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Due anni di lavoro sulla discriminazione multipla delle donne con disabilità

AISM, Progetto I>DEAHa sviluppato numerosi àmbiti di lavoro, offrendo un’ampia formazione diffusa con ben mille ore di attività sul territorio e anche dieci digital talk che, attraverso il racconto delle protagoniste, hanno evidenziato tutte le problematiche che toccano le donne con disabilità. In tal senso, ci si è soffermati sui diritti delle donne, passando dalla Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità, dalla Convenzione di Istanbul (Convenzione del Consiglio d’Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica), nonché dai Centri Antiviolenza, ma soprattutto si è trattato di discriminazione nel mondo del lavoro e di strumenti e mezzi necessari a contrastare tutto ciò.
Parliamo del progetto I>DEA (acronimo che sta per Inclusione >Donne, Empowerment, Autodeterminazione), nato due anni fa per impegno dell’AISM (Associazione Italiana Sclerosi Multipla) e realizzato in partnership con l’Associazione Differenza Donna, e in collaborazione con Human Foundation e la Fondazione ASPHI, grazie a un finanziamento del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. Un’iniziativa voluta per occuparsi di tutela, accoglienza e informazione verso quelle donne con sclerosi multipla che hanno conosciuto discriminazione, desolazione e sopraffazione, violenza fisica/psicologica e mobbing negli ambienti di lavoro.

L’evento conclusivo online di I>DEA è in programma per la mattinata del 25 settembre (ore 10-12.30), durante un incontro cui interverranno esperti e donne per presentare tutto il lavoro realizzato in questi due anni, «evidenziando l’impegno futuro per combattere la discriminazione multipla – come sottolineano dall’AISM – verso quelle donne che sono state tradite dalle persone che avevano più care, che sono state vittime di stereotipi e ignoranza, per la “non colpa” di avere una malattia invalidante e per essere nate donne». Un lavoro, va detto, che, considerando anche il periodo di lockdown, ha certamente fornito preziose e importanti chiavi di lettura nella lotta alla discriminazione cui sono spesso sottoposte le donne con disabilità, andando a “scoperchiare” quello che ancora oggi è un tabù.

Tra i primi passi di I>DEA vi è stata innanzitutto la costituzione della RED (Rete Empowerment Donna), cui hanno aderito cento donne impegnate come “antenne” sul territorio nazionale, per sostenerne altre in specifici percorsi di supporto ed empowerment (crescita dell’autoconsapevolezza) in casi di discriminazione e violenza. Il tutto ha dato l’occasione di confrontarsi all’esterno con altre Associazioni e all’interno fra le donne della stessa RED, un confronto dal quale sono nati due strumenti importanti, vale a dire le Linee Guida per i datori di lavoro in collaborazione con ASPHI e il Glossario su donne e disabilità, elaborato direttamente dal gruppo delle donne di RED. (S.B.)

Per iscriversi all’evento online del 25 settembre, accedere a questo link. Per ogni ulteriore informazione: Barbara Erba (Ufficio Comunicazione AISM), barbaraerba@gmail.com.
Per approfondire il tema Donne e disabilità, oltreché ricordare il lungo elenco di testi da noi pubblicati, presente a questo link, nella colonnina a destra dell’articolo intitolato Voci di donne ancora sovrastate, se non zittite, segnaliamo la Sezione Donne con disabilità, nel sito di Informare un’h-Centro Gabriele e Lorenzo Giuntinelli di Peccioli (Pisa) e nello stesso anche la Sezione sulla Violenza nei confronti delle donne con disabilità.