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Responsabili dell’accessibilità fisica e di quella dei contenuti in vari Musei

ANFFAS Cremona, progetto "Ci sei nei musei?"

Una persona dell’ANFFAS di Cremona durante una delle visite guidate in uno dei Musei della città lombarda

«Siamo particolarmente orgogliosi,  perché questa iniziativa punta non solo sull’accessibilità fisica, ma anche e soprattutto sull’accessibilità dei contenuti, riuscendo al tempo stesso a mettere la persona con disabilità non più come semplice “fruittore/consumatore”, ma come responsabile della gestione dei contenuti stessi»: così Dario Garzarón Calderero dell’ANFFAS di Cremona (Associazione Nazionale Famiglie di Persone con Disabilità Intellettiva e/o Relazionale), aveva parlato, sulle nostre pagine, di Ci sei nei musei?, intelligente progetto avviato nel 2018 dall’Associazione lombarda, in occasione di una mostra al Museo Civico Ala Ponzone, realizzando una guida in formato Easy to Read (“facile da leggere”), con la collaborazione delle persone con disabilità dell’Associazione stessa, resesi anche disponibili a fare da ciceroni nel corso di alcune visite guidate.

Ora quell’iniziativa – che nel corso degli anni ha messo a disposizione dei visitatori documenti in linguaggio facile da leggere e da capire anche presso il Museo Archeologico San Lorenzo e il Museo del Violino di Cremona e nel Museo Popoli e Culture di Milano, e che ha conseguito nel 2019 un meritato riconoscimento dal Centro Studi Cultura e Società di Torino – arriva anche al Museo Diocesano di Cremona, grazie a un finanziamento nel quadro del bando Cultura Partecipata 2021 promosso dal Comune di Cremona.
«Il Museo Diocesano della nostra città – spiegano dall’ANFFAS di Cremona -, che aprirà le porte nei prossimi mesi, si aggiungerà così agli altri musei che in passato hanno collaborato al nostro progetto, rendendo la nostra città un punto di riferimento per l’accessibilità cognitiva nel settore culturale. La messa a disposizione, infatti, di materiale esplicativo realizzato in linguaggio facile da leggere e da capire, con la partecipazione attiva di persone con e senza disabilità intellettive, vuole far sì che oltre all’attenzione all’abbattimento delle barriere architettoniche, gli spazi museali italiani si dotino di documentazione informativa e didattica in un formato che possa eliminare le barriere comunicative, cosiddette “invisibili”. Si tratta quindi di una nuova opportunità per rendere il patrimonio culturale della città di Cremona accessibile a più persone, valorizzando la sua importanza e riconsegnando ai musei il valore per la comunità che lungo la storia hanno sempre avuto». (S.B.)

Per ogni ulteriore informazione e approfondimento: Darío Garzarón Calderero (info@paolomorbianffas.it).