse affermazioni di cui sopra: “Se non vaccinano prima gli operai e i lavoratori utili, il nostro Paese si rovescerà su se stesso!”».

Sono parole, quelle pronunciate dal medico curante e riferite da Tania Bocchino, ben difficili da commentare, al di là delle eventuali azioni che voglia intraprendere la protagonista, suo malgrado, di quell’incresciosa comunicazione.
Al di là poi della stessa brutta vicenda, crediamo di poter leggere in essa un altro piccolo, grande segnale di quella che è stata anche definita come «la disordinata campagna vaccinale delle diverse Regioni italiane» e che in questi giorni stiamo via via documentando, tra disguidi e disagi creati anche alle persone con disabilità e ai loro caregiver.

«Proprio perché avremmo voluto che fatti del genere non si verificassero – commenta dal canto suo Vincenzo Falabella, presidente della FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap) – abbiamo attenzionato da subito, a livello nazionale, il tema dei vaccini. Vi è infatti tuttora un gran caos nelle Regioni e riteniamo si debba intervenire quanto prima per evitare il ripetersi di situazioni come quella denunciata da Tania Bocchino, che sono pregiudizievoli per le tante persone con disabilità e per le loro famiglie».
«Dal canto nostro – conclude Falabella – continueremo a far nostre queste denunce, per monitorare e sollecitare le Regioni ad adeguarsi al Piano Vaccinale Nazionale senza alcun distinguo di sorta». (S.B.)

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