Persone fragili? Vi vacciniamo di notte (e anche i “sordomuti”)!

«Vaccineremo dalle 22 alle 6 del mattino ipoacusici, sordomuti, ciechi civili, autistici tra i 60 e i 79 anni»: così recita una dichiarazione ufficiale prodotta nel sito della Regione Basilicata. «Quindi alle persone fragili – denunciano le Federazioni FISH e FAND della Regione – si dà la possibilità di vaccinarsi di notte! Proprio una grande attenzione alle loro condizioni! Per non parlare dell’uso di termini come “sordomuto”, cancellato 15 anni fa per legge!». «Le persone con disabilità e le loro famiglie meritano ben altro rispetto», sottolinea il presidente nazionale della FISH Falabella

Uomo disperato, con le mani sulla faccia«Dopo il successo organizzativo dell’Open day Astrazeneca che ha fatto parlare a livello nazionale del “modello Basilicata”, ASM di Matera [Azienda Sanitaria Locale di Matera, N.d.R.] organizza Astranight: l’8 maggio dalle ore 22.00 alle ore 06.00 del mattino, presso la Tenda di Matera, verranno vaccinate solo con Astrazeneca 750 persone (munite di numerino da prendere all’ingresso della tenda) che rientrano nella fascia d’età 60-79 anni. Saranno inoltre vaccinati prioritariamente anche ipoacusici, sordomuti, ciechi civili, autistici, sempre nella medesima fascia d’età. L’accesso avverrà tramite numerazione, fino a un massimo di 750 accessi. La realizzazione di questo evento sarà possibile grazie alla volontà del Commissario straordinario Sabrina Pulvirenti e alla disponibilità che hanno dato medici, infermieri e personale amministrativo di vaccinare ad un orario insolito».
«Dalle 22 alle 6 del mattino»? Anche i «sordomuti»? (Termine che da quindici anni è stato eliminato «in tutte le disposizioni legislative vigenti e sostituito con l’espressione “sordo”» dalla Legge 95/06?). Si stenta a crederlo, eppure sono dichiarazioni ufficiali del presidente della Regione Basilicata Vito Bardi, prodotte nel sito della Regione stessa.

Non hanno tardato a far sentire la loro reazione indignata la FISH Basilicata (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap) e la FAND Basilicata (Federazione tra le Associazioni Nazionali delle Persone con Disabilità), che in una nota firmata dalle rispettivi presidenti Carmela De Vivo e Maria Buoncristiano, scrivono: «Quindi alle persone fragili si decide di dare la possibilità di vaccinarsi di notte! Proprio una grande attenzione alle loro condizioni! Le Associazioni che si occupano di persone con disturbi dello spettro autistico hanno chiesto più volte di prevedere percorsi accoglienti e condivisi, con operatori specializzati, per le loro caratteristiche di soggetti non collaboranti, con difficoltà di adattamento a luoghi sconosciuti e la poca tolleranza a tempi di attesa. La risposta è uno spazio notturno!».

Per quanto poi riguarda la questione del linguaggio, le Federazioni sottolineano che «la terminologia utilizzata nel post di lancio dell’iniziativa è perlomeno obsoleta: il termine “sordomuto” è stato cancellato con la Legge 95 del 2006 (articolo 1) e sostituito con il termine “sordo”, così come da tempo si parla correttamente di persone con disturbi dello spettro autistico. Non è una questione di termini, ma dietro un uso poco corretto delle parole si cela spesso un mancato rispetto delle persone».

«Chiediamo quindi – concludono FISH e FAND Basilicata – che le persone con fragilità, di qualsiasi età, vengano vaccinate nei tempi e negli spazi adeguati, anche perché a tutt’oggi, purtroppo, ci pervengono molte segnalazioni di persone che, pur essendo da considerare prioritarie a causa delle loro patologie, stanno ancora aspettando di essere vaccinate. E questa situazione è ancora più problematica per chi ha chiesto di essere vaccinato a domicilio: nonostante, infatti, le continue sollecitazioni, non vi è ancora una calendarizzazione. Aumentare il numero delle persone vaccinate è un giusto obiettivo che condividiamo. Per raggiungerlo, però, non servono “iniziative spot”: è necessario invece aumentare i punti vaccinali e coinvolgere maggiormente i medici di famiglia».

Non usa mezzi termini nemmeno il presidente nazionale della FISH Vincenzo Falabella, che ritiene «irricevibile» il messaggio diffuso dalla Regione Basilicata, ricordando che «le persone con disabilità e le loro famiglie meritano ben altro rispetto». Senza dimenticare l’uso di un linguaggio, da parte di Amministrazioni Pubbliche e Istituzioni Sanitarie, «che arretra di anni la cultura del nostro Paese».

Si terrà dunque conto di quanto denunciato? Attendiamo risposte. (S.B.)

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