- Superando.it - http://www.superando.it -

Le mie linee guida per le persone ultrafragili

Antico disegno di bambinaNel bel tempo andato le favole iniziavano con le parole “c’era una volta”, evocando un mondo magico che affascinava l’immaginazione dei più piccoli.
La bambina di questa storia – che però è una storia vera, sia pure con la “s” minuscola -, va a scuola in prima elementare e contrae il Covid senza particolari sintomi, venendo riscontrata positiva ad un controllo casuale. Dopo un paio di mesi, un’insegnante della sua classe una domenica si sente male e ha molti sintomi tipici dell’infezione da Covid, diagnosi poi confermata da tampone.
I genitori degli alunni di quella classe quattro giorni dopo – ovvero il “tempo burocratico” tra il manifestarsi della patologia e l’attuazione della prima misura precauzionale anticontagio – vengono invitati a “prelevare” i figli da scuola entro 45 minuti. La bimba di cui sopra aveva contratto il Covid per la seconda volta, a pochi mesi di distanza dalla prima.
Una sua compagna di classe che sino alla settimana precedente era a casa in didattica a distanza, per evitare rischi di contagio per un familiare estremamente fragile, contrae “beffardamente” il virus e contagia la madre, benché già vaccinata con due dosi di Pfizer, il padre e il fratellino. Padre e madre hanno sintomi di media entità, il fratellino è asintomatico. Naturalmente sono tutti in quarantena domiciliare dichiarata.
La zia – persona con disabilità gravissima – momentaneamente è salva dal contagio, perché non è coabitante, ma contigua di abitazione, e perché prudenzialmente erano stati interrotti i contatti diretti da quando era ripresa la frequenza scolastica.

Da questa storia vera non si può trarre una morale, tipica delle favole, e tuttavia è possibile, scusandomi per la presunzione, indicare delle linee guida comportamentali ad uso di persone particolarmente fragili.
1) Fate l’inferno, cioè fatelo provare a chi di competenza, affinché la persona fragilissima sia vaccinata subito – è un fatto grave se non lo sia ancora stata – al suo domicilio o nell’Hub più vicino con tutte le garanzie di sicurezza. Di solito, per motivi organizzativi e di urgenza, si fa prima in un Hub.
2) Naturalmente, ma questo è già previsto, il vaccino deve essere Pfizer o Moderna, perché per la seconda dose bisogna attendere tre settimane e non due mesi come con l’AstraZeneca.
3) Almeno un caregiver ha diritto ad essere vaccinato contestualmente alla persona che assiste.
4) Siate ottimisti ma realisti: il vaccino , qualsiasi vaccino attualmente usato, mette al sicuro dalle complicanze più gravi della malattia, ma non garantisce immunità assoluta dal contagio o dal contagiare. L’immunità indotta dal vaccino, infatti, non è “a vita”, come ad esempio quella del morbillo, ma ha una validità variabile da pochi mesi a un anno, secondo studi in continuo aggiornamento.
5) Adottiamo/adottate, quindi, le consuete misure protettive anche da vaccinati: igiene accurata e ripetuta delle mani, mascherina ffp2 e distanziamento di almeno due metri. Se avete in casa una persona fragile, portate sempre la mascherina anche in casa.
6) Il futuro è incerto: le pur necessarie riaperture comportano un aumento del rischio difficilmente calcolabile; le varianti sudafricana e brasiliana sono resistenti ai vaccini attuali, gli studi sulla possibilità di vaccinare i bambini sono stati sospesi.
7) Secondo alcuni bisognerebbe assicurarsi anche la protezione del Dio in cui credete o della Dea Fortuna. Per le varianti “cattive”, possono essere utili i Santi “specializzati”: San Gennaro, Santi Cosma e Damiano ecc.

La forma ironica che trasuda da questo testo, malgrado la serietà del tema trattato, ha impedito un insidioso scivolamento dell’autore verso una sindrome ansioso/depressiva…

Caregiver e componente della Federazione Italiana ABC (Associazione Bambini Cerebrolesi) (abcliguria@gmail.com).