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Metodologie espressive da applicare nella vita di e con persone con disabilità

Logo del progetto europeo "(In)different Journey"

Il logo del progetto europeo “(In)different Journey”

La Fondazione Aida di Quinzano di Verona lavorerà nel prossimo biennio con due giovani di 23 e 25 anni con disturbo dello spetto autistico cosiddetto “ad alto funzionamento”, individuati dalla Fondazione Trentina per l’Autismo e dalla Società Cooperativa Sociale Socio Sanitaria Autismo Trentino, nell’àmbito del progetto europeo denominato (In)different Journey (“Viaggio (in)differente”), iniziativa di formazione, sperimentazione e approfondimento, oltreché di inclusione sociale, focalizzata sullo studio e la messa in pratica di strumenti teatrali e artistici da applicare nella vita di e con persone con disabilità.

Finanziato nel quadro del programma continentale Erasmus+, il progetto – preesentato qualche giorno fa a Verona, nel corso di una conferenza stampa – verrà realizzato con la collaborazione dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Verona, coinvolgendo, oltre alla Fondazione Aida, realtà culturali di Francia (Atipick Dream), Turchia (Gençlikte Spor,Sanat ve Eğitim Hareketi – SAREM), Finlandia (Teatterimuseo), Portogallo (Glocalmusic, capo-progetto) e Ungheria (MSMME-Magyar Specialis Muveszeti Muhely Egyesulet), Paese, quest’ultimo, dove si è tenuto recentemente il primo meeting. Il secondo dei sette incontri internazionali, invece, intitolato L’altro è il mio specchio, è in programma dal 4 all’8 ottobre prossimi al Teatro Camploy di Verona.
«L’obiettivo – come spiegano dalla Fondazione Aida – è quello di definire gli strumenti del teatro e delle arti performative da applicare nei laboratori che partiranno dal prossimo mese di gennaio con persone con disabilità, oltreché comprendere il funzionamento dello strumento Makey Makey* nel settore delle arti. Il progetto proseguirà in maniera itinerante nel corso di due anni, per terminare in Portogallo, dove ogni Paese presenterà i risultati del proprio lavoro sintetizzati in una performance teatrale. Per la nostra Fondazione i laboratori e la messa in scena finale coinvolgeranno, oltre che i due giovani con disturbo dello spettro autistico, un gruppo multidisciplinare di professionisti, comprendente diverse figure nell’area della riabilitazione».

«La scelta delle persone – spiega Annachiara Marangoni della Fondazione Trentina per l’Autismo – è stata suffragata da alcuni criteri, in primis il gradimento della partecipazione all’attività di teatro: uno dei due giovani, ad esempio, sta frequentando un corso di teatro professionalizzante e quindi ha già maturato delle competenze. È risaputo che le persone con disturbo dello spettro autistico presentano limitazioni nelle competenze sociali, nella gestione del tempo libero, nella comunicazione e relazione interpersonale, oltre che nel linguaggio verbale. Per poter dare dunque continuità al laboratorio di social skills [“competenze sociali”, N.d.R.] già in essere presso il nostro Centro Casa Sebastiano, si è aderito volentieri alla proposta di formare, mediante stage mirati, operatori e giovani con autismo, per aumentare la superficie della competenza sociale, dell’interiorizzazione di ruoli sociali, immedesimazioni ed esperienze empatiche che possano, sommandosi, contribuire a strutturare meglio l’articolato processo dell’emotività e della relazione del soggetto».

Per la parte artistica i laboratori saranno condotti da Alice Canovi e Annachiara Zanoli sotto la guida di Pino Costalunga. «Canovi – sottolinea Meri Malaguti, che dirige Aida – è un’attrice, musicista e cantante lirica, scelta per la sua inconfondibile vocazione musicale, elemento che in alcune persone con disturbo dello spettro autistico è estremamente sviluppato, una caratteristica che vale la pena approfondire. Costalunga è invece condirettore artistico di Aida, nonché esperto di letteratura e teatro per i ragazzi; negli anni ha maturato esperienze nel settore, collaborando con Sportelli Autismo Italia, la Fondazione Augusta Pini e l’Istituto del Buon Pastore. Fil rouge dei suoi interventi è il racconto: semplice, scandito, essenziale ed empatico di fronte a un modo diverso di leggere la realtà. Così come nel Racconto dell’isola sconosciuta di José Saramago, Premio Nobel per la letteratura, che ispira (In)different Journey: “Tutte le isole, anche quelle conosciute, sono sconosciute finché non vi si sbarca”. Zanoli, infine, oltre ad essere attrice della nostra Fondazione, Aida lavora con l’Associazione CARS nella gestione delle persone con autismo». (S.B.)

 *Per “strumento Makey Makey” si intende una metodologia in cui l’allievo diventa centrale e le sue attività generano apprendimento, sviluppando la capacità di risolvere problemi complessi in modo creativo ed efficiente, interessando tutti gli àmbiti della società e incidendo sulla piena affermazione della persona, dall’acquisizione delle competenze di cittadinanza digitale all’orientamento di qualsivoglia professione.

Per ogni ulteriore informazione e approfondimento: info@fondazionetrentinaautismo.it (Elena Gabardi).