Roma: il contributo per la disabilità gravissima e un documento non necessario

«Pur essendo già in giugno – scrivono Stella Di Domenico e Pamela Pompei del Gruppo Facebook “X Cerchio Caregivers: gli Esclusi” – a molti caregiver che hanno fatto regolarmente domanda di rinnovo, non è ancora stato erogato il contributo sulla disabilità gravissima di Roma Capitale e nemmeno per coloro che hanno presentato per la prima volta la domanda, vi è traccia del contributo. A tutto ciò si aggiunge che alcuni Municipi romani, prima di rinnovare il contributo, chiedono alle famiglie la compilazione di un documento non necessario, a meno che non siano mutate le condizioni»

Assistenza a una persona con disabilità grave

Una caregiver familiare assiste una persona con disabilità grave

Siamo dunque arrivati al mese di giugno ma a molti caregiver della Capitale che hanno fatto regolarmente domanda di rinnovo, ancora oggi non è stato erogato il contributo sulla disabilità gravissima di Roma Capitale che permette loro di prendersi cura del proprio caro, nonostante il diritto alla continuità assistenziale. Inoltre, anche per coloro che hanno presentato per la prima volta la domanda in questo 2021, non vi è traccia del contributo, pur essendo presenti nella lista degli aventi diritto!
A tutto ciò si aggiunge un fatto particolarmente “bizzarro” poiché alcuni Municipi romani, prima di rinnovare il contributo, chiedono alle famiglie la compilazione del PAI (Piano Assistenziale Individualizzato).
Il PAI, come espresso nella Deliberazione n. 344/20 della Giunta Capitolina (pagina 13) deve essere compilato soltanto la prima volta che si presenta la domanda e in caso di variazione delle condizioni socio-sanitarie, assistenziali, ambientali ed economiche. Infatti, nel sito del Comune di Roma (Sezione Rinnovo delle domande), non è presente un riferimento al PAI, ma ad una dichiarazione di mantenimento delle condizioni che viene prontamente firmata e inviata insieme a tutta la documentazione richiesta per il rinnovo della domanda. Né se ne fa menzione nella Deliberazione di Giunta Regionale n. 395/20 (Aggiornamento linee guida regionali per la programmazione territoriale delle prestazioni assistenziali domiciliari in favore degli utenti in condizione di disabilità gravissima).

Il PAI, dunque, dev’essere redatto prima che sia pubblicata la graduatoria/lista/elenco unico cittadino, dato che l’inserimento configura il riconoscimento della titolarità del diritto di quell’utente a ricevere il contributo. Questo è quanto risulta espressamente stabilito nelle due citate Deliberazioni di Giunta Capitolina 344/20 e 395/20. L’elenco unico cittadino comprende quindi gli utenti che hanno diritto a percepire il contributo poiché esso viene erogato con le modalità di cui sopra e nel momento in cui l’utente si trova inserito nella graduatoria, si presuppone che il PAI sia stato già elaborato. Pertanto, nell’attuale mese di giugno 2021, i Municipi non possono convocare gli utenti per il contributo del 2021 previa redazione del PAI dell’anno stesso.

Il paradosso di questa vicenda è che ci sono utenti che si trovano nell’elenco unico cittadino in una posizione entro le prime 1.500 e ad oggi non è stato erogato loro il contributo, pur trattandosi di un rinnovo, proprio a causa della nuova redazione del PAI che, va ribadito, non è necessario se le condizioni non sono mutate. Si tratta, quindi, di una condotta del tutto illecita, senza contare che la modulistica per il rinnovo varia sempre a seconda dei Municipi, non essendo presente un modello unico da compilare, stilato dal Comune di Roma.

È quanto meno necessario, dunque, che il Dipartimento Politiche Sociali del Comune di Roma invii una nota ai Municipi, chiarendo una volta per tutte che per il rinnovo dei contributi non va richiesto il PAI se il richiedente mantiene le medesime condizioni dell’anno precedente e che la modulistica per tale rinnovo sia uguale per tutti i Municipi di Roma Capitale.

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