Tanti atleti e atlete che coronano il duro lavoro di anni

Non “eroi della disabilità”, ma atleti e atleti che coronano anni di duro lavoro, reso ancora più complicato dall’emergenza sanitaria e sociale: sono i “medagliati” delle Paralimpiadi di Tokyo, ma anche tutti gli altri e le altre che, pur non salendo sul podio, si impegnano al massimo delle loro possibilità nelle varie discipline. Dal canto suo, l’Italia è ottava nel medagliere generale (10 ori, 10 argenti e 11 bronzi), con i trionfi che continuano ad arrivare dal nuoto, pure mentre scriviamo, ma con grandi risultati anche in altre discipline (scherma, triathlon, judo, tiro e tiro con l’arco)

AQnna Barbaro e Charlotte Bonin

Anna Barbaro ha vinto la medaglia d’argento alle Paralimpiadi di Tokyo, in una specialità dura come il triathlon, insieme alla sua guida Charlotte Bonin

Ci eravamo lasciati venerdì 27 con 13 medaglie vinte complessivamente dagli Azzurri e dalle Azzurre alle Paralimpiadi in corso di svolgimento a Tokyo, medaglie vinte da quelli e quelle che, come è stato scritto anche su queste pagine, non sono affatto “eroi della disabilità”, ma atleti e atleti che coronano anni di duro lavoro, reso ancora più complicato dall’emergenza sanitaria e sociale di questi due anni. Oggi, 30 agosto, le medaglie sono diventate ben 31, collocando l’Italia all’ottavo posto del medagliere generale (10 ori, 10 argenti e 11 bronzi), con il nuoto a fare sempre la “parte del leone”, ma anche con l’allargamento del numero di discipline protagoniste alla scherma, al triathlon, al tiro con l’arco e al tiro.

«Siamo a 11 medaglie complessive – aveva dichiarato venerdì 27 Riccardo Vernole, direttore tecnico del nuoto azzurro paralimpico – un risultato che ci fa ben sperare di poter superare il numero di 13 medaglie conquistate nel 2016 a Rio de Janeiro»: ebbene, le medaglie del nuoto al momento sono già diventate 21, superando dunque di gran lunga quel record di cinque anni fa.
Ma cominciamo proprio dalla più stretta attualità, con le splendide vittorie arrivate proprio mentre scriviamo ancora una volta da Arjola Trimi nei 100 stile libero (categoria S3) e da Carlotta Gilli nei 200 misti (S13).
Nel fine settimana, invece, le medaglie d’oro erano arrivate da Simone Barlaam nei 50 stile libero (categoria S9), ancora da Arjola Trimi nei 50 dorso (S3) e, quasi a sorpresa dopo la squalifica degli Stati Uniti, dalla Staffetta 4×100 stile libero femminile, composta da Vittoria Bianco, Xenia Francesca Palazzo, Alessia Scortechini e Giulia Terzi. I secondi posti, invece, erano stati di Xenia Francesca Palazzo nei 200 misti (SM8), Giulia Terzi nei 400 stile libero (S7) e Giulia Ghiretti nei 100 rana (SB4). Al terzo posto, infine, erano arrivati Stefano Raimondi nei 100 stile libero (S10) e  Carlotta Gilli, vittoriosa, come detto, anche oggi, nei 50 stile libero (S13).

Come detto, la platea dei “medagliati” azzurri si è allargata anche ad altre discipline, innanzitutto nella scherma, con la splendida conferma, cinque anni dopo, della medaglia d’oro di Bebe Vio nel fioretto femminile (categoria B), con la stessa atleta che ha poi guidato la squadra composta anche da Loredana Trigilia e Andreea Ionela Mogoș al secondo posto nella gara per nazioni della medesima specialità.

Grandi soddisfazioni, poi, sono arrivate da una specialità a dir poco dura come il triathlon, fatto di nuoto, ciclismo e corsa. Qui Anna Barbaro, insieme alla sua guida Charlotte Bonin, si è aggiudicata la medaglia d’argento nella categoria PTVI1, mentre Veronica Yoko Plebani è arrivata terza nella categoria PTS2, così come Giovanni Achenza nella categoria PTWC. Achenza, va ricordato, ha completato la gara sulle ruote del mezzo di Alex Zanardi, recapitategli dalla famiglia dello stesso.

E ancora, nel judo, la medaglia di bronzo di Carolina Costa (categoria B) e proprio nella mattinata di oggi, 30 agosto, quelle di Maria Andrea Virgilio nel tiro con l’arco individuale femminile e di Andrea Liverani nel tiro con la carabina (SH2).

Non solo i “medagliati”, in realtà, meriterebbero la citazione, ma tutti coloro che – italiani, italiane e non – si sono fatti onore nelle varie discipline delle Paralimpiadi, impegnandosi al massimo delle loro possibilità, pur senza riuscire a salire sul podio. A tal proposito ricordiamo che a questo link (costantemente aggiornato) sono segnalati tutti i partecipanti alle gare già andate in archivio e a quelle ancora da disputare, fino alla conclusione dei Giochi, prevista per il 5 settembre. (S.B.)

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