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Gli elementi su cui costruire nuove politiche di welfare

Immagine della locandina della terza Conferenza Regionale dell'Emilia Romagna sull'Inclusione delle Persone con Disabilità (Bologna, 18-19 giugno 2018)

Realizzazione grafica elaborata in occasione di un evento dedicato all’inclusione delle persone con disabilità

«L’eliminazione delle barriere alla partecipazione sociale e la promozione di contesti inclusivi devono rappresentare gli obiettivi imprescindibili delle nuove politiche del welfare»: è stata questa, in sintesi, la richiesta prioritaria avanzata da Nazaro Pagano, presidente dell’ANMIC (Associazione Nazionale Mutilati e Invalidi Civili), a conclusione della Terza Conferenza Nazionale dei Quadri Dirigenti  di tale Associazione, già presentata sulle nostre pagine.
«Il superamento del modello basato sulla soddisfazione di bisogni standardizzati – ha proseguito Pagano – deve evolvere verso un sistema in grado di garantire ad ognuno di poter godere dei necessari sostegni personalizzati. Il progetto di vita individuale, corredato di un apposito budget di progetto, deve tenere prioritariamente conto di desideri, aspettative e scelte delle persone con disabilità e garantire di poter vivere, nei vari contesti di vita, nel modo più autonomo ed indipendente possibile. La personalizzazione dei sostegni va poi centrata sulla valorizzazione e sul potenziamento delle abilità possedute, anche avvalendosi delle risorse socio-sanitarie disponibili sul territorio. È in questa direzione che il welfare italiano deve trasformarsi in un welfare di inclusione e prossimità, integrando le competenze nazionali e regionali».

Per quanto concerne il tema del diritto alla partecipazione, il Presidente dell’ANMIC ha sottolineato innanzitutto come debbano essere superate «le attuali diseguaglianze e discriminazioni, spesso create dalla società, che disabilita le persone considerate “indesiderabili”, creando vulnerabilità e limitazioni. L’approccio non discriminatorio, tutelato dalle leggi italiane e internazionali, è alla base di tutte le nostre proposte, per garantire equità, uguaglianza di opportunità e piena cittadinanza. A tal proposito, l’attuale sistema dei servizi di welfare appare inadatto a dare risposte adattabili alle persone con disabilità. Occorre dunque investire da subito in un’azione sociale che tenga conto di una serie di elementi».

«Lotta alla segregazione e relativo supporto alla domiciliarità, tramite il Fondo per la Non Autosufficienza; supporto ai caregiver familiari, per consentir loro di operare all’interno di un sistema integrato di interventi e servizi di sostegno; necessità di organizzare gli interventi mirati a percorsi di vita indipendente, tramite il relativo Fondo; definizione di Piani Nazionali che avviino processi di deistituzionalizzazione; sostegni, infine, che garantiscano la scelta di dove, come e con chi vivere, anche in modo supportato, “Durante e Dopo di Noi”»: questi gli elementi sottolineati da Pagano su cui investire, oltre a una «nuova definizione normativa della disabilità, alla revisione dei LEA sanitari (Livelli Essenziali di Assistenza), alla definizione e all’adozione dei LEP Sociali (Livelli Essenziali di Prestazione), anche tramite la ricomposizione complessiva della spesa occorrente in capo ad un capiente Fondo Nazionale, tale da rispondere al fabbisogno della generalità delle persone con disabilità e non autosufficienti».

Si è soffermato anche sul tema del lavoro, il Presidente dell’ANMIC, ritenendo «prioritaria la definizione di percorsi di concreta inclusione nel mondo del lavoro, completando riforme e interventi previsti dal Programma governativo per l’attuazione dei diritti delle persone con disabilità [secondo Programma di Azione biennale per la promozione dei diritti e l’integrazione delle persone con disabilità: DPR del 12 ottobre 2017, N.d.R.] e prorogando, consolidando e strutturando gli istituti e le soluzioni sperimentate durante il periodo emergenziale, atte a garantire il reale accesso e mantenimento dell’occupazione, nonché la garanzia del pieno godimento del diritto ai percorsi di inclusione scolastica».
E da ultimo, ma non ultimo, secondo Pagano «non può venir meno il sostegno anche ai servizi semiresidenziali e residenziali, il cui sistema rischia ormai in pochi mesi di crollare e di lasciare centinaia di migliaia di persone con disabilità, soprattutto grave e non autosufficiente, prive di protezione». (S.B.)

Per ulteriori informazioni e approfondimenti: Bernadette Golisano (tempinuovi.bg@tiscali.it).