Vivere in modo indipendente, essere inclusi nella comunità

«Gli Stati dovrebbero promuovere con forza il processo di deistituzionalizzazione e coinvolgere le organizzazioni di persone con disabilità in tutte le discussioni che hanno un impatto sui diritti di tali persone. Inoltre, per una piena vita indipendente, devono essere accessibili non solo gli alloggi, ma anche l’ambiente comunitario circostante»: lo ha dichiarato l’attivista finlandese con disabilità Pirkko Mahlamäki, durante una tavola rotonda dedicata alla vita indipendente, evento collaterale della recente 14^ Sessione della Conferenza degli Stati Parti sulla Convenzione ONU

Pirkko Mahlamäki

Pirkko Mahlamäki, segretaria generale del Forum Finlandese sulla Disabilità, componente dell’Esecutivo dell’EDF, il Forum Europeo sulla Disabilità, nonché dell’EWL, la Lobby Europea delle Donne

Numerosi sono stati gli eventi collaterali a fianco della recente 14^ Sessione della Conferenza degli Stati Parti che monitora l’attuazione nel mondo della Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità.
Tra gli altri si è svolta anche la tavola rotonda sul tema Vivere in modo indipendente, essere inclusi nella comunità (Living Independently, Being Included in the Community), cui hanno partecipato Pirkko Mahlamäki, segretaria generale del Forum Finlandese sulla Disabilità, componente dell’Esecutivo dell’EDF, il Forum Europeo sulla Disabilità, nonché dell’EWL, la Lobby Europea delle Donne. Insieme a lei sono intervenuti Haidi Zang, presidente della Federazione Cinese delle Persone con Disabilità e presidente di Rehabilitation International; l’ecuadoriano Xavier Torres, consigliere del proprio Governo sulla Disabilità e sulle Persone Anziane, oltreché presidente del proprio Consiglio Nazionale per l’Uguaglianza delle Persone con Disabilità; la spagnola Alarcos Cieza, coordinatrice del Gruppo di Lavoro sulla Disabilità nell’Organizzazione Mondiale della Sanità; il peruviano Alberto Vásquez Encalada, presidente dell’organizzazione Sociedad y Discapacidad.

Particolarmente significative le parole pronunciate da Mahlamäki che ha sottolineato come «le persone con disabilità in Europa continuino ad essere escluse dalla società a causa di molteplici barriere quali la mancanza di alloggi accessibili, di servizi di supporto, una limitata indennità di disabilità e una perdurante cultura dell’istituzionalizzazione». Su quest’ultimo punto ha aggiunto che «sono i bambini e le bambine con disabilità ad avere maggiori probabilità di essere collocati in un istituto e di rimanervi per la maggior parte della loro vita».
L’attivista finlandese ha dichiarato quindi che gli Stati dovrebbero promuovere con forza il processo di deistituzionalizzazione, oltreché coinvolgere le organizzazioni di persone con disabilità in tutte le discussioni che hanno un impatto sui diritti delle persone con disabilità, a partire da quelle sui cambiamenti climatici e sulla ripresa dopo la pandemia. «Ciò che ad esempio non è successo in Europa – ha affermato – quando i vari Paesi hanno sviluppato i propri piani di recupero dall’emergenza Covid».

Sul tema, infine, della realizzazione di una piena vita indipendente, Mahlamäki ha evidenziato l’importanza che «non solo l’alloggio sia accessibile, ma che lo sia anche l’ambiente comunitario circostante, «perché vivere in autonomia nella comunità – ha concluso – è altrettanto cruciale per la realizzazione della piena partecipazione». (S.B.)

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