Quella tragedia in una struttura residenziale della Germania

Durante le alluvioni di luglio nell’Europa centrale, che hanno causato quasi 200 vittime, 12 di queste erano persone con disabilità di una struttura residenziale tedesca. Una tragedia che secondo il presidente del Forum Europeo sulla Disabilità Vardakastanis è «un’ulteriore prova del rischio sproporzionato cui le persone con disabilità sono esposte a causa delle politiche di istituzionalizzazione» e «un altro promemoria del fatto che esse vanno coinvolte nei processi decisionali in materia di protezione sociale, riduzione del rischio di catastrofi e strategie di risposta alle emergenze»

Sinzig, Germaqni, alluvione del luglio 2021

Un’immagine di Sinzig dopo la catastrofica alluvione del luglio scorso. In una struttura residenziale della città tedesca hanno perso la vita dodici persone con disabilità

«Di notte, nel giro di pochi istanti, l’acqua è penetrata nell’edificio ed è arrivata al soffitto senza lasciare scampo, provocando una strage nel centro disabili e uccidendo dodici ospiti»: è questa la terribile notizia letta alla metà di luglio, durante le catastrofiche alluvioni che hanno causato quasi duecento vittime soprattutto in Germania, ma anche in Belgio e nei Paesi Bassi.

La morte delle dodici persone con disabilità che vivevano in una struttura residenziale di Sinzig, città tedesca della Renania-Palatinato, ha provocato, tra gli altri, lo sgomento da parte dell’EDF, il Forum Europeo sulla Disabilità, il cui presidente Yannis Vardakastanis non si è limitato ad esprimere il doveroso cordoglio a tutte le persone colpite dall’alluvione. «La politica continua di istituzionalizzazione delle persone con disabilità – ha voluto infatti sottolineare – è una violazione dei diritti umani contro la quale siamo costantemente impegnati. Oltre infatti a un’ulteriore prova del rischio sproporzionato cui le persone con disabilità sono esposte a causa di tali politiche, la devastante notizia proveniente dalla città tedesca di Sinzig è un altro promemoria del fatto che le organizzazioni rappresentative delle persone con disabilità devono essere significativamente coinvolte in tutti i processi decisionali in materia di protezione sociale, riduzione del rischio di catastrofi e strategie di risposta alle emergenze».
«Per evitare che tragedie del genere non si verifichino più in futuro – ha concluso – continueremo a lavorare per essere in futuro pienamente inclusi nella pianificazione della gestione dei disastri».

Sono parole, quelle del Presidente dell’EDF, che richiamano quanto ad esempio già scrivevamo poco più di un anno fa su queste stesse pagine, a proposito di quanto emerso con chiarezza a Ginevra, durante la 44^ Sessione del Consiglio dei Diritti Umani delle Nazioni Unite, ovvero che i pesanti effetti del cambiamento climatico in corso nel nostro pianeta si distribuiscono seguendo i medesimi modelli di disuguaglianza già presenti nella società, rendendo quindi ancora una volta le persone con disabilità vittime di discriminazioni multiple e intersezionali, “vulnerabili tra le vulnerabili”. Da qui l’esigenza, che oggi Vardakastanis torna a sottolineare, di coinvolgere direttamente le stesse persone con disabilità e le organizzazioni che le rappresentano in ogni azione volta a combattere gli stessi cambiamenti climatici.
Parole che tuttavia, a quanto pare, sono rimaste tali anche questa volta, causando l’ennesima tragedia, una tragedia, in questo caso, che tocca direttamente anche il tema dell’istituzionalizzazione. (Stefano Borgato)

Per approfondire ulteriormente la materia delle persone con disabilità di fronte ai vari tipi di emergenze, è possibile accedere al nostro testo intitolato Soccorrere tutti significa soccorrere meglio (a questo link), al cui fianco vi è il lungo elenco dei contributi da noi pubblicati in questi anni, riguardanti anche l’impatto dei cambiamenti climatici.

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